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Perché scriviamo a volte nei profili “greyhound non tatuato (non registrato)”

Alcuni si saranno chiesti perché a volte scriviamo nei profili dei cani provenienti dall’Irlanda  “greyhound non tatuato”, e dare una risposta a questo interrogativo è importante per capire come funziona realmente il racing.

Per prima cosa dobbiamo ricordare che in Irlanda i greyhound non sono pet, dunque la produzione di greyhound è riservata all’industria, ed è l’industria a definire cosa è un greyhound. La classificazione irlandese non ha niente a che vedere con la classificazione della FCI, perché i greyhound irlandesi possono non corrispondere agli standard e, come vedremo, possono esserci greyhound che non sono classificati come tali.

Per l’IGB un greyhound diventa tale a tre mesi, quando viene tatuato e in questo modo registrato, ma tutti i cuccioli di greyhound che non vengono registrati non vengono classificati come tali.

Quanti siano è difficile sapere, perché i cuccioli appena nati non vengono registrati individualmente, ma il numero di greyhound che scompare in Irlanda ogni anno è in media tra i 13 e i 15000. Gran parte di questi sono cuccioli, e che fine facciano è facile intuirlo: gran parte di loro vengono semplicemente soppressi, gli altri continuano la loro esistenza o usati dai traveller, i nomadi irlandesi, o gareggiando nel Flapping, cioè nei circuiti indipendenti della Gran Bretagna, compresa l’Irlanda del nord ovviamente, nei quali non c’è obbligo di tatuaggio.

I vantaggi per l’industria sono evidenti: si possono far sparire i cuccioli nel nulla e, non essendo i cani tatuati, possono essere abbandonati, venduti, eliminati senza poter risalire ai proprietari.

Naturalmente, questo è vantaggioso anche per i traveller, che possono fare con i cani quel che vogliono.

Una volta che il greyhound non tatuato è stato salvato, poi, è il veterinario del Dipartimento dell’Agricoltura che rilascia il passaporto a decidere se scrivere lurcher o greyhound, e questo dipende solo da lui, dal fatto che applichi il criterio dell’industria piuttosto che un’analisi delle caratteristiche del cane.

Per quanto ci riguarda, dunque, a prescindere dal fatto che prendiamo atto di quanto scritto nei passaporti, rifiutiamo la classificazione dell’industria, non solo per amore della verità, ma anche perché questa classificazione è uno strumento, l’ennesimo, usato dal racing per sfruttare, maltrattare e distruggere i greyhound.

Massimo Greco

 

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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