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La storia del Cinodromo di Shangai (1928-1949)

Riportiamo la traduzione dell’articolo pubblicato da “thatsmags.com” che ripercorre la storia del  Shanghai Culture Plaza, un distretto culturale e ricreativo nell’ex Concessione francese di Shanghai, oggi rinomata meta turistica e sede di innumerevoli eventi culturali e musicali, un tempo sede dell’unico Cinodromo di Shanghai, inaugurato nel 1928.

Negli anni trenta e quaranta la clubhouse e l’ippodromo diventarono un luogo di intrattenimento polifunzionale fino a quando il cinodromo venne chiuso nel 1949 quando il greyhound racing, come altre forme di gioco d’azzardo, venne vietato dal Partito Comunista. Dopo la fondazione della Repubblica popolare cinese divenne un luogo per manifestazioni politiche e una struttura di esecuzione di massa.

Nell’aprile del 1951 più di 3.000 persone furono arrestate e radunate nello stadio, compreso l’ex leader della Green Gang Huang Jinrong, mentre il 1° maggio furono annunciate 500 esecuzioni.

Durante la Rivoluzione Culturale (1966-76), la Cultural Square divenne anche un luogo di lotta, quando le Guardie Rosse denunciavano le classi nemiche, gli intellettuali e le figure autoritarieAlla fine della Rivoluzione Culturale, servì per numerosi scopi. Il suo auditorium venne usato come spazio per produzioni teatrali e proiezione di film, oltre che per conferenze e spesso incontri politici.

Nel 1990 ospitò lo Shanghai Stock Market per un breve periodo e poi nel 1997 divenne la sede dello Shanghai Flower Market.

Nel 2003 vennero organizzate una serie di manifestazioni di design internazionale, e venne adottato un piano di ricostruzione dell’area adibendola a parco. La tribuna originale, così come la maggior parte delle altre strutture, vennero demolite nel 2005, sostituite da un nuovo teatro da 65.000 mq e 2011 posti a sedere, costato 1,1 miliardi RMB, dalla forma che ricorda un gigantesco granchio a ferro di cavallo.

Di seguito la traduzione di questo interessante articolo.

 



Il Canidrome del Quartiere Francese: quando tutta Shanghai andava a veder correre i cani

di Ned Kelly, 24 febbraio 2018

Greyhound cavalcati da scimmiette-fantino, partite di football, risse sulla pista da ballo, comizi politici, esecuzioni di massa e denunce, il teatro dello Shanghai Cultural Square ha molto da raccontare se si vuole eclissare la storia del vecchio Canidrome.

Situato in Rue Lafayette (adesso chiamata Fuxing Zhong Lu), occupava una gran parte del quartiere formato da quelle che oggi sono Jianguo Lu, Shaanxi Lu, Fuxing Lu e Maoming Lu nell’ex concessione francese.

L’originale struttura a stadio da 50.000 spettatori venne costruita nel 1928 allo scopo di ospitare corse coi cani, finanziato in gran parte da Henry E. Morris, Jr., proprietario del North-China Daily News, il quale aveva una villa lì vicino e, assieme ai suoi due fratelli, portava a spasso i suoi cani al Canidrome per assistere alle gare.

La posizione era strategica anche dal punto di vista legale, come spiegato da Graham Earnshaw in Tales of Old Shanghai:

“ ‘Andare dai cani’ ” è letteralmente il diversivo preferito dagli abitanti di Shanghai. Le corse coi cani sono vietate dal Regolamento Internazionale, e l’importazione di greyhound è proibita dal Governo Cinese, ma questo sport spopola al Canidrome, nella Concessione Francese, dove i greyhound sono allevati e, come pony da corsa, offrono grandi opportunità a chi cerca fortuna. In modi diversi, è possibile sia realizzare grandi vincite che enormi perdite”.

Mentre gli anni passavano il cinodromo divenne una struttura per intrattenimento di vario genere. Vi si svolgevano partite di rugby interportuali tra Shanghai ed Hong Kong (leggi qui: history of Shanghai rugy ), così come incontri del gioco basco jai alai (o hai-alai, come raccontato su Tales of Old Shanghai).

