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L’approccio, l’incrocio e l’interazione con altri cani

Ogni giorno, insieme al nostro compagno a quattro zampe facciamo esperienza di molteplici incontri con altre coppie uomo-cane. Affinché queste esperienze socio-relazionali possano essere positive e accrescitive, dobbiamo impegnarci a viverle assumendo il ruolo di proprietari-mediatori dei tempi e delle modalità di approccio e garanti di corrette e complete espressioni dei rituali di presentazione.

Soprattutto per coloro che abitano in città, le interazioni intraspecifiche avvengono in spazi molto ristretti e spesso affollati: ciò potrebbe minare il benessere psico-fisico del nostro cane, che vede continuamente violato sia da umani che da conspecifici il suo “spazio di sicurezza”.

L’ampiezza della “bolla” di sicurezza all’interno della quale il nostro cane si sente a suo agio è soggettiva e le invasioni di quest’area provocano l’espressione di differenti comportamenti: curiosità, paura, allerta, gioia, predatorietà, assertività…

IMG_7669Per questo motivo dobbiamo imparare a leggere i segnali del nostro cane e porci come mediatori e garanti del rispetto delle distanze e della corretta e adeguata espressione dei rituali socio-relazionali, nonché, talvolta, anticipare e conseguentemente evitare l’espressione di comportamenti eccessivi, sgradevoli o problematici, quali per esempio la predatorietà verso soggetti di piccole dimensioni o l’assertività verso soggetti dello stesso sesso o l’alterazione impropria del livello di attivazione emozionale del nostro cane provocato dal sovraffollamento.

Per essere mediatori accreditati, dovremo affrontare la quotidianità nella piena consapevolezza dei diversi significati attribuibili agli spazi a seconda del contesto:

  • accorciare lo spazio tra noi e il nostro cane può assumere un valore interattivo di collaborazione e alleanza;
  • allontanarsi e lasciare spazio a due cani che si stanno confrontando ha il valore di distendere o decomprimere la situazione dalle tensioni e spesso evita gli scontri che si scatenano in conseguenza all’interruzione del rituale in corso causata dall’intervento umano improprio;
  • prendere spazio dal nostro cane che si sta relazionando positivamente, gli consente di implementare le sue conoscenze e le sue competenze relazionali.

Alla luce di quanto sopra specificato, potremo accompagnare il nostro cane negli incroci al guinzaglio con altri cani, suggerendogli di percorrere una curva sufficientemente ampia da essere percepita come un vero e proprio segnale calmante da inviare all’altro cane, con il quale potrà così compiersi una interazione adeguata ed equilibrata che si esprimerà probabilmente con l’annusarsi reciproco dei posteriori, per poi riprendere il proprio cammino.

IMG_7709Per completarci quali proprietari attenti e responsabili, dobbiamo dare al nostro cane la possibilità di esprimersi in modo chiaro e adeguato sia nelle posture che nelle prossemiche: ciò è possibile avvalendoci dell’ausilio di adeguati strumenti per la passeggiata, quali una pettorina ad ‘H’, che consente al nostro cane di assumere le posture corrette e un guinzaglio fisso di almeno 2 metri, che consente al nostro cane di muoversi adeguatamente negli spazi e assumere le prossemiche adeguate.

Per sintetizzare, possiamo affermare che, per coordinare un incrocio, un approccio e un’interazione con altri cani, è indispensabile:

  • in base a quanto ci comunica il nostro cane, valutare sempre se opportuno, necessario e gradito al nostro cane l’incontro con l’altro soggetto che ci si propone;
  • favorire un’adeguata comunicazione intraspecifica, grazie all’utilizzo di adeguati strumenti quali la pettorina ad ‘H’, che permette al nostro cane di assumere posture chiare e adeguate, e il guinzaglio di almeno 2 metri, che permette al nostro cane e a noi di effettuare liberamente degli spostamenti nello spazio a disposizione al fine di assumere prossemiche adeguate senza causare impropri e sgradevoli strattonamenti;
  • gestire adeguatamente le traiettorie, rispettare le distanze e gli spazi in modo da assegnare a questi ultimi il corretto significato;
  • rispettare i tempi di interazione, affinché tutti i rituali possano essere espressi in modo adeguato e completo, soprattutto se in libertà;
  • scandire i tempi di interazione e riposo al fine di evitare potenziali comportamenti eccessivi.

Una gestione adeguata del nostro levriero nell’incrocio, nell’approccio e nell’interazione con gli altri cani ci permetterà di garantirgli benessere psicofisico e profonda integrazione.

Sabrina Stradiotti, educatore e istruttore cinofilo – operatore di Pet-Therapy e didattica con Approccio Cognitivo Zooantropologico

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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