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THE LONELINESS OF BLACK GREYHOUNDS: REFLECTIONS UPON RETURNING FROM IRELAND

There are some dogs in Europe which are systematically bred, exploited and then killed in silence, amidst the general indifference and ignorance about their situation: they are Irish greyhounds.

Every year at least 10,000 of them end up underground or God knows where, after having been killed in silence, maybe by a blow to the head. Hundreds more end their lives in dog pounds, where for 30 euros a head greyhounds end their lives in a few hours, without the outcry evoked by the Spanish kill stations, the perreras. There aren’t a lot of them, these ‘lucky ones’, about 500 a year, and that’s because it costs the enormous sum of 30 euro to euthanise a dog in a pound. A bullet costs a lot less.

If you try touring Europe with greyhounds, you will not find anyone who says “oh, they are the dogs that are abused and killed in Ireland”, but they might say “oh, they’re galgos, the dogs that are abused and killed in Spain”.

Irish greyhounds live in the solitude of a cage and die in the solitude of indifference and ignorance about their situation. And that is not only the fault of the Irish greyhound racing industry, which is very good at avoiding that what happens in Ireland becomes known. In my view, it is also the fault of the many – too many – European rehoming groups who are completely uninterested in the situation of Irish greyhounds, or spread inaccuracies about them.

A small percentage of these dogs manages to survive and ends up in rehoming circles. And that’s where the solitude continues for some of them: the black ones. And if they are getting on just a little in years their situation is even more difficult. Because – let’s be honest here – most people looking to adopt a greyhound don’t want them.

Most people (in Europe) want galgos: because galgos are better known, because according to mistaken clichés galgos are ‘easier’, because it suits the rehoming groups, because it is less difficult and less costly to rescue them, because they are ‘better looking’ and more photogenic.

Black greyhounds when they are living (in kennels outside) in Ireland have an awful looking kennel coat, which is a kind of brownish grey that doesn’t do them any favours in photographs. To appreciate them one has to get to know them, have one at home, and be able to see what splendid companions they will become in time, even more so if they are no longer very young.

The truth is that most people who adopt greyhounds prefer the pretty and photogenic young ones, so let’s not pretend that’s not the case.

I’m not saying that in a judgemental way, I am not sorry if a pretty young dog gets adopted. But I am sorry and sad because I saw some truly fabulous dogs in Ireland, whose only fault was to have the wrong colour coat and a few extra years on their shoulders, and because of that they will be the last to be adopted. Which is what happened to Tilly, one of the best dogs I have seen in recent years.

Black greyhounds and older greyhounds are often alone, even when they have been rescued. This is what has stayed with me from my latest trip to Ireland.

By Massimo Greco

Translated by Isobel Deeley

 

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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