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Il movimento antiracing mondiale

Noi siamo un’associazione onlus antiracing e anticaccia nata dalla volontà di un gruppo di adottanti di trasformare la propria scelta d’amore, l’adozione di un levriero rescue, in impegno civile per costruire un futuro senza corse commerciali e senza caccia coi levrieri, in Europa e nel mondo.

Siamo l’unica associazione italiana tra gli esponenti del movimento mondiale antiracing, e l’unica associazione antiracing in Italia, cioè il cui primo e dichiarato obiettivo è la fine dell’industria delle corse e della caccia a vista con i levrieri.

Ma cosa è il movimento antiracing mondiale? Perché esiste? 

I levrieri sono la razza più maltrattata e sterminata in Europa e non solo. Greyhound, galgo e lurcher sono le vittime di un fenomeno di sfruttamento che ha base mondiale.

Ogni anno, in Irlanda e Regno Unito scompaiono nel nulla tra i 15.000 e i 20.000 greyhound, circa 10.000 greyhound in Irlanda e tra 3.700 e 9.000nel Regno Unito. 

In Spagna migliaia di galgo, alcuni dicono 50.000, vengono uccisi o abbandonati alla fine della stagione di caccia.  Si tratta di stime e dati ufficiosi, perché nessuno ha interesse ad avere numeri precisi e ufficiali.

Che cosa significa “scompaiono nel nulla“? Questa espressione fa riferimento alla pratica di eliminazione fisica dei levrieri, che avviene immediatamente o dopo ulteriore sfruttamento: per la sperimentazione medica o come donatori di sangue, per cui muoiono letteralmente dissanguati; oppure alla loro esportazione verso altri Paesi per essere ancora sfruttati come riproduttori e racer (In Spagna, Portogallo, Sud Est asiatico). 

 

Il greyhound racing e il coursing 

L’industria delle corse sfrutta i greyhound per corse commerciali, legate al gioco d’azzardo, e nel coursing.

Il coursing è una competizione in campo aperto che coinvolge due greyhound lanciati all’inseguimento di una lepre. Una pratica oggi vietata nel Regno Unito ma ancora legale in Irlanda.

Lo sfruttamento dei galgo, invece, è legato al loro impiego per la caccia a vista alla lepre e nelle corse non regolamentate. Allo stesso modo, anche i lurcher sono sfruttati per la caccia.

In tutto il mondo, le corse coi levrieri sono un’industria morente intrinsecamente crudele. Quando iniziò – negli Stati Uniti negli anni 1920 – era impossibile prevedere che migliaia e migliaia di cani avrebbero sofferto e sarebbero morti. 

In Irlanda, il recente documentario di RTÉ TV ha mostrato in modo macabro che almeno 6.000 greyhound vengono uccisi ogni anno. In Australia, un recente rapporto del governo ha stabilito che ogni anno 17.000 cani indesiderati vengono considerati “rifiuti” e soppressi in maniera sistematica.  Negli Stati Uniti, l’industria non tiene traccia del destino degli oltre 10.000 cani registrati per correre ogni ciclo di carriera, né spiega dove finiscono gli innumerevoli cuccioli che scompaiono dal registro.

Per fortuna, il documentato declino delle corse dei levrieri è in corso da anni e i media hanno da tempo segnalato il crollo a spirale di questa industria crudele. 

Dal 2001, l’importo totale delle scommesse sulle corse dei levrieri negli USA è diminuito di oltre il 70% e l’attività è ormai di per sé illegale in quarantuno dei cinquanta stati americani. Nel Regno Unito, tutti i cinodromi di Londra sono stati chiusi e riconvertiti in siti per operazioni miste di alloggio e vendita al dettaglio. Il 19 dicembre 2019 è stata decisa la chiusura del  Belle Vue Manchester, che era il più vecchio e più grande cinodromo del Regno Unito, costruito nel 1926, ed era l’ultimo rimasto ancora operativo nel Nord Ovest dell’Inghilterra. 

Due cinodromi irlandesi hanno annunciato la loro chiusura nel settembre 2019. 

La Giamaica ha rifiutato di legalizzare le corse coi levrieri nel 2009 e il Sudafrica ha seguito nel 2010, citando sia la scarsa resa economica sia i problemi sociali ed etici associati all’attività.  Nel 2016 l’Argentina ha vietato le corse coi cani, l’Uruguay ha seguito nel 2018 e una proposta di legge simile sta attualmente ottenendo supporto in Cile. 

