fbpx

Discorso accorato e lucido di Albano Martins: “Se ci sostenete nel non inviare più cani a Macao il canidrome potrebbe chiudere in pochi giorni, forse in un mese”. Dublino, 2 giugno.

Pubblichiamo di seguito il discorso che Albano Martins,  fondatore e presidente di Macau Society for the Protection of Animals (ANIMA), membro del board di GREY2K USA e leader della lotta per #closethecanidrome, ha tenuto all’assemblea dei manifestanti a Dublino il 2 giugno.

Albano ha fatto un discorso accorato e lucido sulla situazione di Macao, sulla lotta che stanno portando avanti da anni per la chiusura del Canidrome, sui motivi per cui è fondamentale l’aiuto internazionale per bloccare ogni esportazione di greyhound a Macao.

Albano ha ricordato anche la conferenza internazionale tenutasi Macao l’anno scorso, dove sono intervenute 10 organizzazioni internazionali come Grey2K USA, Royal SPCA, Animals Asia, Animals Australia etc., e nel corso della quale si è deciso assieme a livello internazionale di sostenere la chiusura di tutti i cinodromi ovunque nel mondo.

Ringraziamo Gavin Erickson per aver girato e realizzato questo video.

Di seguito riportiamo la traduzione in italiano del suo discorso. 

Sono qui per chiedere a voi irlandesi di non inviare alcun greyhound a Macao in Cina, perché ogni greyhound vivo che arriva là ne esce morto.

Ho qui una lista di tutti i greyhound uccisi lo scorso anno, ogni pagina per due greyhound, tutti provenienti dall’Australia, tra 206 e 280 cani uccisi lo scorso anno, e di norma ne muore uno al giorno, il che significa 360 animali all’anno.

E questa è la ragione per cui, quando siamo venuti a sapere di questa situazione nel 2011 quando i nostri colleghi di Grey2K USA sono venuti ad incontrarci a Macao, abbiamo iniziato ad indagare e, avendo purtroppo avuto conferma che la situazione era proprio quella, abbiamo chiesto al Governo di Macao di aiutarci a riunire queste persone attorno ad un tavolo di trattative per chiedere di iniziare un programma di adozioni per salvare più animali possibili.

Abbiamo avuto due incontri duri in marzo e aprile con i rappresentanti del Canidrome, incontri difficili perché non potete immaginare che tipo di persone siano, e non mi va neppure di descrivervele. Nel corso di questi due incontri il governo li ha obbligati ad iniziare un programma di adozione, sono stato invitato a rilasciare un comunicato stampa che ho presentato al Governo e ai rappresentanti del Canidrome affinchè tutti quanti lo approvassero, e loro volevano che fosse scritto che non uccidono i cani, e che erano come i volontari di Anima, e noi abbiamo rifiutato perché non volevamo che passasse quel messaggio falso alla comunità, mentre il Governo, che è colui che legifera a Macao, era d’accordo sulla diffusione di questo comunicato stampa modificato.

Così ho rilasciato una conferenza stampa in cui ho annunciato a tutti che il Canidrome per la prima volta avrebbe acconsentito a far fuoriuscire i cani dalla struttura per esser adottati, e che il lunedì successivo un greyhound sarebbe stato inviato al nostro rifugio come segno di buona fede da parte del Canidrome. Eravamo tutti contenti perché per lo meno potevamo iniziare a salvare alcune vite.

Il punto è che quel lunedì ho chiamato la stampa affinchè fosse presente perché non mi fidavo di quelle persone e non è arrivato alcun cane. E cosa ci hanno detto? Pensando che fossimo tutti stupidi ci hanno risposto che avevano parlato con i proprietari dei cani per vedere se ce ne fosse qualcuno disponibile per l’adozione, ma la società stessa che gestisce il Canidrome è la proprietaria della maggioranza dei cani, perciò ci hanno solo preso in giro.

Quindi abbiamo avuto un secondo incontro, molto difficile, al termine del quale non siamo riusciti a raggiungere alcun accordo, abbiamo proposto 5 punti da far seguire a loro e 5 cose che ci proponevamo noi di fare a nostra volta, equamente gli stessi obblighi per noi e le stesse cose da fare per loro, noi avremmo sostenuto le spese a nostro carico e loro le loro per ogni animale adottato, ma si sono rifiutati di firmare l’accordo.

A questo punto abbiamo detto al Governo che non ci sarebbero più stati da parte nostra altri tentativi di accordo verbale, perché da quel momento abbiamo voluto che il Canidrome chiudesse. Quindi chi pensa che noi vogliamo solo che il Canidrome chiuda non ha ragione, è vero che vogliamo che il cinodromo chiuda, ma all’inizio abbiamo scelto la via diplomatica offrendo loro la possibilità di salvare gli animali. Tuttavia loro hanno continuato ad ucciderli, in questi ultimi 4 anni se moltiplicate 360 x 4 avete un’idea di quanti cani siano stati uccisi senza dar loro l’opportunità di venire adottati da una famiglia.

L’anno scorso abbiamo organizzato una conferenza internazionale a Macao, dove sono intervenute 10 organizzazioni internazionali come Grey2K USA, Royal SPCA, Animals Asia, Animals Australia etc., e nel corso di questo incontro di due giorni abbiamo deciso assieme a livello internazionale di sostenere la chiusura di tutti i cinodromi ovunque nel mondo.

Il Governo di Macao ha dichiarato di aver bisogno di almeno uno studio approfondito prima di decidere cosa farne del Canidrome e gli abbiamo risposto molto chiaramente: “Avete già 50 anni di esperienza con queste persone, perché avete bisogno ancora di un altro anno?”.

Esiste già uno studio svolto dall’Istituto sul Gioco d’Azzardo dell’Università di Macao, che è una scuola pubblica, che è già stato consegnato al Governo quest’anno, e stiamo aspettando che venga reso pubblico, ma sono sicuro che l’esito sia che non ci sono altre alternative (a parte la chiusura) perché sappiamo già cosa ne pensano i residenti del quartiere dove si trova il Canidrome (Kaifon in cinese), ed i rappresentanti dell’industria del gioco d’azzardo responsabile con cui abbiamo già avuto un dibattito alla tv cinese (Lotus Tv) nel quale tutti erano d’accordo sul fatto che il Canidrome dovesse chiudere. Nel corso di 30 minuti di botta e risposta con le persone che chiamavano da casa, tutte quante chiedevano la chiusura del Canidrome.

Sono qui perché 9 greyhound irlandese si trovano là, e non vogliamo che ne arrivino altri perché tutti quelli che entrano vengono uccisi, ma senza greyhound non possono restare aperti e fare affari sulla loro pelle.

Fino alla fine del 2015 c’erano 18 corse a sera, e se l’illuminazione è scarsa questi cani si stressano moltissimo ed il rischio di incidenti è più alto, la percentuale di incidenti in quel cinodromo a volte è superiore al 20% degli animali impiegati nelle corse, una percentuale molto alta.

Dopo che l’Australia ha smesso di esportare cani a Macao nel dicembre 2015, hanno iniziato a ridurre il numero di corse notturne da 18 a 15 in gennaio, e questo mese (giugno) le nostre fonti ci hanno informato che sono scesi a 12 per sera, perché non hanno abbastanza cani da far correre, e questa è una grossa vittoria.

Se ci sostenete nel non inviare più cani a Macao il canidrome potrebbe chiudere in pochi giorni, forse in un mese.

Albano Martins

© Riproduzione riservata

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

×

Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

×

Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×

Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×

Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×