Il movimento antiracing mondiale

Noi siamo un’associazione onlus antiracing e anticaccia nata dalla volontà di un gruppo di adottanti di trasformare la propria scelta d’amore, l’adozione di un levriero rescue, in impegno civile per costruire un futuro senza corse commerciali e senza caccia coi levrieri, in Europa e nel mondo.

Siamo l’unica associazione italiana tra gli esponenti del movimento mondiale antiracing, e l’unica associazione antiracing in Italia, cioè il cui primo e dichiarato obiettivo è la fine dell’industria delle corse e della caccia a vista con i levrieri.

Ma cosa è il movimento antiracing mondiale? Perché esiste? 

I levrieri sono la razza più maltrattata e sterminata in Europa e non solo. Greyhound, galgo e lurcher sono le vittime di un fenomeno di sfruttamento che ha base mondiale.

Ogni anno, in Irlanda e Regno Unito scompaiono nel nulla circa 20.000 greyhound. In Spagna 50.000 galgo vengono uccisi alla fine della stagione di caccia. Si tratta di stime e dati ufficiosi, perché nessuno ha interesse ad avere numeri precisi e ufficiali.

Che cosa significa “scompaiono nel nulla“? Questa espressione fa riferimento alla pratica di eliminazione fisica dei levrieri, che avviene immediatamente o dopo ulteriore sfruttamento: per la sperimentazione medica o come donatori di sangue, per cui muoiono letteralmente dissanguati; oppure alla loro esportazione verso altri Paesi per essere ancora sfruttati come riproduttori e racer.

Il greyhound racing e la caccia

L’industria delle corse sfrutta i greyhound per corse commerciali, legate al gioco d’azzardo, e nel coursing.

Il coursing è una competizione in campo aperto che coinvolge due greyhound lanciati all’inseguimento di una lepre. Una pratica oggi vietata nel Regno Unito ma ancora legale in Irlanda.

Lo sfruttamento dei galgo, invece, è legato al loro impiego per la caccia a vista alla lepre e nelle corse non regolamentate. Allo stesso modo, anche i lurcher sono sfruttati per la caccia.

Fino al luglio 2018 il greyhound racing era presente in 8 Paesi, con quasi 150 cinodromi attivi sparsi in tutto il mondo. 
Nato negli USA, la sua esistenza si basa generalmente su questi elementi:

– un’autorità di regolamentazione;

– gioco d’azzardo autorizzato dallo Stato;

– allevamenti di livello industriale;
– identificazione dei cani attraverso il tatuaggio; 
– sistema di organizzazione nei kennel;
– rete di cinodromi che collaborano tra loro.

Il 21 luglio del 2018 ha chiuso definitivamente i battenti il Canidrome, il peggiore cinodromo al mondo, situato nella regione autonoma di Macao (Cina), grazie a due importanti campagne mondiali, la prima Close the Canidrome, iniziata nel 2011, e poi confluita nel 2016 nella campagna Save The Macau Greyhounds, promossa e guidata da Pet Levrieri insieme a Anima Macau e GREY2K USA Worldwide. 

Dopo luglio, dunque, il greyhound racing è legale in 7 paesi:  Australia, Irlanda, Messico, Nuova Zelanda, Regno Unito, USA e Vietnam. Negli USA, 40 Stati hanno vietato il dog racing, ma in Alabama, Arkansas, Florida, Iowa e West Virginia è ancora legale e attivo. 



Il 6 novembre 2018 lo stato della Florida ha messo al bando il greyhound racing. Votando sì alla Proposta di Legge 13, i suoi abitanti si sono espressi per il 68% a favore per porre fine a questo sport crudele che verrà eliminato gradualmente entro il 2020.

La caccia a vista coi galgo è legale in Spagna e in Sud America. Qui, anche le corse legate al gioco d’azzardo si stanno diffondendo sempre di più, sebbene non regolamentate e strutturate in un’industria.

Il movimento antiracing e anticaccia

Non si può rimanere indifferenti o rassegnati davanti a questo sistematico sfruttamento, che procura sofferenza e morte a decine di migliaia di greyhound, lurcher e galgo ogni anno.

