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Palestra con il corpo insieme ai nostri cani

La palestra con il corpo è un’attività con il proprio cane che, a seconda di come viene svolta, ha una molteplicità di obiettivi. Senz’altro lavora sulla fiducia del cane nei confronti della nostra persona, portando il cane a muoversi in stretta vicinanza con il nostro corpo e a legare ad esso emozioni positive e gratificazioni. Aumentando la fiducia del cane nei confronti del nostro corpo, ci accreditiamo ai suoi occhi e riduciamo il rischio di fraintendimenti comunicativi.

Se facciamo giocare il cane, con calma e concentrazione, potremo lavorare al contempo sull’arousal e sulla cinestesi.

In generale tutte le attività di palestra con il corpo ci permettono di lavorare positivamente sulla fiducia nella relazione con i nostri cani e nei confronti degli umani in generale e di potenziare la prosocialità dei nostri cani. Se abituiamo il cane a non temere il nostro corpo e quello degli altri, il suo profilo socio-relazionale sarà aperto e rilassato, quindi attrezzato a integrarsi all meglio nell’ecumene umano. 

Inoltre la palestra con il corpo ci permette di abituare il cane attraverso l’interazione ludica con noi al movimento negli spazi ristretti e a sentirsi al sicuro in mezzo alle persone. 

Si possono proporre diverse attività di palestra del corso. Vediamo insieme alcune proposte possibili. 

Variante 1

  1. Scegliamo un contesto adeguato, come una stanza ampia o un giardino con un buon manto erboso.

  2. Chiamiamo il cane verso di noi e premiamo lo quando arriva. 

  3. Utilizziamo una mano come target per guidare il cane.

  4. Tenendo le gambe aperte di fronte al cane, lo guideremo a passarci sotto e lo premieremo se lo farà.

  5. Se il cane esita, rimanendo in posizione eretta, facciamo cadere un bocconcino davanti a noi; mentre il cane sta mangiando, facciamone cadere uno più avanti disegnando la strada del passaggio, sotto le nostre gambe.

  6. Ripetiamo la stessa azione al contrario.

  7. Sempre utilizzando la mano come target, facciamo compiere al cane una specie di otto intorno alle gambe aperte, in un verso e nell’altro. Anche in questo caso, se la mano non è sufficiente, disponiamo progressivamente dei bocconcini come per disegnare la traiettoria del cane e coinvolgiamolo in una pista olfattiva.

  8. Possiamo poi utilizzare la nostra gamba tesa come un ostacolo da saltare, o metterci “a quattro zampe”, formando una sorta di ponte, oppure quant’altro possa suggerirci la nostra fantasia.

  9. Una volta che il cane non presenta problemi ad affrontare i diversi passaggi, possiamo anche fargli sentire il contatto della mano o di parti del nostro corpo al suo passaggio.

Variante 2

  1.  In questo caso, scegliamo come set un prato.

  2. Coinvolgiamo una o più persone nel ruolo di figuranti e chiediamo loro di disporsi ad una certa distanza l’uno
    dall’altro a gambe aperte.

  3. Chiamiamo il cane lontano dai figuranti e premiamolo quando arriva.

  4. Avviciniamoci insieme al cane approcciando l’estraneo dalle spalle.

  5. Gettiamo un bocconcino tra le gambe della persona e invitiamo il cane a prenderlo.

  6. Mentre il cane sta mangiando, poniamone un altro più avanti, anche in questo caso, disegnandogli il passaggio.

  7. Se il cane consuma il premio e si ritrae, non diciamogli in nessun modo “No”. Lo stesso vale nel caso in cui il cane, per mangiare il secondo bocconcino, facesse il giro della persona senza passargli sotto le gambe.

  8. Se il cane rifiuta di prendere il bocconcino che viene gettato tra le gambe del figurante, iniziamo a tracciare la pista olfattiva, a partire da un metro/un metro e mezzo dalla persona.

  9.  Se riusciamo a far passare il cane, lodiamolo abbondantemente e proviamo questa volta a farlo passare sotto le gambe, affrontando il figurante, frontalmente.

  10. Anche in questo caso possiamo rendere fantasioso l’esercizio disegnando un otto, accoppiando i figuranti oppure facendo un tunnel, ecc.

  11. Quando il cane non dimostra di aver più problemi nei diversi passaggi, chiediamo ai figuranti di toccare delicatamente il cane nelle aree fredde al suo passaggio sotto le gambe.

La variante 1 è adeguata per cani che non hanno grossi problemi di fiducia e prosocialità nei confronti del proprietario e delle persone in generale.

La variante 2 è adeguata per soggetti che, seppure hanno fiducia nel proprietario, non presentano un’elevata prosocialità nei confronti degli estranei. 

Con cani con arousal alto, le attività di palestra con il corpo possono essere fatte con estrema lentezza, cercando la concentrazione e la consapevolezza del cane su ciò che sta facendo. In questo potrebbe essere utile posizionare i bocconi a terra uno ad uno, portando a rallentare i movimenti del cane, fino anche a farlo fermare, per esempio, sotto le nostre gambe.

In presenza di cani timorosi, per i quali l’avvicinamento frontale potrebbe essere eccessivamente difficoltoso, si può proporre l’avvicinamento alle nostre spalle, oppure, con l’aiuto di qualche bocconcino, limitarsi, nelle prime fasi, a fare esplorare il nostro corpo, ponendoci per esempio abbassati, non frontali e senza guardare il cane.


 

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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