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‘Bald thigh’ syndrome in greyhounds: some causes and a natural home treatment

‘Bald thigh syndrome’ (BTS)  is a common problem in racing greyhounds. Different potential causes have been suggested, from genetic predisposition (much like baldness in some men), to a niacin and thiamine deficiency, to a hormonal  imbalance caused by over stimulation of the adrenal glands – typically found in dogs kept in a state of constant ‘chase arousal’ typical of a racing environment. Indeed, according to some trainers, ‘higher attaining’ dogs (in racing terms) are more likely to suffer from hair loss on their thighs and butts than their more laid back kennel mates.

In the case of genetic predisposition, one might assume that even pet greyhounds who have never raced might develop the syndrome at some stage in their lives.

In the case of thiamine and niacin deficiency, this can be explained by low quality or unbalanced nutrition.

In the case of hormonal imbalance, according to some trainers, ‘higher attaining’ dogs (in racing terms) are more likely to suffer from hair loss on their thighs and butts than their more laid back kennel mates.

This is because excessively high levels of adrenal gland stimulation can depress the function of the thyroid gland, and thereby reduce the availability of the thyroid hormone which in turn causes general body hair loss, particularly to the outer surfaces of the thighs, and that is why this particular occurrence and the resulting ‘bald thigh syndrome’ is sometimes blamed on low body thyroid levels. In any case, the best way to determine if there is a thyroid insufficiency is by a veterinary test.

It appears that BTS is not the same as hair loss on other parts of the body caused by other factors such as malnutrition or skin diseases – it seems to be specifically concentrated on the thigh and backside areas. A greyhound with BTS can otherwise appear to be perfectly healthy, with shining coat and normal hair growth elsewhere – if there are bald patches elsewhere and the dog looks generally under the weather, it is probably not BTS.

Sometimes when a greyhound leaves racing, is adopted and starts to live a more relaxed laid back life with high quality nutrition the problem adjusts itself, but just as often it does not, in which case supplementation of the diet with oats can sometimes have very positive results, due to the niacin and thiamine content of oats which not only promote fur regrowth but are also generally beneficial for the nervous system and stress related conditions.

I originally got the idea of using oats as a treatment for BTS from a refuge which used them successfully for treating the greys that came to them with the condition, and so decided to try it out on one of my own recently adopted greys, Erin, who had balding thighs. I was so impressed with how well it worked – her fur regrew completely on both sides in just under 2 months, and the problem never returned – that I shared it with  friends who had the same problem, who also reported good results with it.

It goes without saying that adding oats is not a substitute for a healthy and well balanced diet, but an extra to address a specific problem, and that a greyhound apparently suffering from bald thigh syndrome should always be checked over first by a veterinarian to exclude any other more serious problems.

Oat recipe for BTS:

Add 1-2 tablespoons (15ml-30ml) of (preferably organic) uncooked porridge oats (slightly moistened with warm water) to breakfast every morning. I also add an optional 1 small teaspoon of organic coldpressed flaxseed oil to the oats to give extra shine to the coat, but the oats are the essential ingredient. If the dog has a tendency to diarrhoea, best to give just half a teaspoon of flaxseed oil or else use cod liver oil instead. The high vit B content and the niacin and thiamin in the oats promote fur growth, but it is essential to stick with it day in day out as it takes approximately 2-3 months.

© Isobel Deeley

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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