“Hai-alai ha molti appassionati ed è un buon modo per “perdere la camicia” (rimanere senza soldi) come sappiamo bene” scrivono Maurine Karns e Pat Patterson nel loro Shanghai: High Lights, Low Lights and Tael Lightsdel 1936. “qui puoi fare una puntata facilmente quanto convertirti alla Chiesa Metodista. Hai-alai è un vecchio gioco basco, e la città è piena di baschi che lo hanno importato per conferire un tocco autentico al gioco locale”.

Venivano organizzate anche partite di calcio. Il 15 marzo 1941 l’incontro tra la Polizia Municipale di Shanghai ed una squadra cinese finì in rissa, con 20.000 spettatori cinesi che occuparono il campo e numerosi feriti. Nello stesso periodo venne introdotta una pratica curiosa nelle corse coi cani, come spiega l’autore Paul French nel suo blog ChinaRhyming:

“ Nel 1940-1941 allo Shanghai Canidrome nel quartiere francese gli affari erano crollati. Ovviamente c’era la guerra e camminare per le strade con i giapponesi ostili così vicini non era molto divertente, mentre molti stranieri e cinesi benestanti avevano lasciato la città. Nel quartiere francese e nella zona adiacente (Badlands) di Western Road erano sorti anche diversi nuovi casinò per attirare i giocatori d’azzardo. I cani correvano dietro ad una lepre all’interno di una pista rotonda”.

“E così nacquero le scimmiette-fantino. Non si sa quale genio ebbe quest’idea, ma una volta che si diffuse la voce secondo cui al Canidrome usavano delle scimmiette come fantini in groppa ai greyhound gli spettatori tornarono a frotte, almeno fintanto che durò la novità. Non so da dove provenissero quelle scimmiette o se fossero buoni fantini, ma certamente sembravano piuttosto eleganti nelle loro piccole divise da fantino, con tanto di cappello”.

French trovò anche questo volantino pubblicitario su un incontro di boxe organizzato al Canidrome nel giugno 1937 con protagonista Andre Shelaeff, un pugile russo nato a Shanghai che risiedeva ad Harbin, dove suo padre faceva il sacerdote.

Nel ’37 Shelaeff combatté diverse volte al Canidrome, sempre con avversari che mise a KO. Lasciò la Cina per proseguire la sua carriera, ma morì l’anno successivo per un trauma cranico dopo un combattimento contro un boxeur del Massachussetts, George Salvador, di soli 19 anni (leggi qui la versione di Frenchi: history of Asia’s inter-war boxing right here).

French parla anche della Canidrome Tower Gang, condotta dal messicano Carlos Garcia, la cosa più vicina al “capo dei capi” che le gang malavitose di Shanghai abbiano mai avuto.

“Effettivamente era il grande capo, e decideva sulle dispute tra le bande di stranieri in città, nella speranza di rendere pubbliche le lotte intestine, quasi sempre con successo. Una completa leggenda”.

Nel 1945 il Canidrome ospitò anche il “China Bowl”, le finali di football americano, in cui la Marina batté l’Esercito 12-0.

Il Time racconta:

“il Canidrome di Shanghai si riempì di 10.000 americani in uniforme. Il giorno prima della partita i programmi di allenamento dei giocatori vennero rovinati dal governo della città  che aveva organizzato la fucilazione di sei criminali proprio sul campo da gioco”.

 

Si può leggere nel dettaglio su la China Bowl  qui: https://1973whsreunion.blogspot.com/2014/07/december-1-1945-china-bowl-rice-bowl.html

Anche la sala da ballo del Canidrome era molto popolare. Il pianista jazz afro-americano Teddy Weatherford vi suonò nella metà degli anni ’30, così come il trombettista jazz Buck Clayton, che si esibì con i suoi Harlem Gentlemen. L’esperienza di Clayton in Asia fu unica. Come uomo di colore veniva discriminato dagli stessi marines americani che erano di stanza a Shanghai (ci sono racconti sul musicista aggredito dai soldati, tra cui un episodio in cui fu colpito con dei mattoni), mentre come americano era trattato con riguardo dai cinesi.

Clayton si esibì per la moglie di Chiang Kai-shek, Soong Mei-ling, e per sua sorella Ai-ling, che frequentavano regolarmente il Canidrome, e lavorò a stretto contatto con Li Jinhui, il “Padre della musica popolare cinese”. Clayton avrebbe suonato diverse canzoni composte da Li, mentre Li avrebbe subito l’influenza del jazz americano portato da Clayton.

