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Inquiry told of cruelties as greyhound slaughter continues unchecked

Thousands of healthy greyhound puppies are disappearing, presumed killed, every year, but their deaths are not reported or investigated by the $144 million greyhound racing industry.

Shocking details about puppy farming and the mass killing of the pups have emerged as a record number of people and organisations told a NSW parliamentary inquiry about the dark practices of the greyhound industry.

In one submission, a former industry participant, who did not want to be identified because he said he feared for his safety, said: “I actually found a brown sack one day, when washing my hands in the river that ran through the property, full of dead newborn pups.”

In 2011, up to 3440 puppies were born in registered litters but disappeared before they were named. Naming is a prerequisite for the dogs to race.

Rescue and adoption group Amazing Greys says the industry is one of the largest puppy mills in Australia and relies on breeding a huge excess to find a few champions. ”The industry is characterised by routine killings of puppies and dogs, greed and profits,” its submission said.

Other submissions told of abuse of dogs kept in bare paddocks with little care and no socialisation. Some were kennelled in darkness to control barking and had Velcro attached to their paws to stop them making noise.

Janet Flann of Greyhound Rescue, a volunteer organisation that finds homes for discarded dogs, said she recently received a litter of two-week-old pups that would have been drowned if the organisation had not taken them.

Greens NSW MP John Kaye said the figures showed that more than 28 per cent of dogs born in NSW disappeared before they were given names and access to racetracks.

”Greyhound Racing NSW’s self-regulatory processes have created a smokescreen for the deliberate killing of healthy dogs,” he said.

But Dr Kaye, the deputy chairman of the committee running the inquiry, said it was not just these puppies that were disappearing. There were possibly thousands of others from litters that had never been registered and discarded if they were injured or too slow. He said only a tiny fraction of these ”surplus dogs” were found homes.

”Greyhound Racing NSW is refusing to take responsibility for the others, even though it is their failure as regulators that allow the death toll to continue,” he said.

”It is hardly surprising that an industry regulator that tolerates the killing of thousands of healthy dogs each year has almost no regard for the welfare of the greyhounds that go on to race and retire,” Dr Kaye said.

More than 2000 submissions had been made to the inquiry, established to examine the operations of the industry in NSW, and most had raised issues about animal welfare.

The inquiry was initiated after allegations last year of race-fixing, drug use, money laundering and alleged criminal activity within the industry, despite reforms that had been introduced to clean up the sport.

Last month, The Sun-Herald also reported that the industry was using live animals, including possums, kittens, guinea pigs and ”anything that squealed”, as bait to train greyhounds to race.

Greyhound Racing NSW has said about 3000 named dogs were killed each year. The industry’s Greyhound Adoption Program found new homes for just 52 dogs in last year.

A GRNSW spokesman said that since September 2011 there had been 29 investigations into animal welfare or cruelty.

Of the 20 completed investigations, eight resulted in GRNSW either disqualifying a licensed participant or refusing to register a member of the public. It issued five improvement notices that resulted in compliance.

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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