fbpx

VIDEO: COME AIUTARE UN CANE CHE TIRA AL GUINZAGLIO (PRIMA PARTE)

Vi suggeriamo questa interessante lettura a firma di Angelo Vaira e pubblicata sul suo Blog www.angelovaira.it

Aiutare un cane che tira al guinzaglio non è solo una questione di strumenti, premi e punizioni

Per visualizzare il video : http://video.corriere.it/cane-tira-mai-strattonare-altri-trucchi-la-passeggiata-perfetta/e6f850e6-7c03-11e5-9069-1cf5f2fd4ce8   Questo video è da guardare insieme a quest’altro,  girato nel 2010, perché ne è un completamento.

Cosa vuoi?

È fra le prime domande che rivolgo alle persone che aiuto. Voglio dire, posso anche intervenire secondo le mie idee, ma se non ascolto con attenzione i bisogni di quella persona, sto trascurando un piccolo particolare: il cane vive in un ambiente sociale e a famiglia insoddisfatta corrisponde l’infelicità di un cane. L’intervento che fai solo sul cane è un intervento mediocre. La famiglia è un sistema e tutti gli elementi devono guadagnare armonia fra loro.

La differenza fra ‘addestramento’ e ‘agevolazione della relazione’

Ciò che Francesca desidera è che Margot non tiri più al guinzaglio e che torni al richiamo. Le due cose, apparentemente distinte, hanno in realtà una radice comune: il legame sociale. Non si tratta quindi di impartire lezioni a Margot su cosa debba fare, ma di intervenire sulla comunicazione e le emozioni che “passano” fra lei e Francesca. Questa è la linea di demarcazione fra ‘addestramento’ (rendere destro, abile) e ‘agevolare la relazione’. L’addestramento può servire ed essere parte del processo, ma il fulcro di tutto è la relazione! Essa è la base e lo spazio che tutto contiene. L’addestramento, l’educazione, una magica passeggiata, affrontare un problema comportamentale, giocare insieme, sono tutte cose che necessitano di relazione. Migliore è la relazione, migliori saranno le attività sopra citate. Qualche domanda che conviene porsi sulla relazione:
  • Quanto si capiscono cane e proprietario?
  • Quanto sono affiatati?
  • Quanta fiducia c’è fra loro?
  • Quanto si influenzano a vicenda?
  • Quali capacità serve allenare?
  • Quali esperienze posso far vivere loro per aiutarli a sviluppare questi punti?

Cosa vuole il cane?

“Leggendo” il comportamento del cane, abbiamo accesso alle sue emozioni, intenzioni, necessità e qui a volte gli faccio da avvocato. Quando dovessero dirmi, “non deve più tirare al guinzaglio”, e io dovessi notare che il cane tira al guinzaglio perché esce di casa solo per pochi minuti, tanto per fare i bisogni, farei presente che un cane che non esplora, cammina, gioca, socializza è un cane i cui bisogni sono frustrati. E quando i bisogni sono frustrati, ecco che nascono i problemi.

Laboratorio di Comunicazione Empatica - Vaira - ThinkDogSoddisfare i bisogni del cane è più importante del training

Quindi, punto numero uno: soddisfare i bisogni del cane (fisiologici, psicologici, sociali) è la parte più importante su cui intervenire. La vita che il cane fa, le attività che svolge, cosa mangia, la qualità delle relazioni, lo rendono più o meno problematico. È quindi sbagliato pensare che il cane si comporti male perché è maleducato o non sottomesso. Certo che puoi obbligare il cane fare quello che vuoi. Ma io preferisco che il cane sia un individuo così sano e capace da scegliere liberamente il comportamento più adeguato a ogni contesto. I cani non sono macchine, né militari. Capite cosa intendo quando dico che la teoria del capobranco è completamente da rivedere?

I comportamenti sono una manifestazione esteriore dello stato mentale

Quante volte abbiamo sentito che il cane ti sta davanti in passeggiata perché è dominante? Sono sciocchezze. Chi afferma questo genere di cose non è al passo con ciò che ci dice l’etologia. E basta guardare il video per comprendere che Margot non è affatto dominante. Tira perché è un segugio. Tira perché vorrebbe sentirsi maggiormente al sicuro (seguire tracce e odori, nel suo caso è un modo per evitare di “stare” nel suo disagio). Tira perché la connessione con Francesca non è ancora delle migliori. Quando il vostro cane si comporta come non vorreste, chiedetevi: cosa lo spinge a fare questo? Quali emozioni prova in questo momento? Qual è la loro origine? Cosa posso fare per cambiarle? Qui il punto focale è: far sentire Margot a suo agio, rendere Francesca la sua Base Sicura (base sicura è una figura con la quale si ha una relazione duratura e alla quale rivolgersi quando ci si sente vulnerabili o bisognosi di protezione) e più interessante degli odori che possono esserci in giro.

Connessione emotiva

La connessione emotiva si realizza quando fra noi e il cane le emozioni sono un “fluente tutt’uno”. Sentiamo cosa sente il cane, lui sente ciò che sentiamo noi. Cambiamenti nel nostro stato, generano cambiamenti nello stato del cane. Diventano più importanti, l’uno per l’altro, le espressioni del volto, i gesti, gli spostamenti, perché una volta “connessi” si tende a mantenere la connessione. È di per sé gratificante, favorisce la cooperazione e sostiene l’affiliazione sociale, in altre parole rafforza il legame, qui e ora, e nel tempo. Riuscire a crearla è il miglior presupposto per una rapporto appagante, per l’apprendimento, per lo sport, per l’educazione e per affrontare problemi comportamentali più o meno gravi. Quando siamo connessi, riusciamo meglio e influenzare il comportamento del cane. Con Margot la connessione emotiva è la base da cui partire. Ma come si ottiene? Lo vedremo nella seconda parte di questo articolo… Fonte : http://angelovaira.it/author/amministratore/  

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

×

Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

×

Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×

Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×

Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

×