Attualmente l’industria delle corse con i greyhound è legale in 7 Stati nel mondo: Stati Uniti, Australia, Irlanda, Messico, Nuova Zelanda, Regno Unito e Vietnam, con quasi 150 cinodromi autorizzati in tutto il mondo. A questi vanno aggiunti quelli non autorizzati e illegali, che è difficile quantificare in maniera esatta.

Il 21 luglio del 2018 ha chiuso definitivamente i battenti il Canidrome, il peggiore cinodromo al mondo, situato nella regione autonoma di Macao (Cina), grazie a due importanti campagne mondiali, la prima Close the Canidrome, iniziata nel 2011, e poi confluita nel 2016 nella campagna Save The Macau Greyhounds, promossa e guidata da Pet Levrieri insieme a Anima Macau e GREY2K USA Worldwide. 

Nata negli USA, l’industria delle corse (greyhound racing) si basa generalmente su questi elementi:

– un’autorità di regolamentazione;

– gioco d’azzardo autorizzato dallo Stato;

– allevamenti di livello industriale;
– identificazione dei cani attraverso il tatuaggio; 
– sistema di organizzazione nei kennel;
– rete di cinodromi che collaborano tra loro.

In Europa, l’industria delle corse è strutturata in due potenti organizzazioni, l’IGB in Irlanda e il GBGB in Gran Bretagna

I governi hanno concesso l’autoregolamentazione all’IGB e al GBGB con il risultato che nessuna reale e adeguata legislazione di welfare (benessere e sicurezza) viene applicata e garantita ai greyhound.

 In Gran Bretagna i greyhound sono considerati animali d’affezione con gli stessi diritti degli altri altri cani a livello legislativo

Soltanto che la legge non viene applicata ai greyhound da corsa, in quanto ricadono sotto la giurisdizione del GBGB, cioè sotto la sua autoregolamentazione, e dunque i greyhound vengono sfruttati, maltrattati, abusati e uccisi dal greyhound racing La legge non viene applicata e i reati non vengono puniti. 

La mappa attuale del greyhound racing nel mondo

Attualmente l’industria delle corse con i greyhound è legale in 7 Stati nel mondo: Stati Uniti, Australia, Irlanda, Messico, Nuova Zelanda, Regno Unito e Vietnam, con 120 cinodromi autorizzati in tutto il mondo. A questi vanno aggiunti quelli non autorizzati e illegali, che è difficile quantificare in maniera esatta.

Negli USA, grazie all’azione del movimento antiracing americano, capitanato da GRE2K USA Worldwide, 43 Stati hanno vietato il dog racing, promulgando specifiche leggi di divieto: Alaska, Arizona, Arkansas, California, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Colorado, Dakota del Nord, Dakota del Sud, Delaware, Distretto di Columbia, Florida, Georgia, Guam, Hawai, iIdaho, Illinois, Indiana, Isole Marianne Settentrionali, Isole Vergini americane, Kentucky, Louisiana, Maine, Maryland, Massachusetts, Michigan, Minnesota, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, New Hampshire, New Jersey, New York, Nuovo Messico, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania, Porto Rico, Rhode Island, Samoa Americane, Tennessee,  Utah, Vermont, Virginia, Washington e Wyoming. 

In quattro Stati, tutte le piste per greyhound hanno chiuso e cessato corse dal vivo, ma una legge di divieto deve ancora essere promulgata:  Oregon, Connecticut, Kansas, Alabama e Wisconsin.

Il 6 novembre 2018 lo stato della Florida ha messo al bando il greyhound racing. Votando sì alla Proposta di Legge 13, i suoi abitanti si sono espressi per il 68% a favore per porre fine a questo sport crudele che verrà eliminato gradualmente entro il 2020. Attualmente degli 11 cinodromi soltanto 3 sono ancora attivi in Florida, e 8 in tutti gli Stati Uniti. 

