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La nostra idea dei cani, dei levrieri e degli adottanti

Semplificare le cose fino a ridurle a slogan è generalmente molto comodo quando si vuol fare facile presa senza dare alle persone la possibilità di riflettere e pensare con la propria testa. Collare contro pettorina, guinzaglio o libertà, sono semplificazioni che poco aiutano a capire e che rischiano di nascondere la profondità delle questioni.

La nostra visione del cane e dei levrieri rescue non può essere ridotta a queste semplificazioni, chi lo fa distorce il nostro messaggio.

Noi riteniamo che il cane sia un essere cognitivo complesso, dotato di pensiero, motivazioni ed emozioni e pensiamo che debba essere trattato come tale. Dunque stimolando e arricchendo le sue dotazioni mentali, suscitando emozioni positive e stimolando le motivazioni più adeguate per il singolo cane e in relazione all’ambiente in cui vive.

Questa visione non l’abbiamo inventata noi, ma viene dalla riflessione, tra gli altri, di etologi o zooantropologi come Bekoff, Marchesini, Vaira, solo per fare qualche nome e senza voler essere esaustivi.

Questa visione si è consolidata in indirizzi pedagogici e di rieducazione sui cani, qualificati e riconosciuti come tali, pensiamo alla SIUA o a ThinkDog, che hanno prodotto centinaia di educatori e istruttori con grande preparazione ed esperienza.

Dunque esperti nel vero senso della parola, non guru né santoni, ma persone competenti e preparate sì, persone che lavorano nei canili, nel lavoro di educazione e riabilitazione.

Dunque la nostra visione del cane e del levriero rescue tiene conto della nostra esperienza, ma soprattutto di una visione esperta e qualificata.

D’altra parte, se avete bisogno di impostare un manifesto non vi rivolgete certo a un istruttore cinofilo, ma andrete da un grafico, cercando di valutare a priori se sia bravo. Non si vede perché, quando si parla di cani, e di levrieri, ci si dovrebbe rivolgere a un grafico invece che a un istruttore o a un etologo.

Secondo questo modo di vedere il levriero rescue è comunque un cane, e non un essere alieno, e dunque va considerato alla stregua di altri cani. Con le sue particolarità, ovviamente, e una grande attenzione per la sua individualità e la sua storia.

Dunque anche il levriero rescue ha una mente complessa, non è una macchina stimolo-risposta, lepre-corro. Ha emozioni e motivazioni, ha bisogno, come tutti i cani, di essere attivo, ha bisogno di fare esperienze confacenti alla sua natura e deve essere messo nelle condizioni di poter esprimere le sue motivazioni. Deve poter correre, annusare, perlustrare, deve poter sviluppare tutte quelle potenzialità che la sua educazione gli ha precluso. Per esempio attraverso attività di socializzazione, di attivazione mentale, di scoperta di una relazione con l’umano in cui quest’ultimo sia un partner per fare belle cose insieme.

Questa è in estrema sintesi la visione che abbiamo e che va ben oltre l’uso della pettorina, che peraltro nasce anche dall’esigenza di non spaccare il collo ai nostri cani, o l’educazione alla libertà, intesa anche come prevenzione delle fughe e come educazione dell’adottante alla gestione di situazioni difficili che possono sempre capitare. Un guinzaglio che si rompe, un collare che si sfila, un cane che salta la staccionata di un’area cani: se l’adottante non sa cosa fare e viene preso dal panico può essere una tragedia. E l’amore in queste situazioni non basta.

Se questo è il nostro modo di vedere le cose, noi non lo imponiamo agli adottanti, che sono liberi di decidere se frequentare dei corsi, fare attività, avvalersi di istruttori ed educatori qualificati. Certamente mettiamo in alcuni casi delle condizioni per l’adozione, quando il binomio cane-adottante richiede un lavoro da parte di esperti. Sicuramente forniamo indicazioni e suggerimenti su molteplici aspetti, come l’inserimento con altri animali, la gestione della calma e i comportamenti corretti da parte di bambini e adulti.

Ma noi non imponiamo, dicevamo, ma proponiamo una visione evoluta dei levrieri e del nostro rapporto con loro. Cani trattati come macchine dai trainer e dai galguero, ma che macchine non sono, e che hanno bisogno di persone e di associazioni che sappiano riconoscerlo. E che sappiano aggiungere all’amore competenza e voglia di mettersi in gioco.

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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