Ecco perchè negli ultimi decenni ha preso forma un movimento antiracing a livello mondiale, di cui la nostra associazione fa parte, mosso dalla consapevolezza che per fermare la macchina infernale dello sfruttamento e maltrattamento dei levrieri non basta adottare ma è necessario eliminare le cause alla radice.

Una vasta rete di associazioni, gruppi organizzati di attivisti e rifugi rende sempre più forte questo movimento che, a livello mondiale, dà voce alla sofferenza di greyhound, galgo e lurcher. Si batte contro le corse commerciali (racing e coursing) e la caccia, lavora per cambiare il modo di pensare e di considerare i levrieri, per far maturare una coscienza di condanna civile, per ottenere leggi di tutela per i levrieri e pene severe e certe per i reati, portare alla chiusura di tutti i cinodromi e rendere illegale la caccia a vista con i levrieri in tutto il mondo.

Il movimento è presente in gran parte dei Paesi in cui il greyhound racing e/o lo sfruttamento dei galgo sono pratiche legali: USA, Europa, Australia, Argentina, Macao, Nuova Zelanda e Uruguay. 


Le attività del movimento

Il movimento agisce su tre livelli: informazione al pubblico, organizzazione di iniziative di mobilitazione civile e attività di pressione e proposta politica. Il suo obiettivo è mostrare che il greyhound racing e la caccia a vista sono due business profondamente legati, ben più di quanto possa sembrare. Due facce della stessa tragedia.



Per ottenere i cambiamenti culturali e legislativi auspicati è sempre più evidente che non basta la logica de “l’importante è salvare i cani”. Programmi di adozione fini a se stessi, infatti, non fanno altro che alimentare il sistema corse-caccia-scommesse che sta alla base dello sfruttamento dei levrieri.

È necessario, quindi, coinvolgere l’opinione pubblica portando alla luce la realtà che il greyhound racing e la caccia coi galgo nascondono, e documentandone le crudeltà.

In quest’ottica, il lavoro investigativo di raccolta di dati sugli incidenti e sugli abusi è fondamentale. Così  come lo sono le mobilitazioni civili e politiche per obbligare l’industria a documentare nascite, passaggi di proprietà, infortuni, storia clinica-veterinaria e decessi di tutti i greyhound.

Parallelamente, è necessario costruire una rete sempre più ampia con altre organizzazioni animaliste. Agire sull’opinione pubblica e sulla politica. Sedere ai tavoli di lavoro istituzionale in tema di welfare animale e di gioco d’azzardo.

E, infine, catturare l’attenzione dei media e ottenere l’appoggio alle campagne antiracing e anticaccia di personalità dello spettaccolo, della cultura e dello sport, e farle portavoce dei diritti dei levrieri e della loro causa.

Solo così si possono ottenere cambiamenti necessari in termini di leggi e di sanzioni.

L’importanza del contesto nella lotta antiracing e anticaccia

Come in tutte le lotte per i diritti che vogliono essere vincenti, occorre avere una visione chiara e una strategia efficace, ma anche conoscere il quadro geopolitico internazionale e locale. Una conoscenza necessaria per declinare efficacemente le strategie nei singoli Paesi e stabilire le priorità d’intervento. Ogni azione, infatti, è legata a un’altra azione e la influenza.

I tempi per sconfiggere il greyhound racing nel mondo sono maturi e si è giunti a buon punto del cammino. I segnali di un’industria in crisi sono sempre più evidenti. Così come sempre più diffusa è la consapevolezza dell’opinione pubblica che il greyhound racing è intrinsecamente crudele e incompatibile con qualsiasi standard minimo di sicurezza e benessere per i cani.

Gli utili sono in calo e i cinodromi vivono una crisi di pubblico. In alcuni casi, chiudono.

