Lavorare sulla calma

A cura della D.ssa Katia Galbiati, medico veterinario comportamentalista con approccio cognitivo-zooantropologico, nonché docente, educatore, istruttore cinofilo SIUA e operatore in zooantropologia didattica.

Tra i bisogni primari dell’uomo e del cane ci sono la sicurezza, la tranquillità e il riposo, elementi importanti che garantiscono il benessere psicofisico dell’individuo.

La soddisfazione di questi bisogni primari può essere offerto e garantito attraverso l’utilizzo corretto della copertina, ovvero dal luogo di riposo che noi assicuriamo al nostro cane.

I greyhound, i lurcher e i galgo, che arrivano da situazioni che nulla hanno a che vedere con il rispetto dei loro bisogni etologici e psicofisici, apprezzeranno da subito una copertina confortevole, posta in un luogo tranquillo della casa, appartato ma non isolato dal 
loro nuovo gruppo affiliativo.

E da subito sarà necessario costruire su questo luogo uno “stato di calma“, ovvero uno stato di benessere strettamente legato al marker copertina e allo stato emozionale del soggetto.

Favorire uno “stato di calma” significa non solo evitare stati di eccitazione che danno luogo 
ad inquietudine e comportamenti eccessivi, ma anche evitare l’apatia che, sfociando in noia, può determinare la comparsa di comportamenti distruttivi o compulsivi.

Se la copertina sarà considerata un reale marker di calma, il nostro cane si sentirà sempre in un luogo sicuro ovunque verrà portata, in auto come al ristorante o a casa di amici.

Ma come possiamo costruire questo stato di benessere?

Legando la copertina ad emozioni positive, lodando il cane quando la andrà ad esplorare da solo o lasciando senza essere visti premi in cibo appetitosi che troverà durante l’esplorazione o, ancora, offrendo ossetti di lento consumo da rosicchiare comodamente sdraiato sulla sua copertina.

Quando si trova nel suo luogo sicuro, non disturberemo mai il cane, neppure per una coccola; se vogliamo interagire con lui ci basterà chiamarlo, invitandolo a venire accanto a noi in modo da non invadere il suo spazio.

L’accettazione della copertina/cuscinone come luogo di sicurezza e come marker di calma, è possibile solo a partire dal suo corretto posizionamento nell’ambiente.

Quali sono le regole da rispettare per un corretto posizionamento della copertina/cuscinone?

La corretta posizione del cuscinone è in un punto della casa:

– non di passaggio;

– non prospiciente gli ingressi;

– appartato ma non isolato;

– privo di pericoli;

– caratterizzato da temperatura appropriata e costante;

– tranquillo in ogni momento della giornata.

La copertina/cuscinone non deve essere posta in un luogo troppo isolato della casa, ma nemmeno in una posizione di controllo degli ingressi o in corrispondenza dei punti di passaggio.

Inoltre, il luogo-copertina (o cuscinone che sia) deve essere rispettato da tutti i componenti della famiglia, con lo stesso rispetto che ognuno di loro ha nei confronti del proprio letto e dei propri momenti di riposo.
Questo significa che quando il cane è sul cuscinone non si deve andare a disturbarlo né a stimolarlo, nemmeno con coccole o carezze (questo va applicato rigorosamente in tutta la prima fase dell’inserimento).
Inoltre, non usiamo la copertina per altri scopi, come per asciugare il cane o per le operazioni di pulizia o di medicazione, o come luogo in cui nascondere dei bocconcini, o dove lo mandiamo “in castigo”.

Non solo la posizione, ma anche il materiale con cui è fatta la copertina/cuscinone che scegliamo può giocare un ruolo fondamentale. Dobbiamo osservare i gusti del cane e scegliere un materiale che non assomigli a quello degli oggetti con cui il cane gioca abitualmente.

Quali sono gli errori da non commettere?

  • Mettere la copertina vicino alla porta d’ingresso dell’abitazione potrebbe indurre il cane a farsi carico del ruolo di accoglienza/respingimento di chi entra in casa, non aiutandone così il rilassamento.
  • È altrettanto vero che posizionarla in un punto di passaggio non consente al cane di rilassarsi, in quanto sarà sempre attento a non essere calpestato.
  • Un luogo rumoroso o particolarmente freddo e umido, allo stesso modo, non crea le condizioni ideali per il rilassamento.
  • Non permettere al cane di eleggere il divano come luogo della calma, come sua cuccia. Mettere sul divano delle sedie, se necessario, per impedirgli di salire.

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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