Perché il foster è importantissimo?

Il foster è un’esperienza difficile perché, parliamoci chiaro, chi porta in casa un cane si affeziona ed è subito ricambiato. Dunque la separazione è dolorosa e difficile.

Ma senza il foster migliaia di cani morirebbero ogni anno, e anche questo è senza discussione. Purtroppo nel nostro paese molti non comprendono questo, perché in realtà sono molto lontani dalla realtà, e vivono in un mondo di sogno, di perfezione teorica. Il nostro è uno dei pochi paesi del mondo in cui i cani non vengono soppressi dopo pochi giorni di canile e per questo è difficile capire che in qualunque paese del mondo il foster è vita. In un mondo ideale i cani non verrebbero torturati e uccisi per denaro o per ignoranza, e dunque non ci sarebbe bisogno di rifugi, di associazioni, di foster, di niente. In un mondo ideale le decine di migliaia di cani abbandonati, seviziati, sfruttati troverebbero tutti splendide famiglie, che non li restituirebbero perché fanno le puzze o perché fanno una pipì in casa.

La verità é che grazie al foster migliaia di cani ogni anno vengono salvati, accuditi e trovano poi una casa tutta per loro.

Forse qualcuno si sarà chiesto perché usiamo il termine inglese foster, invece dell’italiano stallo! Non si tratta di un vezzo, ma di una scelta precisa. Prendere in foster, in inglese, è assimilabile a “prendere in affidamento”, il termine stallo dà l’idea, fredda, di una situazione che non ha vie di uscita, dà l’idea di un parcheggio. In realtà prendere un cane in foster è un modo bellissimo per essere parte di una rete di aiuto, per dare al cane la possibilità di fare nuove esperienze.

Chi prende uno dei nostri cani in foster non aiuta solo il cane o noi, ma aiuta anche i rifugi e i volontari che si muovono tra mille difficoltà  in Irlanda e Spagna. Chi prende un greyhound o un galgo in foster è più vicino alla prima linea, e deve essere orgoglioso di questo.

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