Il greyhound racing nel mondo: il contesto attuale

Negli USA, il numero degli Stati in cui le corse sono legali è in costante diminuzione. Oggi, le corse sono illegali in 40 Stati. Texas, Connecticut, Kansas, Wisconsin e Colorado hanno chiuso tutte le piste per greyhound o posto fine alle corse dal vivo. E questo nonostante debba ancora essere promulgata una legge di divieto. Solo in cinque stati le corse commerciali sono ancora legali: Alabama, Arkansas, Florida, Iowa e West Virginia. 
In Florida (la roccaforte del greyhound racing in USA) una proposta di legge per l’abolizione delle corse commerciali è a buon punto nell’inter di approvazione.

Il Canidrome di Macao (regione autonoma cinese), il peggiore cinodromo al mondo, ha chiuso definitivamente i battenti a luglio 2018. 
Anche in Australia ci sono state importante conquiste. 
L’Argentina ha approvato una legge che vieta le corse e in Uruguay il Parlamento sta vagliando una proposta di legge che ha lo stesso obiettivo.

Anche in Europa i segnali di cambiamento sono forti. Tra le proteste dell’industira del racing, a Londra è iniziato lo smantellamento dello storico circuito di Walthamstow. Contemporaneamente, la crisi economica sta erodendo il giro d’affari delle scommesse. Con il supporto della mobilitazione di numerose associazioni, tra cui la nostra, inoltre, presso il Parlamento Europeo sono arrivate iniziative di legge per il pieno riconoscimento dei levrieri come animali d’affezione.

Criticità e soluzioni

C’è chi sostiene che l’industria si autodistruggerà sotto i colpi della crisi economica. O chi pensa di poter convincere i suoi attori a smettere di sfruttare i greyhound. Sono le stesse persone che ci hanno spiegato che i greyhound sono atleti amati e tenuti in considerazione.

La verità è che l’industria non si autodistruggerà e non smetterà di sfruttare i greyhound. Prova ne è il fatto che, pur essendo in crisi, trova sempre nuovi modi per sopravvivere.

Per esempio, sfruttando il nuovo mercato delle scommesse a distanza, basato sulla trasmissione di corse pomeridiane in Paesi lontani, come l’Azerbaijan. Allo stesso modo, resta molto difficile la situazione spagnola. In alcune zone i levrieri maltrattati sono moltissimi, la cultura della difesa degli animali è poco diffusa e le leggi inadeguate o non applicate.

Per questo motivo l’unica soluzione è mostrare all’opinione pubblica che cosa sono davvero il racing e la caccia. E questo vuol dire dare visibilità a greyhound, galgo e lurcher e alla loro condizione di sfruttamento.

Dare visibilità significa, a sua volta, dare la possibilità a chi non conosce queste realtà di valutare e prendere posizione. Solo così è possibile, con il tempo, isolare la feccia dell’industria delle corse e della caccia. 

Ecco alcune prove che dimostrano che di feccia si tratta. Nel 2017, a Londra, Bruno Berwik ha ricevuto un premio come miglior allevatore inglese di greyhound. Un anno dopo, ha perso la sua licenza perché ha dopato un cane con la cocaina. Premiata anche Diane Henry, malgrado abbia usato come fattrice una grey di quasi 11 anni.

Come si può pensare di dialogare con persone senza scrupoli per convincerle a smettere di sfruttare i greyhound? Un’utopia, nella migliore delle ipotesi.

Che cosa si può fare?

Non si può dialogare. Ciò che occorre fare è lavorare con serietà, determinazione, lungimiranza e in modo organizzato. L’obiettivo è far conoscere all’opinione pubblica la crudeltà del greyhound racing e della caccia a vista con i galgo. 

Questa è la battaglia che porta avanti il movimento antiracing mondiale di cui facciamo parte. 


Ogni cittadino nel mondo può aiutare e sostenere questo movimento. Può diventare ambasciatore della causa per i diritti dei levrieri e costruire per loro un futuro di rispetto e libertà.

Basta poco. Basta informarsi e informare. Aderire alla campagne. Adottare dalle associazioni antiracing e anticaccia. Sostenere le associazioni e i gruppi antiracing. 



Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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