L’ingaggio di Clayton nella sala da ballo del Canidrome finì una notte, in seguito ad una rissa scoppiata con l’eccentrico personaggio della Vecchia Shanghai Jack Riley (che poi divenne “il re delle slot machine di Shanghai”), come racconta un quotidiano dell’epoca:

“Il luogo è il Canidrome. L’ora le 11 di martedì sera. Il Sig. Jack Riley, un ex marinaio americano, noto ai più per essere al tempo stesso il n°1 del Riley Bamboo Hut, ora diventato Venus, ed ex proprietario del Manhattan Bar, famoso luogo d’incontri per la flotta asiatica, che ha venduto un anno fa. Riley era seduto al suo tavolo con due ragazze. Alcuni dicono che a Riley non sarebbe piaciuto il sorriso di Clayton, altri che Clayton avrebbe chiesto a Riley di abbassare i toni. Comunque sono volati dei pugni e Buck Clayton è finito a terra. Silenzio totale per un minuto, poi i membri della band si sono gettati sul Sig. Riley. I riflettori si spostano sulla pista da ballo. Riley è sdraiato a terra e alcuni testimoni riferiscono di aver visto uno dei membri della band sedersi sul suo petto continuando a picchiarlo. Non si è scatenato il panico perché i pochi ospiti presenti non sapevano se facesse o meno parte dello show. Il sipario si chiude velocemente sulla scena, la rissa viene fermata prima di degenerare. Vittime riportate: Riley, con la faccia leggermente gonfia e diversi lividi sul corpo. Clayton con un occhio nero, alcuni musicisti con ferite minori…”

Il contratto di Buck con il Canidrome viene rescisso a causa dell’incidente, e lui ritornò negli Stati Uniti prima dello scoppio della seconda guerra cino-giapponese nel 1937.

Dopo il 1949 il greyhound racing, come altre forme di gioco d’azzardo, venne vietato dal Partito Comunista, e il nome della zona venne cambiato in Shanghai Cultural Square. Divenne un luogo dove si svolgevano comizi politici, e Mao stesso salì sul palco per rivolgersi alla numerosa folla.

Il Canidrome ospitò anche esecuzioni di massa. Le uccisioni venivano stabilite da una commissione di 24 leader civici nominati dai comunisti. Nell’aprile del 1951 più di 3.000 persone furono arrestate e radunate nello stadio, compreso l’ex leader della Green Gang Huang Jinrong, mentre il 1° maggio furono annunciate 500 esecuzioni.

Un articolo sul Timedi Maggio racconta: “Tra gli arrestati figurano ex ufficiali Kuomintang, insegnanti, prelati cristiani, leader sindacali non comunisti, impiegati di quotidiani, direttori di fabbriche, studenti”.

La Xinhua News Agency racconta che gli studenti delle scuole di Shanghai marciarono dietro ai prigionieri che andavano verso il patibolo, suonando gong e tamburi e cantando “Uccideteli bene! Uccideteli tutti!”. Si radunarono circa 10.000 persone che (come riferisce anche lo Shanghai News) chiedendo la morte degli accusati in un “ruggito unanime” riferisce il Time.

Durante la Rivoluzione Culturale, la Cultural Square divenne anche un luogo di lotta, quando le Guardie Rosse denunciavano le classi nemiche, gli intellettuali e le figure autoritarie.

Alla fine della Rivoluzione Culturale, la Cultural Square servì per numerosi scopi. Il suo auditorium veniva usato come spazio per produzioni teatrali e proiezione di film, oltre che per conferenze e spesso incontri politici.

Quando riaprì nel 1990, quel quartiere ospitò lo Shanghai Stock Market per un breve periodo, e poi nel 1997 divenne la sede dello Shanghai Flower Market.

Nel 2003, vennero organizzate una serie di manifestazioni di design internazionale, e venne adottato un piano di ricostruzione dell’area adibendola a parco. La tribuna originale, così come la maggior parte delle altre strutture, vennero demolite nel 2005, sostituite da un nuovo teatro da 65.000 mq e 2011 posti a sedere, costato 1,1 miliardi RMB, dalla forma che ricorda un gigantesco granchio a ferro di cavallo.



Articolo originale: 
https://www.thatsmags.com/shanghai/post/22482/the-history-of-the-canidrome-when-shanghai-went-to-the-dogs

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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