Soltanto 3 sono gli Stati in cui il greyhound racing è ancora legale e attivo: Texas (1), Iowa (1) e West Virginia (2) e sono rimasti soltanto 4 cinodromi.  A novembre 2019, l’unica pista di levrieri in Arkansas ha scelto di eliminare gradualmente le corse dal vivo entro dicembre 2022. Il 18 marzo 2020 l’ultima pista, che era ancora attiva in Alabama, il Race Course di Birmingham, ha disputato la sua ultima gara e ha chiuso i battenti. In Alabana c’erano quattro piste che hanno tutte chiuso.

In Australia ci sono attualmente 66 cinodromi presenti in tutto il paese di cui 34 nel solo Nuovo Galles del Sud. 

In Messico vi è un unico cinodromo

In Vietnam vi è un cinodromo, Lam Son Stadium in Vung Tau

In Nuova Zelanda ci sono 7 cinodromi.

L’intero Regno Unito ha 26 cinodromi: 20 cinodromi autorizzati da GBGB, 1 nel Nord d’Irlanda regolato dall’Irish Coursing Club e 5 circuiti indipendenti. I cani non vivono nei cinodromi, ma nei canili dei trainer, che poi li portano in pista per gareggiare. I cani che corrono in circuiti indipendenti (conosciuti con l’appellativo di “flapping”), non sottostanno alla regolamentazione del GBGB. 

In Irlanda esistono attualmente 15 cinodromi attivi. E’ legale sia il racing che il coursing.

L’industria del greyhound racing e del coursing In Irlanda ha ricevuto 16,8 milioni di euro in finanziamenti governativi nel 2019 E’ un’industria che nonostante i continui aiuti statali è in costante e inesorabile declino in termini di entrate, di numero di cinodromi, di affluenza di pubblico. Negli ultimi 16 anni ha ricevuto un quarto di miliardo di euro in sovvenzioni pubbliche. Il deficit e i debiti dell’IGB superano i 30 milioni di euro. 

Negli ultimi 7 anni i guadagni sono calati di più del 50%, e continuano a diminuire. Il giro di scommesse è per lo più online, mentre il pubblico ha sempre meno interesse nel greyhound racing. È significativamente diminuito il numero di corse notturne e l’affluenza di pubblico nei cinodromi continua a calare. Di recente il governo ha anche concesso agli allibratori una licenza per iniziare la BAGS racing in Irlanda: Bookies Afternoon Greyhound Racing Service (Servizio di corse pomeridiane gestite dagli allibratori). Questo è già incominciato in tre contee. La BAGS racing richiede quantità alte di greyhound di basso grado. Gli allibratori affittano le piste dall’industria e trasmettono le corse online tutto il giorno. I proprietari e i trainer ricevono una tariffa per la partecipazione di ciascun cane, e i cani sono costretti a gareggiare di continuo in corsa dopo corsa. Molti greyhound lenti e feriti gareggiano fino alla morte. Secondo la legge irlandese, i grey  sono classificati come beni agricoli, non come animali di affezione. 

La caccia a vista, il coursing e le corse coi galgo 

La caccia a vista coi galgo è legale in Spagna e in Sud America. Qui, anche le corse legate al gioco d’azzardo si stanno diffondendo sempre di più, sebbene non regolamentate e strutturate in un’industria.

In Argentina, le corse coi levrieri e coi cani in generale sono state proibite con la promulgazione della La legge 27.330, che è entrata in vigore il 2 dicembre 2016, ed è stata emanata il 17 novembre dalla Camera dei deputati, dopo aver raccolto 132 voti a favore e 17 contro, essere stata approvata dal Senato e sostenuta dal Presidente della Nazione, Mauricio Macri. Questa vittoria che ha segnato una svolta di civiltà in Argentina, è stato l’esito della campagna #STOPGALGUEROS – Prohibición de las Carreras en Argentina, promossa dall’associazione Proyecto Galgo Argentina, sostenuta da diverse associazioni animaliste locali,  da moltissimi cittadini, politici, personalità pubbliche, e da diversi protagonisti del movimento antiracing mondiale, fra cui Pet levrieri Onlus e GREY2K USA. 

Il movimento antiracing e anticaccia

Non si può rimanere indifferenti o rassegnati davanti a questo sistematico sfruttamento, che procura sofferenza e morte a decine di migliaia di greyhound, lurcher e galgo ogni anno.

Ecco perchè negli ultimi decenni ha preso forma un movimento antiracing a livello mondiale, di cui la nostra associazione fa parte, mosso dalla consapevolezza che per fermare la macchina infernale dello sfruttamento e maltrattamento dei levrieri non basta adottare ma è necessario eliminare le cause alla radice.

