Il movimento antiracing mondiale

I levrieri sono la razza più maltrattata e sterminata in Europa e non solo. Le vittime sono i greyhound, i galgo e i lurcher.

Si stima che ogni anno scompaiono nel nulla circa 20.000 greyhound nelle isole britanniche (UK e Irlanda), e 50.000 galgo vengono uccisi in Spagna, ma si tratta di dati ufficiosi, perché nessuno ha interesse ad avere una contabilità precisa.

Scompaiano nel nulla significa che vengono soppressi subito o dopo ulteriori maltrattamenti e sfruttamenti, utilizzati per la sperimentazione medica o come donatori di sangue, dissanguandoli, o esportati in altri paesi per essere sfruttati come riproduttori e racer.

I greyhound sono sfruttati nell’industria delle corse, ovvero nelle corse commerciali, legate al gioco d’azzardo, e nel coursing.

Il coursing è una competizione in campo aperto in cui due greyhound cercano di raggiungere una lepre; questa pratica è oggi vietata nel Regno Unito ma ancora legale in Irlanda.

I galgo sono sfruttati nella caccia a vista alla lepre e nelle corse non regolamentate. Anche i lurcher sono sfruttati nella caccia.

Il greyhound racing esiste in 8 paesi, con quasi 150 cinodromi sparsi in tutto il mondo. 
Inventato negli Stati Uniti, il greyhound racing è caratterizzato di solito da:

– un’autorità di regolamentazione,

– gioco d’azzardo autorizzato dallo Stato,

– sistema di allevamenti di livello industriale,

– sistema di identificazione dei cani attraverso il tatuaggio,
– sistema di organizzazione nei kennel,

– rete di cinodromi.

Attualmente il greyhound racing è legale negli Stati Uniti, Australia, Cina (nella regione autonoma di Macao), Irlanda, Messico, Nuova Zelanda, Regno Unito e Vietnam. Negli Stati Unit, il dog racing è vietato in 40 Stati, mentre è ancora legale e attivo in cinque Stati (Alabama, Arkansas, Florida, Iowa, e West Virginia). 



La caccia a vista coi galgo è legale in Spagna e in Sud America, dove stanno prendendo sempre più piede anche le corse legate al gioco d’azzardo, sebbene non regolamentate e strutturate in un’industria.

Non si può rimanere indifferenti o rassegnati rispetto a questo sistematico sfruttamento e maltrattamento di greyhound, galgo e lurcher, che procura sofferenza e morte a decine di migliaia di cani all’anno. 

Ecco perchè negli ultimi decessi ha preso sempre già forma e forza un movimento antiracing a livello mondiale, di cui la nostra associazione fa parte, mosso dalla consapevolezza che per fermare la macchina infernale dello sfruttamento e maltrattamento dei levrieri non basta adottare ma è necessario eliminare le cause alla radice.

Questo movimento è fatto da una vasta rete di associazione, gruppi organizzati di attivisti e rifugi, che nei diversi paesi del mondo danno voce alla sofferenza dei greyhound, galgo e lurcher, si battono contro le corse commerciali (racing e coursing) e la caccia, lavorano per cambiare i modi di pensare e di comportarsi rispetto ai levrieri, per far maturare una coscienza di condanna civile, ottenere leggi di tutela dei levrieri e pene severe e certe per i reati, fino a portare alla chiusura di tutti i cinodromi e a dichiarare illegale la caccia a vista con i levrieri in tutti i paesi del mondo.

E’ presente in gran parte dei paesi in cui vige il greyhound racing e/o lo sfruttamento dei galgo: Stati Uniti, Europa, Australia, Argentina, Macao, Asia e Macao, Nuova Zelanda e Uruguay. 


L’attività di questo movimento si articola su tre livelli: l’informazione al pubblico, iniziative di mobilitazione civile, iniziative di pressione/proposta politica, e sempre più sta mostrando come il greyhound racing e la caccia a vista siano due business profondamente legati, ben più di quanto possa apparire e due facce di una stessa tragedia.



Inoltre è sempre più chiaro che per ottenere cambiamenti (culturali e legislativi) le logiche “l’importante è salvare i cani” non portano a nulla e finiscono per mantenere in piedi quei sistemi, corse, caccia e scommesse, che sfruttano, maltrattano e uccidono centinaia di migliaia di grey,  galgo e lurcher all’anno in tutto il mondo.

Occorre dunque far sapere all’opinione pubblica quello che si nasconde dietro al greyhound racing e alla caccia coi galgo, documentando le crudeltà.

In quest’ottica è essenziale il lavoro investigativo di raccolta dati sugli incidenti e gli abusi e le azioni di mobilitazione civile e politiche per obbligare l’industria delle corse a documentare nascite, passaggi di proprietà, infortuni, storia clinica-veterinaria e decessi dei greyhound.

Serve inoltre fare rete con le altre organizzazioni animaliste, agire sull’opinione pubblica e sulla politica, riuscendo a sedere ai tavoli di lavoro istituzionale in tema di welfare animale e di gioco d’azzardo.

