fbpx

The Dog Racing Industry Is Finally Dying In America

By Stephen Messenger February 05, 2015 Link: thedodo.com/dog-racing-dying-in-america

Greyhound racing is among the cruelest forms of entertainment, one which has resulted in countless injuries and deaths for dogs both on and off the track.

But the racing industry itself is now the one that’s dying.

“Greyhound racing is out of sync with our modern values, the way we look at dogs today, and it’s failing economically,” anti-dog racing campaigner, Carey Theil, told The Dodo. “There’s no doubt in my mind that it will be phased out in the United States. The only question is how long that takes.”

To date, 39 states have passed legislation prohibiting dog racing amid well-founded concerns over animal welfare. But in the surest sign yet that the races are in their dying days, even the remaining racetrack operators say the industry is failing.

Florida is home to more than half of the nation’s dog racing tracks, and the cruel competitions have faded dramatically in popularity, so much so that track owners want the races to stop — they cost them a lot of money each year. But they can’t close their tracks because a 1997 state law requires them to continue hosting nearly as many races as they did two decades ago in order to keep their profitable poker rooms open.

Izzy Havenick runs the Naples-Fort Myers Greyhound Track and Poker Room, which was founded by his grandfather. He recently told Al-Jazeera America that he loses money with every race that’s hosted at his track.

“We’re legally obliged to keep a business operating that loses $2.5 million a year,” he said. Havenick also described witnessing the decline of dog racing firsthand. Twenty years ago the track was “packed,” he said, but now people his age “have no interest in going to some facility and watching an animal run around in a circle.”

Meanwhile, track operators aren’t the only ones taking a hit from the dying industry. Since 1990, the amount Florida has collected in taxes and fees from dog racing has plummeted by 98 percent, according to the ASPCA. Last year, lawmakers there failed to reach an agreement that may have spelled an end for the dog racing industry, but State Sen. Garrett Richter admitted it was probably only a matter of time before they did.

“Even if comprehensive reform is not in the cards for this session, we need to keep trying to find a graceful transition away from greyhound racing,” Richter, a Republican, told The Tampa Bay Times. “Industry representatives concede today that it’s a dying sport.”

Other states that still allow dog racing are looking to close their tracks because of the financial burden they carry. A recent report commissioned by lawmakers in West Virginia found that attendance at some tracks had collapsed by 99 percent in 30 years, leaving a razor thin margin of revenue over the taxpayer cost of regulating it.

“It’s a spectator sport that not many people are spectating anymore … We can’t keep propping up an industry that’s not generating enough money to sustain itself,” W.Va. State Sen. Jeff Kessler told the The Wheeling Intelligencer.

The economic downside of dog racing is, of course, just the tip of the iceberg, says Theil, whose group GREY2K USA is campaigning to end the practice in the United States.

“I’m referring to the use of things like confined housing, keeping dogs in cages barely large enough for them to turn around, the use of anabolic steroids and the injuries they suffer regularly,” he said. “We see broken legs, broken necks, paralysis, etc. on these tracks,” he says.

Ending the practice can’t come soon enough. According to a report from News-Press.com, a dog died every three days on tracks in Florida alone between June 2013 and December 2014.

To learn how you can get involved in ending dog racing once and for all, visit GREY2K USA’s website here.

Source:

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

×

Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

×

Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×

Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×

Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×