Una vasta rete di associazioni, gruppi organizzati di attivisti e rifugi rende sempre più forte questo movimento che, a livello mondiale, dà voce alla sofferenza di greyhound, galgo e lurcher. Si batte contro le corse commerciali (racing e coursing) e la caccia, lavora per cambiare il modo di pensare e di considerare i levrieri, per far maturare una coscienza di condanna civile, per ottenere leggi di tutela per i levrieri e pene severe e certe per i reati, portare alla chiusura di tutti i cinodromi e rendere illegale la caccia a vista con i levrieri in tutto il mondo.

Il movimento è presente in gran parte dei Paesi in cui il greyhound racing e/o lo sfruttamento dei galgo sono pratiche legali: USA, Europa, Australia, Argentina, Macao, Nuova Zelanda e Uruguay. 


Alcuni nomi di organizzazioni che ne fanno parte: GREY2K USA Worldwide; Irish Council Against Blood Sports; Greyhound Awareness Cork; Limerick Animal Welfare e Galway SPCA in Irlanda, Greyhound Adoptions WA e Free the Hounds in Australia, Greyt Exploitations, Greyhound Compassion e Antiracing Kent in UK, Scotland Against Greyhound; Anima Macau, Animal Australia, Proyecto Galgo Argentina, Pet levrieri in Italia. 

Pet levrieri è al momento l’unica associazione italiana tra gli esponenti del movimento mondiale antiracing, e l’unica associazione antiracing in Italia. 

Le attività del movimento

Il movimento agisce su tre livelli: informazione al pubblico, organizzazione di iniziative di mobilitazione civile e attività di pressione e proposta politica. Il suo obiettivo è mostrare che il greyhound racing e la caccia a vista sono due business profondamente legati, ben più di quanto possa sembrare. Due facce della stessa tragedia.



Per ottenere i cambiamenti culturali e legislativi auspicati è sempre più evidente che non basta la logica de “l’importante è salvare i cani”. Programmi di adozione fini a se stessi, infatti, non fanno altro che alimentare il sistema corse-caccia-scommesse che sta alla base dello sfruttamento dei levrieri.

È necessario, quindi, coinvolgere l’opinione pubblica portando alla luce la realtà che il greyhound racing e la caccia coi galgo nascondono, e documentandone le crudeltà.

In quest’ottica, il lavoro investigativo di raccolta di dati sugli incidenti e sugli abusi è fondamentale. Così  come lo sono le mobilitazioni civili e politiche per obbligare l’industria a documentare nascite, passaggi di proprietà, infortuni, storia clinica-veterinaria e decessi di tutti i greyhound.

Parallelamente, è necessario costruire una rete sempre più ampia con altre organizzazioni animaliste. Agire sull’opinione pubblica e sulla politica. Sedere ai tavoli di lavoro istituzionale in tema di welfare animale e di gioco d’azzardo.

E, infine, catturare l’attenzione dei media e ottenere l’appoggio alle campagne antiracing e anticaccia di personalità dello spettaccolo, della cultura e dello sport, e farle portavoce dei diritti dei levrieri e della loro causa.

Solo così si possono ottenere cambiamenti necessari in termini di leggi e di sanzioni.

L’importanza del contesto nella lotta antiracing e anticaccia

Come in tutte le lotte per i diritti che vogliono essere vincenti, occorre avere una visione chiara e una strategia efficace, ma anche conoscere il quadro geopolitico internazionale e locale. Una conoscenza necessaria per declinare efficacemente le strategie nei singoli Paesi e stabilire le priorità d’intervento. Ogni azione, infatti, è legata a un’altra azione e la influenza.

I tempi per sconfiggere il greyhound racing nel mondo sono maturi e si è giunti a buon punto del cammino. I segnali di un’industria in crisi sono sempre più evidenti. Così come sempre più diffusa è la consapevolezza dell’opinione pubblica che il greyhound racing è intrinsecamente crudele e incompatibile con qualsiasi standard minimo di sicurezza e benessere per i cani.

Gli utili sono in calo e i cinodromi vivono una crisi di pubblico. In alcuni casi, chiudono.

