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Un altro giorno, un’altra morte: questo uomo ammazza levrieri su scala industriale

Riportiamo la traduzione dell’articolo “Another day, another death: this man slaughters greyhounds on an industrial scale”, scritto dal giornalista Daniel Foggo il 16 July 2006 sul The Sunday Times.

Daniel Foggo, inviato del Sunday Times, è riuscito a documentare tramite un filmato nascosto e a denunciare l’uccisione di Clash Nitro e Rent A Flyer , mentre venivano condotti verso la morte a Seaham County Durham. Erano solo due dei 10.000 greyhound che David Smith ha ucciso con un colpo in testa con la pistola captiva, nel corso di 15 anni, nel mattatoio di Seaham.

 

Un altro giorno, un’altra morte: questo uomo macella levrieri su scala industriale

Sotto gli occhi dei suoi rottweiler alla catena, il barbuto e occhialuto Smith ha portato gli agili cani da corsa – uno un tigrato e l’altro nero con macchie bianche, in un capannone.
I due cani apparivano allegri e vigili come se sperassero che presto avrebbero potuto correre liberi. Ma pochi secondi dopo si sono sentiti due colpi secchi. Erano stati uccisi.

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Chiunque avesse lavorato in un mattatoio avrebbe riconosciuto i suoni come i colpi di una pistola a chiodo (pistola captiva) un’arma che spara una barra di metallo con forza sufficiente a rompere il cranio più duro.

Dal capannone i cani sono emersi morti sulla carriola insanguinata di Smith che li ha scaricati in una buca appena scavata su un lato del suo terreno da un ettaro prima di coprire la fossa di terra utilizzando una pala meccanica. Smith ha poi osservato per un momento con aria soddisfatta il suo terreno: dall’altra parte della recinzione le sue lattughe crescevano bene.

L’episodio è stato fotografato mercoledì da un fotografo del Sunday Times. Si è ripetuto il giorno dopo, questa volta con i levrieri che escono da un furgone bianco e da una Ford Mondeo argento prima di scomparire nel capannone di Smith per essere uccisi.

Questa scena si è ripetuta regolarmente in questo angolo appartato della città balneare di Seaham, nella contea di Durham, una strage che può essere portata alla luce oggi, per la prima volta, dopo l’indagine del Sunday Times.

Il mattatoio e il cimitero non ufficiale di Smith hanno tranquillamente lavorato con l’industria delle corse dei greyhound nel nord della Gran Bretagna per circa 15 anni. Il giornale ha calcolato che, in quel periodo, almeno 10.000 cani sono stati uccisi e sepolti nel terreno sul retro della casa. Prima di Smith, suo padre, ora ottantunenne, ha fornito lo stesso servizio.

Secondo un’informazione proveniente dall’interno del settore, si tratta di un segreto che gli addestratori e i proprietari di greyhound sono stati ben attenti a mantenere. Ci hanno detto:

“Uccidere solo due cani al giorno è per Smith una brutta giornata. Non è raro per lui ucciderne circa 40 al giorno e se qualcuno scavasse in quel giardino troverebbe qualcosa di simile ai campi di sterminio. Smith con questo lavoro ha trovato una miniera d’oro”.

“Questo servizio è per gli allenatori autorizzati che hanno 50 o 60 cani. I levrieri sono utilizzati per le gare del pomeriggio che si vedono in televisione. Questi cani hanno fatto fare ad un sacco di gente un sacco di soldi e non meritano di essere uccisi con un colpo in testa. E’ uno scandalo per il quale l’industria delle corse dovrebbe vergognarsi”.

Gli attivisti hanno a lungo sospettato che tale operazione fosse gestita da qualche parte in Gran Bretagna, ma non sono mai stati in grado di individuare dove.

La RSPCA dice che ogni anno circa 12.000 levrieri scompaiono senza lasciare traccia.

I greyhound, come corridori, hanno una vita breve. Una volta raggiunti i 3/5 anni, i greyhound da corsa, considerando un’aspettativa di vita dai 12 ai 14 anni circa, sono considerati troppo lenti per competere. Alcuni vanno nelle case private come animali domestici, in conformità con la politica ufficiale del National Greyhound Racing Club (NGRC), l’organo di governo del settore. Molti altri semplicemente scompaiono.

Debbie Rothery, che gestisce un rifugio per levrieri nel West Yorkshire, ha detto che migliaia di levrieri vengono uccisi ogni anno sotto il naso del NGRC.

E’ un sordido segreto che nessuno vuole conoscere, è giunto il momento che sia rivelato. La RSPCA ha detto che non hanno il tempo di perseguire coloro che abusano dei levrieri e il parlamento non fa nulla perché stanno facendo troppi soldi con questa industria.”

