Welfare

Ho vissuto la mia vita in una gabbia la museruola anche a Natale. Volevo giocare ma questo era proibito. Ho dormito su ritagli di giornale, loro dicevano che tengono lontana l’umidità. Ma era freddo e non era morbido. Mi toccavano perché i miei muscoli fossero a posto mai con amore. Mi facevano passeggiare attaccato a una macchina. Mi portavano in un posto pieno di urla, mi spingevano dentro una gabbia e io correvo forte forte. Io ho avuto fortuna, non come altri, caduti alla prima curva e scomparsi per sempre. Io ho avuto fortuna, ho corso e ho vinto. Non era una gran vita ma era vita. Io ho avuto fortuna, credevo. Poi un giorno mi hanno preso, hanno detto che avrei dormito un dolce sonno. Tutto legale, regolamentato. Ora sono qui sul ponte e vedo altri correre felici verso il loro amico e compagno. Io non ho nessuno verso cui correre e questo è il mio inferno più grande.