fbpx

Perché è importante usare la pettorina

Noi come associazione consigliamo l’utilizzo di una specifica pettorina (la pettorina ad H) e di un guinzaglio di 3 metri (accorciabile a 1,5 m) con l’obiettivo di tutelare il benessere del cane. Andiamo a vedere quali sono i motivi che hanno portato a tale scelta.

Diverse ricerche scientifiche hanno evidenziato che non solo il collare a strozzo ma anche altri tipi di collare possono arrecare danni fisici al cane, come danni muscolari, alle vertebre, alla laringe, alla trachea, alla toroide.

Inoltre il collo nel cane riveste un ruolo fondamentale nell’ambito della comunicazione e del comportamento sociale; è quindi un punto particolarmente sensibile. Ogni tiro o strattone, anche involontario, può essere percepito dal cane come un gesto di minaccia, andando così a minare il rapporto di fiducia verso il proprietario. Inoltre può creare equivoci anche nella comunicazione con i con specifici.

Infatti il collare con il guinzaglio in trazione fa assumere al cane una postura aperta ed assertiva anche quando non vorrebbe e comunque ne limita fortemente le possibilità comunicative. Si è cercato, quindi, uno strumento che eliminasse queste problematiche, mettendo il cane nella migliore condizione, senza pressioni o costrizioni di alcun tipo.

Anche alcuni tipi di pettorine reperibili sul mercato presentano inconvenienti. La pettorina scapolare, forse la più diffusa, è sconsigliata sia perché può provocare danni all’articolazione della spalla, sia perché ha una vestizione invasiva.

La pettorina ideale deve essere regolabile, deve avere una cinghia superiore dalle spalle a metà della schiena e una inferiore sul petto. Deve avere due ganci per l’apertura e la chiusura, situati lateralmente all’anello dove si aggancia il moschettone del guinzaglio.

La pettorina ad H:

  • evita i problemi fisici procurati dai collari o dalle altre pettorine,
  • non causa equivoci comunicativi,
  • garantisce piena libertà di movimento,
  • avvolge il treno anteriore del cane portandolo a una maggiore somestesi,
  • non costringe ad invadenti manipolazioni durante la fase di vestizione.

In proposito, le prime volte che vestiremo la pettorina al cane, bisognerà fare molta attenzione. Potrà essere utile fargli conoscere prima lo strumento, per esempio ponendolo a terra e incoraggiandone l’esplorazione, con l’aiuto di alcuni bocconcini posti fra le cinghie. In seguito si potrà invitare il cane ad avvicinarsi a noi, mantenendo una postura accovacciata, senza incombere e disponendoci di lato al suo fianco, lo inviteremo ad entrare nell’asola della pettorina, senza costringerlo e senza trattenerlo, avvalendoci, se necessario, dell’aiuto di premietti.

Il mercato offre tanti modelli anche di guinzagli. Saranno da evitare quelli troppo corti, estensibili, con tenuta scomoda. Il guinzaglio consigliabile dovrà essere lungo almeno 2,50- 3 metri, possibilmente senza anelli, piatto per una presa migliore.

Tags: , , ,

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

×

Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

×

Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×

Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×

Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×