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Guinzaglio lungo e pettorina? Facilitano la comunicazione fra cani

Vi consigliamo la lettura dell’articolo “Guinzaglio lungo e pettorina? Facilitano la comunicazione fra cani”, di Angelo Vaira e pubblicato sul suo blog, del quale vi proponiamo qui di seguito un estratto.

Assodato che in linea generale, quando è possibile, è meglio che i cani interagiscano da liberi, come riportato in questo articolo, continuiamo a occuparci dell’imprevisto. Cosa accade se non posso fare altrimenti? Che succede se per un motivo o per un altro due cani interagiscono al guinzaglio e come posso evitare l’insorgere di un conflitto?

Il primo punto lo abbiamo visto nell’articolo: Esercitati nella “lettura” dei cani, così da capire se e quando lasciare incontrare i cani al guinzaglio. Passiamo al secondo…

Usa guinzaglio lungo e pettorina

Il guinzaglio lungo ha diversi pregi. Puoi modificarne la lunghezza in ogni momento, come mostro in questo video. E quando ne hai la possibilità, il cane ha un raggio enorme per perlustrare l’ambiente e rilassarsi mentre “legge il gazzettino dei cani”, fatto degli odori di chi è passato da quelle parti.

Fortificare i circuiti neurali della calma
Le attività prolungate a basso contenuto di arousal (attivazione emozionale) fortificano i circuiti neurali della calma. Così, per un cane che tende a essere sempre agitato, una bella passeggiata col guinzaglio lungo, che rende il cane più libero di annusare in giro e confrontarsi col mondo, tende a essere meglio dei giochi sfrenati con gli altri cani. Parlo soprattutto di risultati a lungo termine: è ovvio che dopo un sforzo fisico il cane si calmi, ma dopo poche ore siamo punto e a capo, con l’aggiunta di aver fatto svolgere un’attività allenante e il risultato che domani per stancarsi dovrà correre di più e più a lungo. Un’alta arousal è, inoltre, associata all’aumento dello stress. Lo dico per esperienza diretta. Per anni ho sperimentato sia la prima strategia (far “sfogare” attraverso il gioco o l’intensa attività fisica), che la seconda, attuata dopo aver ascoltato una lezione sullo stress di Turid Rugaas e aver integrato le informazioni ricevute con gli studi sulle scienze cognitive animali. Scoprii la via più breve e duratura nel tempo per rendere i cani sereni: i risultati sono stati eccellenti e continuano a esserlo!

L’appagamento rende pacifiche le interazioni
Stancare il cane quindi non è una buona strategia. Lo è invece creare un equilibrio fra gioco, riposo, socializzazione e lunghe passeggiate perlustrative, con e senza guinzaglio. Così, il tuo cane conoscerà la differenza fra stanchezza e appagamento. La stanchezza deriva dal semplice utilizzo di corpo e mente, non importa per cosa. L’appagamento nasce dalla soddisfazione dei bisogni del cane (mangiare, bere, dormire, sentirsi al sicuro, sentirsi parte del gruppo, essere coinvolto, fare esperienze sufficientemente varie).

Un cane calmo e appagato tenderà a evitare i conflitti, rispetto a quando è stanco, irritabile o eccitato.

Libertà di movimento = migliore comunicazione

Il pregio del guinzaglio lungo nella comunicazione fra cani, inoltre, è dato dal fatto che ti consente di rimanere più lontano dalla loro interazione e di tenerlo allentato per facilitare i movimenti del tuo cane, che potrà arretrare, balzare, curvare, ruotare, avvicinarsi… molto più liberamente.

Un giorno una mia allieva di nome Sonia, […]

Per leggere l’articolo integrale, clicca qui.

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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