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My little galgo

My little galgo is the only one I have, which is why I will speak of him, without presuming to speak for others. I don’t have that much experience with galgos. And to be honest, as I’m so used to greyhounds, it took me a while to understand him. I had to make an effort in order to enter into his world.

My little galgo sometimes makes himself ever so small, as if he wanted to disappear and become invisible…as if he wanted to take up as little space as possible…as if he wanted to protect himself from the world. I know that this can be explained in many ways, but what springs to mind for me is the life that many, like him, lead in Spain: all crammed together like sardines, one on top of the other, in holes in the ground or old shacks. How many times will my little galgo have had to make himself small in order to survive? Who knows!

When we are having dinner, my little galgo sits and lowers his head and shoulders slightly with a pitiful begging look, as if to say “I’m a poor helpless boy, won’t you give me something to eat from your plate which is full of good things?” I know, we shouldn’t feed dogs from the table. But how much hard bread will my little galgo have had to eat? And what if tomorrow he is not here anymore? And so I give in to that long pointy nose that leans forward, with the eyes of an imploring child.

Sometimes my little galgo is naughty, but when I look at him he’s there with that look of his as if to say “I’m only a poor little innocent dog!” So how can I get angry with him?

Sometimes he is really funny, with his weird facial expressions and the unlikely cries and sounds he makes – and then there is no resisting him, he makes you smile again even when you don’t feel like it.

My little galgo is a bit of a free spirit, he’s always looking around as if he was hunting, always ready for a bit of chasing and exploring. There’s something mysterious about him, something that makes you think of Africa and gypsy encampments. But I know that the Spanish gypsy world, for all its flamenco and its poetic imagery, has never had any respect for my galgo and his brothers. How sad is that? There is no poetry in the life of galgos, and no music at all…but for that horrendous ‘tradition’ called ‘the pianist’….

My little galgo sometimes rubs against me, as if he wanted to be stroked forever, leaning against me as if he wanted to become one with me. He’s a strange one, both free spirit and devoted, gentle companion.

The poet Federico Garcia Lorca wrote:
‘I have closed the window
for I do not wish to hear crying
but beyond the walls
only crying can be heard’.

Those who have a galgo know that no windows or walls can hide the cries of the thousands of creatures abused and killed each year by men stuck in a primitive culture, a pointless culture of death and cruelty which feeds the rage of those who love life.

Every Adoption Day is a time for celebration, but it also reminds me that tragedy is ever present, and it still goes on while we shed tears of joy.

My own little galgo did climb onto the van which brought him to his new life, but it might not have been so, and what is certain anyway is that he had not led a happy life. I can see it in his plea for me to make room in my life for him, as if he were afraid that it might all end from one moment to the next. I can see it in his fragility, in the scars he bears on his body as well as in his soul.
I must look after him, I owe it to him and to all his companions who have not been so lucky.

By Massimo Greco 

Translated by Isobel Deeley

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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