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I miei foster

In Italia, quando qualcuno tiene in casa un cane bisognoso e in cerca di adozione, si usa un termine orrendo, stallo, che paragona un’esperienza incredibile e fondamentale a qualcosa di poco positivo. Lo stallo è per definizione una situazione in cui non si va né avanti né indietro, una specie di limbo, una terra di nessuno. Qualcuno usa ogni tanto anche il termine “stallare”, che in realtà in italiano significa mettere nella stalla. Insomma, se le parole hanno un senso, fare uno “stallo” non sembra proprio una bella cosa.

Il termine inglese indica invece qualcosa di molto diverso, prendere in affidamento, cioè prendersi cura in quanto persona fidata. Il termine inglese restituisce l’importanza di aiutare temporaneamente un cane in difficoltà, e sottolinea anche che questo aiuto è un progresso.

Per i cani che vengono da situazioni difficili come i nostri, ma non solo i nostri, avere una possibilità di iniziare una nuova vita è un’opportunità unica, un bene prezioso. Per i cani come i nostri, lo stallo è la vita che fanno nei kennel in solitudine, o stipati nelle buche; per i cani come i nostri, per tutti i cani rescue, la vita è un continuo restare prigionieri di un tempo senza speranza.

Per i cani come i nostri, e per tutti i cani rescue, avere qualcuno che si prende cura di loro, che li aiuta a iniziare a superare il passato e che si occupa di cercare loro una casa per sempre, è uscire dalla terra di nessuno per imboccare la strada della speranza.

Poi, chi tiene un cane rescue in foster aiuta a salvare due cani, perché si libera un posto nel rifugio per un altro bisognoso.

È vero che il foster è un’esperienza bellissima ma che mette a dura prova, perché il momento del distacco è doloroso e fa soffrire, ma è anche vero che il legame che si è creato non si cancella. D’altra parte la fatica che facciamo noi è più grande, perché i nostri cani hanno una grande capacità di ricominciare e noi tendiamo a mettere in primo piano noi stessi; ma il nostro compito è trovare la soluzione ideale, non una qualunque, e dobbiamo decentrarci.

In questo senso è bello vedere che i cani che sono passati da casa nostra, dove sono stati bene, hanno trovato delle case bellissime in cui sono felici.

Ogni cane che è entrato in foster da noi ha imparato qualcosa ma ha anche insegnato molto, e dunque ogni foster è stato un dono prezioso.

Fare tanti foster allarga la mente e il cuore ed è un modo eccezionale per aiutare i nostri cani.

Massimo Greco

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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