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AREA CANI: OPPORTUNITÀ O OBBLIGO?

La risposta al titolo dell’articolo è: dipende. Come vive il nostro levriero l’area cani?

Vi propongo un cambio di prospettiva: provate ad entrare in una grande stanza chiusa, senza possibilità di uscire in autonomia, dove ci sono molte altre persone che non conoscete o che avete visto una o due volte.

Il resto della giornata siete stati obbligati a poltrire sul divano, dunque è l’unico momento di “libera uscita” che avete. Ora…Cosa può succedere in questa stanza?

Vagliamo alcune ipotesi:

  • Non avete voglia di socializzare, tuttalpiù con gente che non conoscete e con cui non sapete come rapportarvi, è un costo troppo grande;
  • Vi sentite prigionieri e a disagio, vi trovate a interagire per forza anche con chi non vi va a genio visto lo spazio limitato non se ne può fare a meno, possono quindi nascere dei piccoli o grossi conflitti, soprattutto se ci sono persone che hanno modalità di interazione che proprio non sopportate;
  • Vi annoierete più che a casa sul divano e sosterete davanti alla porta dopo qualche breve interazione, in attesa che si apra, per andare a fare altro.

Sfatiamo alcuni miti radicati: ai cani NON piace socializzare.

Il cane è un animale sociale nel senso che ama il suo gruppo intimo, la sua famiglia, non è fatto per stare solo e isolato, ma non vuole, ne deve, per forza star bene con tutti i cani che incontra e giocare con tutti indistintamente.

Ogni cane, anche il nostro levriero, ha gusti e simpatie, ma soprattutto non è detto che voglia fare amicizia col primo che incontra per strada!! Noi lo faremmo?! Quando un cane è “ben socializzato”? Quando sa evitare il conflitto gratuito perché ha ottime capacità e competenze comunicative, tali da gestire interazioni con altri cani. 
Quando ha competenze per comprendere il contesto e strategie economiche e utili per gestire emozioni e interazioni. Tutto ciò non significa che dobbiamo negare al nostro levriero l’incontro con altri cani e tantomeno che è vietato e sconsiderato andare in area cani. Non demonizziamo lo “strumento ” ma l’uso che se né fa.

Alcune considerazioni di carattere generale. Non è detto che al vostro levriero piaccia l’area cani, magari preferisce una lunga passeggiata al guinzaglio. Può essere che in area cani si annoi, oppure che la stessa sia troppo piccola. Stiamo, infatti, parlando di cani corridori, fatti per stare e muoversi in spazi ampissimi, cani che possono coprire grandi distanze in pochissimo tempo. Per loro l’area cani, diciamoci la verità, è un ripostiglio. Può essere però che abitiamo in grandi città, senza adeguati spazi (parchi o campi), e durante la settimana scegliamo di andarci, in area cani. Le successive considerazioni. Appurato che il nostro levriero non sia propriamente felice ma nemmeno odi le aree cani.

  • Controlliamo i cani già presenti e facciamo delle valutazioni sul tipo di cane (chiedendo informazioni anche al proprietario)
: taglia, razza, sesso e impressione generale, controlliamo il numero di cani presenti. È meglio che i cani siano quasi della stessa taglia e meglio se di sesso opposto. Queste regole vanno poi declinate sui singoli individui.
  • I cani non devono essere troppi.
  • Chiedere sempre il permesso prima di entrare. 
  • Osservate il vostro cane, se è in difficoltà, aiutatelo e piuttosto uscite, se è lui che mette in difficoltà altri (oppure si creano dinamiche di branco, per esempio prendere di mira un cane con giochi predatori) stoppate l’interazione.
  • Meglio se al vostro ingresso il cane entri già libero dal guinzaglio, e non ci siano troppi cani al cancello, nel caso potete chiedere di farli spostare e tenerli un attimo.
  • La stessa cosa fate se siete già all’interno e un cane deve entrare. 
  • Non sostate in un punto ma cercate di stare sempre in movimento. 
  • Non utilizzate risorse come giochi o cibo.

Queste sono linee guida ma è consigliabile non far entrare in area cani il vostro levriero appena arrivato nella vostra vita senza conoscerlo e avergli fatto fare esperienze di interazione al guinzaglio, rispettando tempi e distanze. Spesso l’area cani viene vissuta come uno stress (negativo) e non come un momento di svago.

Per evitare poi che il vostro levriero entri e si metta a fare corse forsennate (non è educato correre in area cani, potreste trovare cani che cercheranno, giustamente, di stoppare questo comportamento) è bene non limitare la sua uscita a questo ma, prima, far fare una lunga e bella passeggiata, proponendo attività come Mobility e piccole ricerche olfattive.

Un’altra buona prassi è, le prime volte, recarsi nell’area cani quando la stessa è vuota, far esplorare il cane col guinzaglio lungo e registrare le sue reazioni. Questi luoghi sono pienissimi di odori, marcature e quindi messaggi ed emozioni. Guidate il cane nell’esplorazione e proponetegli delle attività gratificanti. Così facendo inizierete a creare una associazione positiva con quel contesto. Se il cane si annoia oppure esprime sempre comportamenti di disagio o di scarico evitate, per il momento, di andarci.

Preferibile è fargli fare esperienze in altro modo, per esempio con passeggiate educative, interazioni guidate da persone competenti, educatori o istruttori, per permettergli di riscoprire la capacità di comunicare e riflettere, capacità che non sono mai state allenate durante la loro vita precedente.

È nostra responsabilità guidarli nel nuovo mondo, dargli l’opportunità e gli strumenti per imparare ad essere più competenti e adeguati, non inseriamoli in situazioni troppo difficili da gestire, che possono essere frustranti, per noi e per loro.

La maggior parte delle aree cani non è ambiente adeguato a svolgere sane esperienze di comunicazione con altri cani. Se potete andateci con meno frequenza, o addirittura evitatele!

Elisabetta Galimberti

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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