Le corse dei levrieri rappresentano un grande business, che ogni anno attrae 3,5 milioni di persone alle piste, con altri milioni che guardano le gare in televisione. Ogni anno ben 2,5 miliardi di sterline vengono scommesse e circa 70 milioni vanno al governo come imposta.
Negli ultimi anni, il settore ha aggiornato la sua immagine pubblica, aiutato da una copertura televisiva regolare e da proprietari famosi come Freddie Flintoff, il famoso giocatore inglese di cricket.

Tuttavia, lo scandalo dei cani scomparsi è rimasto nascosto e chi, all’interno del mondo delle corse ha tentato di esporlo, è stato rimosso.

Uno di loro è Pauline Harrison di Barnsley, proprietaria di un levriero, che si è scontrata con menzogne e vaghezza quando ha cercato di scoprire cosa era accaduto al suo campione Stormy Silver. Il cane aveva cinque anni quando nel 2002 Pauline ha deciso di ritirarlo dalle corse. Terry Dee, un allenatore registrato dello stadio Kinsley, una pista con licenza nei pressi di Pontefract, West Yorkshire, si è offerto di trovargli una nuova casa.

 “Me lo ha portato via, ma quando un paio di settimane più tardi, ho cercato di scoprire come Stormy Argento si stesse ambientando nella sua nuova casa, Dee non ha mai risposto. Alla fine sono andata al ricovero dove mi hanno detto che non avevano ricevuto cani da Kinsley2.
“Allora Dee ha detto di aver mentito e di averlo dato a una donna, ma ci sono volute settimane per ottenere il numero di telefono. Alla fine, ho parlato con questo presunto nuovo proprietario e lei mi ha detto che il cane stava bene. Ma Stormy Silver aveva un dito del piede mancante e quando le ho chiesto quale piede fosse, lei non ha saputo rispondere. Ha detto che avrebbe richiamato, ma dopo questa conversazione, il numero è diventato irraggiungibile. “

Anche i proprietari di alcuni degli altri 52 cani affidati a Dee vogliono sapere dove sono andati a finire i loro animali. Dopo che si sono lamentati, Dee è stato portato davanti alla NGRC e ha detto di aver dato i cani a stazioni di servizio autostradali, ma di non aver conservato gli indirizzi.

Gli è stata tolta la licenza di allenatore, ma gli ex proprietari ancora non sanno che cosa sia accaduto ai loro cani. Il sospetto è che Dee, scomparso alcuni mesi fa, li abbia portati a Smith. L’informatore all’interno del settore, ha dichiarato:

“Tutti sanno che i cani sono andati a finire là. L’inchiesta ha insabbiato tutto, una volta che Dee non era più un allenatore con licenza si sono disinteresssati a lui. Dopo essere stata informata del destino del suo cane dal Sunday Times Harrison ha detto: “E ‘orribile, mi era venuto il sospetto che fosse successo qualcosa di simile.”

Il Sunday Times ha iniziato la sua inchiesta dopo una soffiata da parte di un insider dell’ambiente corse che ha pensato fosse il momento di parlarne e porre fine a questa pratica. Un giornalista, fingendosi un proprietario che voleva disfarsi dei suoi cani, ha telefonato a Smith, la cui moglie Maureen ha risposto al telefono chiedendogli cosa volesse.

“Si tratta di alcuni cani”, ha detto il giornalista e si è offerto di richiamare. Lei lo ha interrotto bruscamente e gli ha detto in tono deciso: “Vuoi eliminare alcuni cani, vero? Nove e mezzo del mattino, dalla porta del giardino”. “Ogni mattina?” “Ogni mattina, ad eccezione della domenica.” ha detto la donna.

La settimana scorsa il giornalista si è presentata dagli Smith mentre altri due proprietari di cani, un uomo in jeans col berretto da baseball e una donna col gilet trapuntato stavano andando via insieme in un furgone blu cobalto.

L’appezzamento di terreno dove sono sepolti i levrieri macellati si trova su un altopiano appartato appena sotto il grande bungalow di mattoni rossi degli Smith. Nelle vicinanze c’è un ruscello in cui i resti dei cani in decomposizione potrebbero percolare, anche se è stato prosciugato la settimana scorsa.

Come Smith è uscito dal capannone dove si era appena interrotta la vita dei due cani, il giornalista gli ha detto che aveva otto levrieri da eliminare, Smith, che mai ha chiesto perché volesse ucciderli, ha risposto che non c’era problema ed è ritornato di corsa al suo lavoro di imprenditore edile.

Ha anche lamentato il fatto che molti dei suoi clienti erano recalcitranti a pagare la quota di £ 10 per ogni cane ucciso e ha aggiunto:

“Quando pensi che dal veterinario costa 60 o 70 sterline, che cosa devo fare? Onestamente devo dire che sto pensando di smettere “
“Penso che se continuano a lamentarsi per le 10 sterline ne chiederò 15. Non si deve chiedere lo sconto, a 10 sterline lo sto già facendo per niente”.
“Sto fornendo un servizio, perché l’amministrazione comunale e tutti coloro che vengono qui, la RSPCA. . . ci hanno pregato di non chiudere, perché se io chiudessi ci sarebbero cani ovunque per strada. “Le persone non pagherebbero le 50, 60 o 70 sterline ai veterinari, li abbandonerebbero per strada, questo è quanto mi hanno detto.”

