fbpx

THE CORRECT WAY TO APPROACH A DOG

The way most people first approach a dog is generally incorrect from a communicative point of view, i.e. the management of space and distance, posture, physical gestures, way of moving, facial expression and extra verbal communication. Unfortunately human culture is intrinsically anthropocentric, and assumes that human language is both the best and that it is universally applicable. Man mistakenly believes that the signals used for communicating by his own species have the same meaning for other species also, for example for dogs. Hugging is one of the most striking examples: for a human being it is a sign of affection, whereas for a dog it represents a challenge. When we hug a dog, our intention is to show him affection and love, but for him this kind of gesture has a different, more competitive meaning, as in ‘I am stronger than you’, or even an adversarial one, as in ‘I am on top of you’, and so if we do it to an unknown dog we risk being growled at or even bitten. Even with our own dog, if we hug him in an impetuous or rough way and for a long time, we are subjecting him to stress, bothering him and making him feel inhibited. In a more general way, for a human being the focussing of one’s gaze (e.g. looking a dog in the eyes or staring at him for a long time) and of one’s attention on first meeting is a sign of interest and welcome, whereas for a dog it is a behaviour that can make him feel deeply ill at ease. Even if we know the right way to communicate with a dog, we should not be under the illusion that we know how to interact with him, because the meaning of some communicative signals should be tailored to each individual. When we approach a dog for the first time, we need to bear in mind his social and relating skills, if we know them, and also notice where he is at in the ‘here and now’ (i.e. what he wants to do and what he’s interested in, what he is feeling, how excited or engaged he is, how trusting and open to the world). It is therefore fundamental to pay attention to how you approach an unknown dog – i.e. a dog you are meeting for the first time. There are a few ground rules to follow. Obviously things like hugging, putting our hands on the dog’s head, running towards the dog, looking him straight in the eyes, reaching out to him straightaway or stretching our hands towards him, slapping him on the chest, or grabbing him by the tail are to be strictly avoided. In the next articles we will look at three specific cases: 1. The general way to approach an unknown dog. 2. The appropriate way to approach a frightened or timid dog. 3. The appropriate way to approach an excited and/or boisterous dog. Source: ‘Il Galateo per il Cane’ by Roberto Marchesini, published by De Vecchi. Translated by Isobel Deeley

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

×

Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

×

Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×

Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×

Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×