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Cani, levrieri e libertà

“Ciò che è noto, non è conosciuto” (Hegel)

Il tema della libertà è uno dei più ricorrenti nelle discussioni tra gli adottanti di levrieri rescue, ma spesso viene trattato senza andare a fondo della questione.

Per noi, andare a fondo della questione significa considerare il problema della libertà a partire dal fatto che il cane, e dunque il levriero rescue che è un cane, non è un automa stimolo-risposta ma un essere vivente dotato di una mente. Non si tratta di una questione di principio, ma di un’acquisizione ormai consolidata dell’etologia e delle neuroscienze. Il cane, come tutti i mammiferi, ha una mente complessa, dunque ha motivazioni, emozioni e cognizioni. Secondo Panksepp, che si occupa di neuroscienze affettive, tutti i mammiferi hanno sette sistemi affettivi, o sistemi motivazionali, cioè “Sistemi psicobiologici frutto dell’evoluzione, omologhi nell’animale e nell’uomo, che regolano sequenze caratteristiche sia di comportamenti sia di emozioni, in vista del perseguimento di specifici obiettivi adattivi.” (Liotti)

Questo vuol dire due cose. La prima è che il cane non risponde meccanicamente agli stimoli ambientali, ma risponde in seguito a un’elaborazione in cui sono implicate cognizioni, emozioni e motivazioni. La seconda è che il cane non solo risponde agli stimoli, ma è attivo nell’ambiente, in base alle sue motivazioni e alle sue emozioni. Ciò significa che il cane ha una soggettività, ovvero, come dice Tom Regan, è in possesso di caratteristiche, come credenze, desideri e preferenze, di capacità, come quella di agire in maniera intenzionale e volta a uno scopo, e di avere, per esempio, memoria e percezione.

Date queste premesse, la libertà è la precondizione per poter esercitare la propria soggettività, e si sostanzia nel fatto di poter scegliere il proprio comportamento in base alle proprie motivazioni, cognizioni, emozioni.

Appurato che la libertà è un bisogno etologico fondamentale, bisogna però chiarire che la libertà per un cane non è soltanto legata al fatto di essere senza guinzaglio. Essere libero significa, per esempio, poter scegliere se farsi toccare o meno, poter fermarsi ad annusare durante la passeggiata, poter fare pipì contro quell’albero, solo per fare qualche esempio. La libertà va quindi ben oltre il fatto di sganciare il guinzaglio.

Naturalmente, ci sono motivazioni che richiedono, per poter essere espresse, una libertà di movimento poco compatibile con il guinzaglio. Per esempio, la motivazione perlustrativa e quella cinetica: cani con forte bisogno di perlustrare e di correre avranno più bisogno di fare esperienze essere senza guinzaglio.

Ovviamente, ma vale la pena di dirlo con chiarezza, la libertà non può mai essere assoluta, ma deve tenere conto del contesto, dei vincoli, ambientali e non, delle competenze e delle esperienze acquisite. E della libertà degli altri, ovviamente. Quando un cane viene adottato, entra in ambienti umani che hanno caratteristiche, regole, aspetti problematici, che non sono a dimensione di cane. Quindi, fermo restando tutta la libertà possibile al guinzaglio o in casa, è compito di chi adotta comprendere se, quando e dove sganciare il cane perché possa correre o perlustrare.

Quante di queste considerazioni valgono per i levrieri rescue? Tutte, i levrieri rescue sono cani e come tali vanno considerati in tutto e per tutto. Ma hanno anche caratteristiche specifiche, sia considerandoli in gruppo che a livello individuale.

I levrieri in generale, come è noto, sono cacciatori a vista, e dunque hanno una motivazione predatoria generalmente alta. Generalmente vuol dire in media, ma non tutti allo stesso modo: per esempio ci sono greyhound scartati dall’industria perché poco predatori. I galgo hanno generalmente una motivazione perlustrativa superiore ai greyhound.

Inoltre la genetica non indirizza il comportamento in maniera univoca e necessaria, dunque diventa fondamentale l’apprendimento attraverso l’esperienza. Sappiamo che nei mammiferi, la dipendenza del comportamento dagli stimoli è molto alta alla nascita, ma decresce con l’esperienza: potremmo dire che l’esperienza allena la capacità di scegliere, cioè la libertà.

I levrieri rescue hanno ricevuto spesso un’educazione che ne enfatizza alcune motivazioni, come quella cinetica, quella predatoria, nei galgo quella perlustrativa. Inoltre il tipo di allenamento e lo stile di vita cui vengono sottoposti enfatizza comportamenti irriflessivi, risposte immediate a stimoli ben precisi. I greyhound devono rincorrere senza pensare un fantoccio meccanico, i galgo che tagliano le curve mostrando capacità di ragionamento e intelligenza vengono scartati. Ma nuove esperienze differenti possono fare emergere motivazioni differenti, e soprattutto rafforzare la capacità di riflessione attraverso la possibilità di prendere iniziative, possono rafforzare la fiducia in se stessi e la fiducia negli esseri umani, i legami di gruppo e l’attaccamento, requisiti essenziali anche per gestire le forme di libertà più “pericolose”.

Poi ci siamo noi, con le nostre ansie, legittime, con i limiti del luogo in cui viviamo, con i vincoli della vita quotidiana.  Quando, se e come sganciare il guinzaglio dipende da una quantità di variabili che solo noi possiamo valutare, magari facendoci aiutare da un professionista. Ma senza dimenticare che sganciare il cane per fargli fare la corsetta e poi impedirgli di annusare in passeggiata non è rispettarne la natura e i bisogni.

Massimo Greco ©

 

 

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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