Occorre riuscire infine a catturare l’attenzione e ottenere l’appoggio alle campagne antiracing e anticaccia della stampa, degli uomini dello spettacolo, della cultura e dello sport, che possano farsi portavoce dei diritti dei levrieri e della causa antiracing e anticaccia.

Soltanto così si può arrivare ad ottenere cambiamenti in termini di leggi e di sanzioni.

Come in tutte le lotte per i diritti che vogliono essere vincenti, occorre avere, oltreché una chiara visione ed una strategia efficace, anche un chiaro senso del quadro geopolitico internazionale e locale, che serve sia per declinare le strategie in maniera efficace nei singoli paesi, ma anche per decidere priorità e avere il senso di cosa influenza cosa.

I tempi per sconfiggere il greyhound racing nel mondo sono ormai maturi e si è a buon punto del cammino. Sono sempre più i segni di un’industria in crisi e di una sempre più diffusa consapevolezza nell’opinione pubblica che il greyhound racing è intrinsecamente crudele e incompatibile con qualsiasi standard minimo di sicurezza e benessere per i cani.

Gli utili sono in calo e i cinodromi vivono una crisi di pubblico; in alcuni casi vengono chiusi.



Negli Stati Uniti il numero di Stati in cui le corse sono legali è diminuito in maniera costante. In 40 Stati le corse sono ora illegali. In cinque Stati, tutte le piste per greyhound hanno chiuso e cessato corse dal vivo, ma una legge di divieto deve ancora essere promulgata. Questi stati sono Texs, Connecticut, Kansas, Wisconsin e Colorado. In soli 5 stati le corse commerciali sono ancora legali: Alabama, Florida, Iowa, Arkansas e West Virginia. 
In Florida (la roccaforte del greyhound racing in USA) una proposta di legge per l’abolizione delle corse commerciali è a buon punto nell’inter di approvazione. 
Il Canidrome di Macao, il peggiore cinodromo al mondo, chiuderà definitivamente a luglio 2018. 
Anche in Australia ci sono state importante conquiste. 
In Argentina è stata approvata la legge che vieta le corse e una proposta di legge in tal senso è stata presentata in Parlamento in Uruguay.

Anche in Europa ci sono segnali di cedimento. A Londra è stato dato il via libera, tra le proteste dell’industria del racing, allo smantellamento di un circuito storico, quello di Walthamstow e la crisi economica sta comunque erodendo il giro d’affari delle scommesse.

Nel Parlamento europeo poi sono in atto iniziative di legge finalizzate al pieno riconoscimento dei levrieri come animali d’affezione, iniziative supportate dalla mobilitazione di numerose associazioni in molti paesi, tra cui la nostra.

Alcuni sostengono che l’industria si autodistruggerà sotto i colpi della crisi economica, pensano di poter convincere l’industria a smettere di sfruttare i greyhound. Sono gli stessi che ci hanno spiegato che i greyhound sono atleti tenuti bene.

La verità è che l’industria non si autodistruggerà e non smetterà di sfruttare i greyhound e la prova è che pur essendo in crisi cerca sempre nuovi modi per sopravvivere.

Per esempio sfruttando il nuovo mercato delle scommesse a distanza basato sulla trasmissione di corse pomeridiane in paesi anche molto lontani, come l’Azerbaijan. 

Rimane ancora difficile la situazione spagnola, dove in alcune zone la quantità di levrieri maltrattati è veramente alta, la coscienza della difesa degli animali dai maltrattamenti è bassa, e le leggi inadeguate o non applicate.

Dunque l’unica via è mostrare all’opinione pubblica cosa è veramente l’industria e questo vuol dire dare visibilità ai greyhound, ai galgo e ai lurcher  e alla loro situazione di sfruttamento e maltrattamento.

Dare visibilità significa dare la possibilità a chi non sa, la maggioranza, di valutare e prendere posizione. Questo significa, piano piano, isolare la feccia costituita dall’industria delle corse e della caccia. 

E che di feccia si tratti lo dimostra chiaramente il fatto che a Londra è stato premiato nel 2017 come miglior allevatore inglese di greyhound un signore, Bruno Berwick, che ha perso la sua licenza quest’anno per aver dopato un cane con la cocaina. Premiata anche la signora Diane Henry, malgrado abbia usato come fattrice una grey di quasi 11 anni.

Come si può pensare di dialogare con gente così e di convincerli a smettere di sfruttare i greyhound? Illusioni, nella migliore delle ipotesi.

Non si può dialogare, quello che occorre fare è lavorare con serietà, determinazione e lungimiranza, in modo organizzato per far conoscere all’opinione pubblica la crudeltà intrinseca del greyhound racing e della caccia a vista coi galgo. 

Questo sta facendo il movimento antiracing mondiale, di cui facciamo parte. 


Ogni cittadino nel mondo può aiutare e sostenere questo movimento, facendosi ambasciatore della causa per i diritti dei levrieri, per costruire un futuro di rispetto e libertà per loro.

Basta poco. Basta informarsi e informare. Aderire alla campagne. Adottare dalle associazioni antiracing. Sostenere le associazioni e i gruppi antiracing.