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40,000 racing greyhounds hurt

Sanya Burgess Published: 22 February 2015 MORE than 40,000 greyhounds have been injured on British racing tracks in the past decade, according to an analysis of figures from the sport’s ruling body. Of those, more than 18,000 have not raced again, the analysis by animal welfare campaigners and The Sunday Times has found. Industry insiders claim that many of the dogs have subsequently been put down. The Greyhound Board of Great Britain (GBGB), the sport’s governing body, rejects the claim. There are 24 licensed greyhound racing tracks in the UK. According to the analysis, the track at Romford, east London, has the worst safety record. Last week a number of dogs were injured at Romford after they raced into starting gates that had been left on the track. In 2013, there were 428 track injuries at Romford and 131 of the dogs have not raced since. Romford greyhound stadium said it kept a more detailed record of incidents than other tracks. Greyt Exploitations, a welfare campaign group, spent four years collating the results for individual races published by the Greyhound Board of Great Britain. It showed that 40,151 dogs were injured and 18,410 had not raced again. Many dogs were hurt more than once, taking the total number of injuries to 55,727. Trudy Baker, co-ordinator for Greyt Exploitations, said that seven years after Lord Donoughue carried out a review into greyhound racing, the dogs were still being treated appallingly. “The GBGB has attempted to conceal the extent of track injuries,” she claimed. “The industry has a moral duty to be accountable and transparent regarding a dog’s fate once they’re deemed a financial liability. Greyhounds are sentient creatures — not disposable gambling chips.” Debra Rothery, the founder of Tia Rescue, a greyhound rescue home near Hebden Bridge, West Yorkshire, said: “I get 250 greyhounds passing through my doors each year. Some of them never leave. They are so traumatised they stay with us for ever.” The greyhound industry attracts more than 2m visitors a year — down from 3.5m a decade ago — and £1.3bn is wagered annually on the races. GBGB does not publish the number of injuries to dogs or what happens to them afterwards. Under current rules it is not required to. Simon Banks of GBGB said: “We vigorously dispute the assertion that many of those dogs who did not race again were put down.” He said the figures compiled by the campaign group were “reliant on weak data, badly analysed to reach flawed conclusions”. He declined to say whether the finding that 40,151 dogs were injured over the past 10 years was accurate but said many racing dogs went on to live a happy life in retirement, including his own, who finished lame at Crayford in 2010.

Please view Greyt Exploitations database and dedicated website to injuries here: http://greytexploitations-greyhound-data.com/

Source: www.thesundaytimes.co.uk/sto/news/uk_news/article1522378

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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