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Vicina la fine definitiva del greyhound racing negli USA. Restano solo 4 cinodromi.


Quando l’Emendamento 13 che sanciva l’abolizione del greyhound racing in Florida è stato approvato nel 2018, grazie alla campagna antiracing #Yeson13, portata avanti da GREY2K USA, la Humane Society e la fondazione Doris Day, con il sostegno di tutto il movimento antiracing internazionale, in Florida si trovavano ben 11 dei 17 cinodromi esistenti negli Stati Uniti, distribuiti in 6 stati.

Con la Florida fuori dal business del greyhound racing (definitivamente cessato dal 31 dicembre 2020), restano solo QUATTRO CINODROMI in TRE STATI in cui è legale: 2 cinodromi in West Virginia, uno in Arkansas e uno in Iowa.

Ma anche in Arkansas ed Iowa presto il dog racing sarà solo un ricordo. Il Southland Casino Racing, a West Memphis, in Arkansas, chiuderà entro il 31 dicembre 2022.
Nel 2020 i cinodromi del Texas e Alabama hanno chiuso definitivamente.

Alla fine degli anni ’80 negli Stati Uniti c’erano più di 60 cinodromi attivi situati in Connecticut, Colorado, Arizona, Wisconsin, Idaho, Kansas, Massachusetts, New Hampshire, Oregon, Vermont e Nuovo Messico.

Grazie all’immane lavoro fatto dal movimento antiracing statunitense e mondiale, da 60 cinodromi siamo passati a 4. Sono 41 gli Stati americani in cui il dog racing è stato dichiarato illegale con un apposita legge.

In sei Stati, tutte le piste per greyhound hanno chiuso e cessato corse dal vivo, ma una legge di divieto deve ancora essere promulgata: Oregon, Texas, Connecticut, Kansas, Alabama e Wisconsin.

GREY2K USA sta lavorando ora per l’approvazione di una legge federale contro il greyhound racing che ha un sostegno bi-partisan e che renderà illegale il greyhound racing in tutto il territorio degli Stati Uniti.

Di seguito la traduzione dell’articolo. 

I giorni del dog racing in Florida sono giunti alla fine, con la sua scomparsa in vista anche nel resto degli Stati Uniti.

Il 31 dicembre 2020 il migliore amico dell’uomo ha corso un’ultima volta al Palm Beach Kennel Club, più di due anni dopo che gli elettori dello Stato hanno votato a favore della fine di questo sport e la sua prossima scomparsa è in vista anche nel resto degli Stati Uniti.

By David K. Li

31/12/2020

La Mecca del dog racing in Florida ha organizzato le sue ultime gare giovedì sera, mentre il pilastro del gioco d’azzardo si avvicina sempre di più alla sua estinzione in tutta l’America.

L’orologio segnava la mezzanotte quando un cane velocissimo chiamato Bug Brush oltrepassava il traguardo, vincendo l’ultima corsa al Palm Beach Kennel Club, a West Palm, chiudendo il sipario su questo sport in Florida.

Un pò più di 25 mesi fa, gli elettori del paese avevano approvato a maggioranza l’Emendamento 13, vietando le corse coi greyhound a partire dal 2021, una sentenza che potrebbe sancire la fine su tutto il territorio americano di questo sport secolare.

Con la Florida fuori dal business del greyhound racing, restano solo quattro cinodromi in tre stati in cui è legale: West Virginia, Arkansas ed Iowa.

Quando l’Emendamento 13 è stato approvato nel 2018, in Florida si trovavano ben 11 dei 17 cinodromi esistenti negli Stati Uniti, distribuiti in 6 stati. All’inizio di quest’anno (2020) i cinodromi del Texas e Alabama hanno chiuso definitivamente.

“La Florida era la Mecca del dog racing, lo stato americano col maggior numero di cinodromi” ha spiegato recentemente la direttrice della Humane Society Florida, Kate MacFall, a NBC News, festeggiando il ruolo del suo Stato nel declino di questo sport. “Adesso l’industria del racing è in crisi”.

Jim Gartland, direttore generale della società capogruppo dell’industria del dog racing, la National Greyhound Association, ha ammesso che è prossimo il giorno in cui non correrà più nessun greyhound in America. “Odio ammetterlo, odio persino pensarci” ha dichiarato Garland. “Potrebbero volerci 5, 10 anni, ma è molto probabile che accada”.

L’ultimo cinodromo attivo in Florida, il Derby Lane a St. Petersburg, ha chiuso domenica.

Giovedì sera, mentre si avvicinava l’ora fatidica, al Palm Beach Kennel Club risuonava il classico senza tempo di Frank Sinatra “My Way”, mentre Bug Brush ed altri sette greyhound sfilavano fino ai box di partenza, per giocarsi i 10.000 $ in palio della “Long Run Championship”.

Bug Brush è stato l’ultimo vincitore dopo 88 anni di corse disputate al cinodromo di West Palm Beach.

“E’ orribile, molto triste” ha proseguito Garland parlando del declino di questo sport. “Negli ultimi due mesi ho visto addetti ai lavori piangere come bambini”.

Secondo l’associazione alla fine degli anni ’80 negli Stati Uniti c’erano più di 60 cinodromi attivi situati in Connecticut, Colorado, Arizona, Wisconsin, Idaho, Kansas, Massachusetts, New Hampshire, Oregon, Vermont e Nuovo Messico.

“Non è un segreto, il dog racing è in crisi da diversi anni ormai” ha raccontato il presidente del Palm Beach Kennel Club, Patrick Rooney Jr., la cui famiglia possiede il cinodromo dal 1969. “Il dog racing non appartiene più a questo mondo”.

