I levrieri

Ci sono paesi, in Europa e nel mondo, in cui nascere levriero non significa avere una bella famiglia e una casa accogliente, giochi e sicurezza. 

In questi paesi nascere levriero significa essere sottoposto a uno sfruttamento selvaggio e impietoso da parte dell’uomo. Le razze che subiscono un vero e proprio massacro, dopo una vita tutt’altro che dignitosa sono due: i greyhound e i galgo spagnoli, sfruttati e maltrattati nel mondo delle corse e della caccia a vista. Si calcola che siano circa 70.000 levrieri all’anno che vengono ammazzati fra Spagna, Irlanda e Gran Bretagna. 

Eppure nonostante questo passato di maltrattamento, i levrieri sanno essere straordinari animali d’affezione. 

Il nostro nome, “Pet levrieri”, non è casuale, perché i levrieri in realtà non sono solo veloci, ma sono anche grandi animali d’affezione, compagni di vita a 360 gradi. Contrariamente a quanto si pensa non hanno bisogno di particolare spazio ma, come tutti i cani, di attenzioni, di una vita sana e di un rapporto profondo con gli esseri umani. Un rapporto che comprenda passeggiate, tempo trascorso insieme ma anche attività che ne valorizzino la fine intelligenza emotiva, le abilità sociali e le elevate capacità adattive. 

Sono cani sensibili eleganti e mansueti, resistenti (per nulla fragili), dotati di fine intelligenza, riservati con gli estranei, estremamente devoti e affettuosamente delicati con i famigliari, dotati di elevata resilienza, cioè di capacità di superare positivamente il loro passato di deprivazione e di sfruttamento e di serbare vivo un equilibrio interiore e buone risorse emotive e sociali. 

Sono impiegati anche nella pet-therapy e in progetti con bambini autistici e dislessici. Sono peraltro molto bravi con i bambini. Contrariamente ai luoghi comuni, spesso possono convivere con i gatti, purché l’inserimento venga effettuato in maniera corretta.
Per quanto siano cani di taglia media-grande, in casa è come non averli.