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Espartaco, ti adotteremmo altre mille volte. La leishmaniosi non deve fare paura.

I cani con la leishmaniosi possono vivere un’esistenza lunga e serena. Si meritano di ricevere amore e di essere felici come tutti gli altri. Non abbandoniamoli a un’esistenza di tristezza e solitudine in rifugio.

Ecco la testimonianza di due nostri soci, Annalisa e Simone, che hanno deciso di seguire il cuore e hanno adottato Espartaco, rendendo non solo la sua, ma anche la propria vita, ancora più bella e ricca.

ESPARTACO, TI ADOTTEREMMO ALTRE MILE VOLTE.

La scelta di adottare un cane, se motivata e consapevole, inevitabilmente porta con sé dubbi e interrogativi, ma anche emozioni indescrivibili e tanta, tanta gioia. La scelta di adottare un cane malato, al contrario, fa paura. Il timore di vederlo soffrire, di perderlo troppo presto, di dover affrontare il suo dolore è reale, concreto e comprensibile. Si pensa di non farcela, di non avere la forza e, talvolta, nemmeno i mezzi economici e le conoscenze adeguati ad affrontare una situazione così delicata.

Un cane con la leishmaniosi ha pochissime possibilità di essere scelto rispetto agli altri cani. La malattia è cronica, la sintomatologia varia, la prognosi già scritta… E così, quel cane resta in rifugio, vedendo il trascorrere dei giorni, dei mesi e poi degli anni. Tanta solidarietà, ma nessuna richiesta. Eppure, la leishmaniosi, se ad uno stadio iniziale o in presenza di adeguate terapie, può essere tenuta sotto controllo. Terapie che spesso non è possibile garantire in rifugi già allo stremo delle possibilità. Queste terapie, nel caso ve lo stiate chiedendo, hanno costi molto accessibili. Vanno effettuati controlli periodici tramite analisi del sangue, circa due volte l’anno. Un piccolo sacrificio rispetto all’amore e alla devozione che ne avremmo in cambio. La leishmaniosi non è contagiosa per gli altri animali che già vivono nelle nostre case, né per le persone. Le possibilità di trasmissione sono davvero irrisorie, basta qualche piccolo accorgimento se si abita in zone in cui la malattia è endemica. In assenza di sintomatologia, la malattia può restare latente per anni e il cane può condurre una vita più che piena e soddisfacente.

Espartaco, il nostro amato galgo, ha trascorso più di due anni in rifugio a causa di tutti questi timori. Eppure è un cane meraviglioso, con un carattere solare e tanta voglia di vivere. La sua malattia è stabile, sotto controllo, abbiamo anche interrotto la terapia farmacologica, perché i valori si sono abbassati rientrando in un range di normalità. Facciamo tante belle esperienze, gioca e corre insieme agli altri nostri cani, regala ogni giorno affetto e sorrisi, con quel suo modo buffo di richiedere attenzioni. I timori, i dubbi, le paure li abbiamo provati tutti sulla nostra pelle. Non deve essere, però, la pietà a muovere le nostre azioni, ma la consapevolezza di poter garantire a quel cane, la cui storia ci ha colpiti, una vita dignitosa, nel rispetto della sua individualità. La malattia, così come le disabilità, non sono invalidanti, non rendono il cane un peso, non limitano le nostre occasioni di conoscere, sperimentare e crescere insieme. Quando quel cane malato arriva a noi, ciò che vediamo è semplicemente un essere meraviglioso che vive il presente, godendo ogni giorno come se fosse un dono e che ha tanto da insegnarci.

Se (quando) Espartaco dovesse manifestare problemi di salute noi saremo lì per lui e con lui. Il pensiero che non sarà mai solo ad affrontare ciò che la vita gli riserverà ci dà forza e coraggio. Sappiamo bene cosa voglia dire fare una scelta del genere, ma accogliere il nostro Espartaco è stata la scelta migliore che potessimo fare, quella che ci ha portato un angelo travestito da galgo. Quella che rifaremmo altre mille volte.

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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