Rooney, nipote del fondatore dei Pittsburgh Steelers, Art Rooney, e dell’ex ambasciatore americano in Irlanda, Dan Rooney, ha aggiunto che il cambio di idea sui diritti degli animali da parte dell’opinione pubblica ha portato rapidamente il greyhound racing all’estinzione.

Gli attivisti per i diritti animali si sono opposti a lungo al greyhound racing, affermando che i cani vivevano in gabbie anguste, soffrendo per le pessime condizioni di vita e il costante rischio di infortuni.

“In questa nuova società tutto quello che coinvolge un animale ha vita difficile” ha aggiunto Rooney, ipotizzando che le corse coi cani, coi cavali e i rodeo un giorno potrebbero subire la stessa sorte dei circhi. “Siamo diventati più sensibili, che sia vero o meno, ai sentimenti degli animali e a come vengono trattati”.

Con il divieto in vigore in Florida, sono 41 gli stati americani in cui il dog racing è illegale, come afferma Christine Dorchak, co-fondatrice del gruppo anti racing GREY2K.

Non ancora soddisfatta dello stato di profonda crisi in cui versa questo sport in tutto il paese, Dorchak ha dichiarato che la sua associazione farà pressione politica per l’approvazione di una legge federale contro il greyhound racing che, insiste, ha un sostegno bi-partisan.

Anche senza il lavoro degli attivisti per i diritti animali come GREY2K, la Humane Society e per ultima la cantante Doris Day affermano che il dog racing è in crisi da anni.

  • In Florida, nell’anno fiscale 2019/2020 i cinodromi hanno guadagnato $135,9 milioni  in scommesse, con un calo del 29% rispetto ai $191,5 million dell’anno prima. Per l’ottavo anno consecutivo il giro di scommesse sul greyhound racing è in declino. Nel 2011/2012 i cinodromi della Florida avevano guadagnato ben $265 milioni, quasi il doppio rispetto all’ultimo periodo.
  • Con la Florida fuori dal business, il West Virginia è destinato a diventare la nuova Mecca del greyhound racing negli USA. Nel 2019 i ricavi dei suoi due cinodromi ammontavano a $124,8 milioni.
  • In Iowa l’unico cinodromo dello stato ha fruttato alla fine di novembre 2020 $2,3 milioni tra corse dal vivo e trasmissioni video in simultanea. Si tratta del terzo anno consecutivo di declino del fatturato.
  • In Arkansas nel 2019 i guadagni hanno raggiunto i $14,2 milioni, la cifra più bassa degli ultimi 10 anni, secondo i dati del Ministero delle Finanze. E il 2019 ha segnato anche il terzo anno consecutivo di calo del fatturato.

Si pensa che anche in Arkansas ed Iowa presto il dog racing sarà solo un ricordo.

I gestori del Southland Casino Racing, a West Memphis, Arkansas, hanno già dichiarato che smetteranno di organizzare corse coi cani dal 31 dicembre 2022. I finanziamenti pubblici all’industria del greyhound racing termineranno alla fine del 2022, il che vuol dire che anche in quello stato da qui a due anni il dog racing potrebbe finire.

Tuttavia la crisi del dog racing in America arriva da prima della pandemia da coronavirus, nonostante gli americani si diano al gioco d’azzardo come non mai.

Secondo i dati forniti dall’Associazione Americana Gioco D’Azzardo e dalla Commissione Nazionale Indiana del Gioco, nel 2019 i casinò nelle riserve indiane e le sale da gioco su suolo statiunitense hanno guadagnato ben $78,2 miliardi, un aumento esponenziale rispetto ai $60,8 miliardi del 2009 e ai soli $32 miliardi del1999.

Purtroppo gli operatori dell’industria del dog racing non sono riusciti ad incassare parte di questa torta sempre più grossa del gioco d’azzardo.

Persino le lotterie statali, legate all’estrazione di palline numerate che scendono giù attraverso tubi ricurvi, fanno soldi a palate.

Nel 2019/2020 la lotteria dei Mega Milioni ha venduto biglietti per $2.6 miliardi in 45 stati, un incremento monumentale rispetto ai $434 milioni raccolti nel 1996/97 in soli sei stati dalla lotteria precedente, chiamata Big Game.

I cinodromi non sono riusciti ad attirare nuovi clienti, né a trovare un modo per unirsi ad altre imprese più redditizie, ha spiegato Brett Abarbanel, direttore di ricerca all’Istituto Internazionale sul Gioco D’azzardo dell’Università del Nevada, a Las Vegas.

Un esempio di successo in questo senso è l’ippodromo di Del Mar, in Florida dove, per sopravvivere, sono riusciti ad abbinare le corse coi cavalli a concerti ed eventi come festival della birra.

“In generale il dog racing non si è adattato molto alle nuove forme di intrattenimento offerte dal mercato” ha spiegato Abarbanel. “Anche in confronto all’ippica, che ha avuto gli stessi problemi nell’attirare nuova clientela, i cinodromi non sono riusciti a gestire con successo un cambiamento importante”.

A differenza del football, baseball, basket, hockey e calcio, in cui la palla o il dischetto sono in costante movimento, le corse coi greyhound si svolgono ad intervalli di un quarto d’ora le une dalle altre, una pausa nell’azione che, secondo Gartland della National Greyhound Association, potrebbe annoiare i fans sugli spalti.

“Gli sport più datati e lenti iniziano ad essere scartati, in particolare il baseball” ha aggiunto. “Forse è il segno che toccherà anche al greyhound racing? E’ uno sport datato. Finito. Ha visto il suo tempo”.

Articolo originale

https://www.nbcnews.com/news/us-news/dog-days-florida-coming-end-total-demise-u-s-greyhound

©Petlevrieri 

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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