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Una farsa propagandistica

Finalmente il GBGB, l’ente che gestisce l’industria in Gran Bretagna, e il suo CEO, Mark Bird, hanno scoperto il problema dei greyhound inglesi e irlandesi spediti a figliare in condizioni spesso vergognose in paesi come Cina o Pakistan.

Che questo accadesse regolarmente era noto da tempo a chiunque frequentasse le pagine web delle associazioni antiracing come Greyt Exploitations e Caged Nationwide. Noi stessi abbiamo pubblicato numerosi articoli su questo problema nel corso degli ultimi anni. Dunque appare sospetto che solo ora l’industria si occupi di un problema noto da tempo e sul quale aveva e ha certamente più informazioni disponibili di quante ne possiamo avere noi: infatti, o GBGB sapeva e si è disinteressato oppure non sapeva e quindi è all’oscuro di quello che accade e di cui dovrebbe avere controllo. Dal momento che noi non pensiamo che siano così inetti, propendiamo per la prima ipotesi.

Noi riteniamo che il nuovo interesse, presunto, dell’industria per il problema dell’esportazione sia dovuto alla grande copertura mediatica che ha avuto questo tema. In poche parole si tratta di un’operazione di marketing che serve a Mark Bird e soci per cercare di mostrare che loro sono interessati al welfare. Probabilmente finirà come sempre, con una raccomandazione ai trainer, ma con l’ammissione che non si può proibire a un privato di mandare i cani dove vuole purché nel rispetto delle leggi.

Ricordiamo che nel 2011, l’IGB, ente che gestisce le corse in Irlanda, cercò di accordarsi per esportare massicciamente i greyhound irlandesi in Cina1: il piano venne fermato ma ciò non ha impedito ai privati di continuare a esportare allegramente in Asia con il tacito consenso dell’industria e del governo.

Che potere coercitivo potrebbe avere una regola interna all’industria senza una legge apposita che rendesse penalmente rilevante l’esportazione verso alcuni paesi?

GBGB e IGB vogliono proporre una legge per punire con il carcere chi esporta in Cina o in Pakistan? E il governo inglese o quello irlandese sarebbero disporsi ad assumersi l’onere di un divieto che avrebbe profonde implicazioni di politica commerciale e di politica estera.

Peraltro come potrebbe essere realizzato un reale divieto? Con una lista di paesi vietati? E chi potrebbe impedire ai proprietari di esportare i cani in paesi in cui non è vietato e poterli spedire da lì. E chi dovrebbe poi stabilire quali paesi siano ok e quali no?

Il Pakistan per esempio ha una legislazione sul welfare, peccato che risalga all’età coloniale e nessuno la applichi. Anche in Spagna ci sono le leggi di protezione, ma spesso sono inapplicate. Insomma, molto fumo e poco arrosto. Inoltre discutere di esportazione senza coinvolgere l’IGB e il governo irlandese non avrebbe alcuna efficacia pratica, dal momento che la gran parte dei cani esportati viene dall’Irlanda.

Anche per questi motivi noi abbiamo detto con chiarezza che solo la fine del greyhound racing commerciale porrà fine all’esportazione, come abbiamo già esposto in

Esportazione e greyhound racing commerciale

L’interesse verso il problema dell’esportazione da parte di GBGB ha però anche un altro scopo, cioè quello di distogliere l’attenzione dal vero problema, che non è in Cina ma in UK (e in Irlanda).

Come giustifica Mark Bird l’eliminazione di più di 1000 greyhound nel 2017?2

Cosa risponde a Greyt Exploitations che chiede di rendere pubblica e chiara la destinazione dei 7661 greyhound che sono usciti dalle corse nel 2017?3

Cosa risponde GBGB alla richiesta fatta dal movimento antiracing di spiegare che fine hanno fatto i 2477 greyhound spariti nel 2017 e di cui mancano informazioni precise nei dati ufficiali?4

GBGB aveva preso un impegno5 alla trasparenza con il Ministero dell’Agricoltura, perché non spiega perché non rende pubblici i dati delle esportazioni dei cani che sono stati spediti all’estero?

Una discussione sull’esportazione senza una chiara risposta a questi quesiti serve soltanto a perdere tempo senza andare al cuore della questione, cioè che il greyhound racing non ha nessun interesse reale al benessere dei cani.

Massimo Greco


Note 
1) https://www.petlevrieri.it/articoli-denuncia/gia-nel-2011-ligb-puntava-sullesportazione-dei-greyhound-irlandesi-e-delle-corse-commerciali-in-cina/
2)http://greytexploitations.com/another-87-dead-greyhounds/
3) https://www.petlevrieri.it/articoli-denuncia/che-fine-hanno-fatto-i-7661-greyhound-scartati-dallindustria-delle-corse-in-uk-nel-2017/
4)Injury and Retirement Data
https://www.petlevrieri.it/articoli-denuncia/il-report-di-greyt-exploitations-allapdawg-dati-schiaccianti-sulla-crudelta-del-greyhound-racing/
5) Accordo tra il Defra (Department for Environment, Food & Rural Affairs, il ministero dell’agricoltura britannico) e la GBGB http://greytexploitations.com/wp-content/uploads/2019/04/GBGB-Defra-non-regulatory-agreemnet.pdf

Alcune altre fonti
http://greytexploitations.com/resources-reports/greyt-exploitations-in-the-media/
https://www.petlevrieri.it/articoli-denuncia/un-altro-levriero-irlandese-e-finito-in-cina-un-paese-in-cui-i-cani-vengono-bolliti-vivi-e-macellati/
http://greytexploitations.com/resources-reports/china-crisis-in-the-media 
https://www.petlevrieri.it/articoli-denuncia/sunday-mirror-i-cani-da-corsa-britannici-venduti-in-cina-per-la-loro-carne-li-hanno-mandati-al-macello/
https://www.petlevrieri.it/articoli-denuncia/greyhound-irlandesi-esportati-subiscono-abusi-terribili-nelle-mani-dei-nuovi-proprietari-in-pakistan-cina-e-argentina/
https://www.petlevrieri.it/articoli-denuncia/beyonce-star-ora-12-anni-e-stata-esportata-in-cina-per-produrre-cuccioli-e-quando-non-sara-piu-in-grado-di-farlo/
https://www.petlevrieri.it/articoli-denuncia/20-grey-irlandesi-ex-campioni-venduti-in-cina-e-sfruttati-per-la-riproduzione/
https://www.petlevrieri.it/articoli-denuncia/grido-dallarme-anche-dal-grai-contro-lesportazione-dei-greyhound-irlandesi-in-cina-macao-spagna-argentina-cile-e-pakistan/
https://www.petlevrieri.it/news-su-pet-levrieri/mobilitazione-internazionale-del-movimento-antiracing-contro-lesportazione-dei-greyhound-irlandesi-a-macao-in-cina/
https://www.petlevrieri.it/video-denuncia/cina-mercato-della-carne-salvati-a-xian-724-cani-tra-cui-levrieri-provenienti-dal-greyhound-racing-attenzione-immagini-forti/

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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