L’approccio corretto al cane

Il primo approccio delle persone al cane è generalmente scorretto da un punto di vista comunicativo (prossemica, postura, gestualità, cinetica, coreografie – cioè i comportamenti complessi – mimica facciale e linguaggio paraverbale). Purtroppo, la cultura umana è intrisa di antropocentrismo e ritiene che il linguaggio umano sia il migliore e universale.

L’uomo pensa erroneamente che i segnali comunicativi utilizzati dalla sua specie abbiano lo stesso significato anche per le altre, come ad esempio quella canina. L’abbraccio è uno degli esempi più eclatanti: per l’essere umano è un segno di affetto, mentre per il cane è un segno di sfida.

Quando abbracciamo un cane, la nostra intenzione è mostrargli affetto e benevolenza, ma per lui questo gesto ha un altro significato, più di tipo competitivo (“sono più forte di te”) o conflittuale (“sto sopra di te”). Risultato: se abbracciamo un cane sconosciuto rischiamo di prendere un ringhio o un morso. Anche quando abbracciamo il nostro cane, se lo facciamo in maniera irruenta o brusca e per lungo tempo, lo sottoponiamo a  stress, infastidendolo e inibendolo.

Più genericamente, al primo approccio, per l’essere umano la focalizzazione dello sguardo (ad esempio, guardare negli occhi il cane oppure fissarlo a lungo) e delle attenzioni è un segno di interessamento e di accoglienza, mentre per il cane è un comportamento che può metterlo profondamente in difficoltà.

Pur conoscendo la correttezza delle modalità di comunicazione con il cane, non dobbiamo illuderci di saper interagire con lui. Il significato di alcuni segni comunicativi va misurato sul soggetto specifico. Quando andiamo ad approcciare per la prima volta un cane, dovremo tenere conto del suo profilo socio-relazionale, se conosciuto, così come del suo stato posizionale nel “qui ed ora” (cosa desidera fare e a cosa è interessato, che emozioni prova, quale è il suo livello di attivazione e di eccitabilità, il suo livello di fiducia e apertura al mondo).

È dunque fondamentale porre attenzione a come ci si avvicina e si approccia un cane estraneo, ovvero che si incontra per la prima volta. Vi sono alcune regole da rispettare.

Ovviamente sono banditi comportamenti come abbracciare, mettere la mano sulla testa, correre frontalmente al cane, guardarlo diritto negli occhi, allungare subito le mani o protenderle verso il cane, dare colpi sul torace, afferrare per la coda.

Considereremo negli articoli successivi tre casi:

1) Approccio generico al cane estraneo.

2) Approccio al cane timoroso.

3) Approccio al cane eccitato e/o irruente.

Fonte: Il Galateo per il Cane. Roberto Marchesini, De Vecchi.