Luoghi comuni

Il mondo di chi si occupa di cani non è esente da un largo uso di luoghi comuni, e l’uso massiccio di strumenti come Facebook non ha certo migliorato la situazione. Vediamone insieme qualcuno, in ordine sparso.

Chi si occupa di qualcosa da tempo è migliore di chi lo fa da poco, o detto con altre parole, il tempo è garanzia di bontà del prodotto e del servizio.

Se fosse sempre così, dovremmo dire che la corrida è una pratica eccezionale, che le corse dei levrieri sono legittimate e che la mafia è una delle cose migliori che abbiamo in questo Paese.
Dal momento che queste affermazioni sono false, non è detto che “esserci” da tempo equivalga a essere bravi o, addirittura, i migliori.

I cani liberi scappano più facilmente di quelli che non lo sono.

Se questa ovvietà è l’equivalente di un’affermazione del tipo “chi è in gabbia non può scappare, chi non lo è, sì”, non siamo di fronte a grande sapienza.
Se si intende che un cane libero scappa più facilmente di uno che non lo è, in realtà, siamo di fronte a un’affermazione tutta da dimostrare. Bisognerebbe avere una casistica precisa di quanti cani scappano perché lasciati volontariamente senza guinzaglio, e quanti scappano perché si liberano dal collare o dalla pettorina, perché trovano un buco nella rete del giardino, perché si impauriscono, solo per fare qualche esempio.
In assenza di dati su questo, l’affermazione è priva di fondamento: potrebbe essere vera ma anche falsa. Dunque andrebbe evitata.

Un levriero non è per tutti.

Perché un dobermann, un pastore tedesco, un lupo cecoslovacco, un akita, un pitbull lo sono? Ogni cane va bene in alcuni contesti e in altri no, per alcune persone e per altre no, e questo è vero per tutti gli esseri viventi. Questo luogo comune, più che a una verità, assomiglia a uno slogan pubblicitario, di quelli che puntano a far sentire il consumatore parte di una élite. Anche un Rolex non è per tutti: si tratta di stabilire se avere un cane sia come avere un Rolex.

I levrieri sono speciali.

Chiunque si occupi di una razza trova speciale la razza di cui si occupa, e sbaglia. Questo luogo comune si costruisce sovrapponendo due diversi significati della parola speciale: “caratteristico di qualcosa” e “di categoria superiore”. Dunque, ciò che è caratteristico dei levrieri li renderebbe di categoria superiore. Tutto da dimostrare.
Tra l’altro, questo luogo comune è funzionale al precedente: se ho un cane speciale faccio parte dell’élite. Mica tutti hanno un levriero e mica tutti hanno un Rolex!

Come strategia di marketing niente male, ma poco originale.

Massimo Greco

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