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Lady…e’ quello che mi e’ sempre mancato!

 

Ho sempre ammirato i levrieri: cani eleganti, dal portamento regale e dai modi aggraziati come nessun altro.

Nella vita, ho anche avuto la fortuna di conoscere proprietari di levrieri, che hanno sempre elogiato la dolcezza dei loro fedeli amici a quattro zampe, spesso tratti in salvo da realtà inumane alle quali (mio malgrado), ho anche dovuto assistere quando ero ragazza.

Era infatti il 2006, quando andai in vacanza studio in Irlanda e mi fu negata la possibilità di restare in college, anziché andare a vedere una corsa di levrieri in cinodromo: forse è stata quella, la molla che ha fatto scattare ancor di più il mio desiderio di adottare una di quelle creature.

Purtroppo, per esigenze di lavoro e conseguente mancanza di stabilità di abitazione, non sono mai riuscita ad inviare quella mail tanto agognata, tanto desiderata, all’associazione Pet Levieri…fino ad un anno fa.

Tra l’euforia del matrimonio, il trasferimento in una casa fissa, diverse prospettive di vita e l’incitamento di un “quasi marito”, quella mail è partita.

Tra il momento dell’invio e il contatto ufficiale da parte della referente di zona, ogni squillo al telefono, era un tuffo al cuore “dai, sono loro!”, ma il 90% delle volte, era solo la mamma.

quando poi il telefono ha squillato davvero, io non l’ho neanche sentito, ma quando ho realizzato chi mi stesse chiamando, avevo in faccia un gran bel sorriso.

Nell’attesa della visita ovviamente, abbiamo guardato (e riguardato e riguardato!) profili e profili di levrieri in attesa di adozione chiedendoci “sarà quella? E se fosse quell’altro?”, ma a noi è stato riservato il privilegio di adottare una delle più giovani signorine in attesa di casa… tutto grazie al cucciolo di pastore tedesco che già abitava al piano di sopra con i suoceri.

“Lady, farfallina allegra” erano le prime parole che si leggevano sul profilo di quella che sarebbe diventata la nostra compagna di avventure: un musino spensierato, allegro… con quei calzettini alle zampe e il manto nero, che sembrava un maggiordomino!

In fretta in fretta, abbiamo preparato la casa a misura di Lady, cercandole l’angolo più caldo e confortevole, la pappa più buona… e soprattutto, cercando di preparare i fratelli gatti all’arrivo!

E’ trascorso circa un mese, quando a soli 2 giorni dall’Adoption Day, dai piani alti hanno pensato di metterci a dura prova: sì, perché mio marito, che doveva accompagnarmi nel primo viaggio a casa con la nostra cagnolina, è stato ricoverato in ospedale. Panico totale: che fare? Restare col marito o andare a prendere Lady?

Per fortuna mio marito, così come la sua famiglia, è stato convincente e visto che la sala operatoria sembrava dover attendere, mi ha spinta a partire: per fortuna, ho trovato un cavaliere di riserva che mi ha accompagnata nell’avventura (e del quale Lady è tutt’ora follemente innamorata!).

Il viaggio è stato un crescere di emozioni, nonostante mi sentissi ancora in colpa per aver lasciato Massimiliano in un letto di ospedale!

Arrivati tra i primi, facciamo colazione, ma già la testa era nel pallone: cosa devo fare? Come devo farmi trovare? L’ansia ed io, anche quella mattina, ci siamo fatte compagnia!

Poi… il momento X. Eccola che arriva. Sono tutta un tremore: è questo l’effetto che facciamo agli uomini davanti all’altare?!?! Sudori freddi: le piacerò? E se non fossi brava dal primo momento? Comprometterò tutto!

La prima passeggiata sotto la supervisione di chi vive costantemente i levrieri è andata: ora si parte.

Come previsto, il sedile dell’auto era talmente morbido, comodo e caldo, da aver accompagnato Lady in un sonno da Milano a Massa: che fortuna!

All’arrivo avevamo un supporto… anche perché Lady avrebbe dovuto per la prima volta, affrontare le scale: è stata bravissima! Dopo un po’ di tentennamenti inziali, si è fatta coraggio ed ha fatto le scale senza alcun problema.

Ha fatto amicizia fin da subito con i miei indumenti, mentre c’è stato qualche screzio iniziale con il non-più-moribondo: le attenzioni piacciono a tutti, a chi viene dimesso e a chi è appena arrivato a casa…senza contare che appena arrivata, la signorina, ha voluto assaggiare molte cose, tutte rigorosamente nuove.

Come i suoi fratelli e le sue sorelle, Lady non sapeva di dover andar fuori a fare certe cose… soprattutto con il freddo e con la pioggia: “mamma, perché io fuori e i gattini nella lettiera???”. Senza contare che la nostra piccina, non era molto abituata a sentirsi chiamare per nome (forse anche meno degli altri, vista la tenera età alla quale è stata scartata): è stato un duro lavoro quello che abbiamo affrontato, ma da entrambe le parti, c’è stata volontà di convivere insieme e mettersi in gioco per raggiungere obiettivi comuni.

Naturalmente, nella convivenza, Lady ha scoperto che il divano è più comodo dei maxi cuscini (senza parlare del letto, che nelle ultime settimane è meta ambitissima!), che le coperte di pile della mamma sono il non-plus-ultra, che le coccole non sono mai troppe, che babbino è meno severo di mamma e più facile da conquistare!

Oggi, a quasi un anno di convivenza, Lady si è guadagnata la fiducia di passeggiare (in zone sicure) a fianco a me senza guinzaglio, perché ha imparato quale sia il suo nome e soprattutto, che se mamma o babbo chiamano, c’è un motivo di fondo.</p<

Ha imparato che i gatti, che ha sempre trovato in casa e con i quali ha sempre voluto giocare, ma con scarsi risultati, possono essere meno antipatici di quanto sembra… anzi, è nato un grande amore tra lei e il gattino più piccolo, tanto da chiamarlo per giocare: non avrei mai pensato che potesse raggiungere questo traguardo!

In questi 12 mesi, ha anche imparato a viaggiare (cosa improponibile inizialmente): spesso infatti, mi accompagna a casa dei miei genitori, sorbendosi un’ora di viaggio in auto, ma sa che troverà la sua cuginetta rottweiler Maya ad attenderla e un mega cuscino super comodissimo che i “nonni” hanno conservato solo per lei.

Lady è ormai un tassello indispensabile nella nostra famiglia, anche se ogni tanto ci ruba il divano, anche se soffre di improvvisi e imprevisti attacchi di gelosia e necessita del triplo delle coccole che solitamente vorrebbe.. Lady è quello che mi è sempre mancato e che ho sempre aspettato.

Elisa

 

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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