E ha continuato a lamentarsi, dicendo che trovava l’uccisione senza fine “una seccatura”.


“L’ho fatto per molti anni, e mio padre prima di me e l’ho fatto e non mi dà fastidio. Comunque se dovessi chiudere domani chiuderei. E’ una seccatura. Per cosa? Per quel poco che guadagno”

Il giornalista ha suggerito che avrebbe potuto esaurire lo spazio per seppellire i cani, Smith ha indicato l’angolo più lontano del terreno e ha detto:

“Mi ci vogliono circa tre anni per arrivare là e quando ci arriverò potrò iniziare di nuovo qui, c’è rimasto solo qualche osso quindi non c’è problema”

La RSPCA ha negato di aver mai incontrato Smith. Un portavoce ha detto che queste uccisioni sono ingiustificate e non necessarie, ma non necessariamente illegali. Dal 1997, chiunque può possedere, senza permesso, una pistola a chiodo per uccidere gli animali, ma può essere perseguito se gli animali sono uccisi con crudeltà.

L’anno scorso la RSPCA, per ragioni non mediche, ha soppresso 1.045 cani, ma insiste sul fatto che si è fatto solo come ultima risorsa, una volta tutte le altre opzioni sono state esaurite.

“Questa è una triste riflessione sul settore delle corse dei levrieri, che dovrebbe cambiare il suo modo di agire”

ha affermato Steve Cheetham, portavoce veterinario del RSPCA.

“E ‘imperativo che l’industria finalmente ammetta che c’è un problema e lavori con le organizzazioni preposte per studiare urgentemente il modo di affrontare questa come una questione.”

Alistair McLean, capo esecutivo della NGRC, ha detto che l’industria delle corse ha contribuito a finanziare il ritiro di circa 3.000 dei 10.000 cani che smettono annualmente di correre sulle sue 30 piste ufficiali. Ma anche se richiedono agli allenatori di comunicare ciò che accade ai cani dopo il pensionamento, rendere i controlli rigorosi è molto difficile.


“La nostra politica è chiara, vorremmo che i cani venissero opportunamente reinseriti. I levrieri diventano degli splendidi animali da compagnia. E’ assolutamente contro le nostre regole utilizzare una persona come Smith”,

ha detto McLean.
Clarissa Baldwin, direttore esecutivo del Dogs Trust, ha detto:

“Uno delle nostre grandi battaglie con l’industria è che non hanno idea di cosa sta succedendo nel loro ‘sport’.”

Quando interrogato, Smith ha negato qualsiasi uccisione di cani, ma più tardi ha detto che stava facendolo solo per “fare un favore alla società” e che ha dato il ricavato in beneficenza. Ha anche affermato che la maggior parte dei cani erano malati o feriti. Ha rifiutato di stimare il numero di cani che aveva eliminato e ha detto che da qualche settimana non ne ha ucciso nessuno. E ha aggiunto: “Adesso ho smesso.”

Correre liberi
Molti levrieri sono tenuti in spazi angusti per gran parte della loro vita e, a volte, devono partecipare a diverse gare a settimana. Ci sono state accuse persistenti che alcuni sono drogati al fine di rallentarli in modo che i bookmakers offrano quote migliori la corsa successiva.

Un insider dell’industria, ha dichiarato:

“Ci sono molti modi per farlo – eccessiva alimentazione prima di una gara o somministrando beta-bloccanti. Invece, per farli correre più veloci danno loro cocaina, che funziona in pochi secondi”.

I critici affermano che gli allenatori possono aggirare i test antidroga.

Tre quarti dei levrieri da corsa in Gran Bretagna sono nati in Irlanda, dove l’allevamento e la loro esportazione è una grande industria. Sono pronti a competere a 16 mesi. Solo i pochissimi abbastanza veloci per partecipare alle gare più importanti ottenendo successi e notevoli premi in denaro saranno apprezzati e eventualmente passati alla riproduzione. Ma la maggior parte sarà adatta solo per le gare minori che costituiscono la maggior parte delle 71.000 corse che hanno luogo annualmente in Gran Bretagna.

“I cani delle gare del pomeriggio, sono fatti solo per correre, correre, correre”, ha detto l’insider. “Poi, quando si azzoppano o invecchiando perdono un po ‘di velocità, vengono tranquillamente eliminati.”

© Riproduzione riservata

Articolo originale: Another day, another death- this man slaughters greyhounds on an industrial scale

Fonte:

http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/news/uk_news/article188329.ece
http://greytexploitations.com/in-remembrance/

 

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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