Il greyhound racing in Europa e nel mondo: il contesto attuale

Negli USA, il numero degli Stati in cui le corse sono legali è in costante diminuzione. Solo in 4 stati le corse commerciali sono ancora legali: Alabama, Iowa, West Virginia e Texas. 
Lo stato della Florida (la roccaforte del greyhound racing in USA) ha messo al bando il greyhound racing il 6 novembre 2018. A novembre 2019, l’unica pista di levrieri in Arkansas ha scelto di eliminare gradualmente le corse dal vivo entro dicembre 2022.

Il Canidrome di Macao (regione autonoma cinese), il peggiore cinodromo al mondo, ha chiuso definitivamente i battenti il 21 luglio 2018. 
Anche in Australia ci sono state importante conquiste. 
L’Argentina ha approvato una legge che vieta le corse e in Uruguay il Parlamento sta vagliando una proposta di legge che ha lo stesso obiettivo.

Anche in Europa i segnali di cambiamento sono forti. Tra le proteste dell’industira del racing, a Londra è iniziato lo smantellamento dello storico circuito di Walthamstow. Il 19 dicembre 2019 è stata decisa la chiusura del  Belle Vue Manchester, che era il più vecchio e più grande cinodromo del Regno Unito, costruito nel 1926, ed era l’ultimo rimasto ancora operativo nel Nord Ovest dell’Inghilterra. Due cinodromi irlandesi hanno annunciato la loro chiusura nel settembre 2019. Contemporaneamente, la crisi economica sta erodendo il giro d’affari delle scommesse. Con il supporto della mobilitazione di numerose associazioni, tra cui la nostra, inoltre, presso il Parlamento Europeo sono arrivate iniziative di legge per il pieno riconoscimento dei levrieri come animali d’affezione.

Criticità e soluzioni

C’è chi sostiene che l’industria si autodistruggerà sotto i colpi della crisi economica. O chi pensa di poter convincere i suoi attori a smettere di sfruttare i greyhound. Sono le stesse persone che ci hanno spiegato che i greyhound sono atleti amati e tenuti in considerazione.

La verità è che l’industria non si autodistruggerà e non smetterà di sfruttare i greyhound. Prova ne è il fatto che, pur essendo in crisi, trova sempre nuovi modi per sopravvivere.

Per esempio, sfruttando il nuovo mercato delle scommesse a distanza, basato sulla trasmissione di corse pomeridiane in Paesi lontani, come l’Azerbaijan. Allo stesso modo, resta molto difficile la situazione spagnola. In alcune zone i levrieri maltrattati sono moltissimi, la cultura della difesa degli animali è poco diffusa e le leggi inadeguate o non applicate.

Per questo motivo l’unica soluzione è mostrare all’opinione pubblica che cosa sono davvero il racing e la caccia. E questo vuol dire dare visibilità a greyhound, galgo e lurcher e alla loro condizione di sfruttamento.

Dare visibilità significa, a sua volta, dare la possibilità a chi non conosce queste realtà di valutare e prendere posizione. Solo così è possibile, con il tempo, isolare la feccia dell’industria delle corse e della caccia. 

Ecco alcune prove che dimostrano che di feccia si tratta. Nel 2017, a Londra, Bruno Berwik ha ricevuto un premio come miglior allevatore inglese di greyhound. Un anno dopo, ha perso la sua licenza perché ha dopato un cane con la cocaina. Premiata anche Diane Henry, malgrado abbia usato come fattrice una grey di quasi 11 anni.

Come si può pensare di dialogare con persone senza scrupoli per convincerle a smettere di sfruttare i greyhound? Un’utopia, nella migliore delle ipotesi.

Che cosa si può fare?

Non si può dialogare. Ciò che occorre fare è lavorare con serietà, determinazione, lungimiranza e in modo organizzato. L’obiettivo è far conoscere all’opinione pubblica la crudeltà del greyhound racing e della caccia a vista con i galgo. 

Questa è la battaglia che porta avanti il movimento antiracing mondiale di cui facciamo parte. 


Ogni cittadino nel mondo può aiutare e sostenere questo movimento. Può diventare ambasciatore della causa per i diritti dei levrieri e costruire per loro un futuro di rispetto e libertà.

Basta poco. Basta informarsi e informare. Aderire alla campagne. Adottare dalle associazioni antiracing e anticaccia. Sostenere le associazioni e i gruppi antiracing. 



Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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