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Relazione della fondazione Affinity  riguardo l’abbandono, la perdita e l’adozione di animali da compagnia in Spagna nel 2018. 

LUI NON LO FAREBBE MAI 

Relazione della fondazione Affinity  riguardo l’abbandono, la perdita e l’adozione di animali da compagnia in Spagna nel 2018. 

Analisi dei risultati

Relatore: dr. Jaume Fatjo, direttore della cattedra Fundacion Affinity Animali e Salute

SINTESI DEI RISULTATI :

-L’abbandono di animali da compagnia costituisce ancora una volta il principale problema del benessere degli animali da compagnia in Spagna.

-Il numero di animali che arrivano nelle case di rifugio e protezione e` comparabile a quello osservato nel 2017. Dunque, possiamo affermare che approssimativamente 17 su ogni 1000 cani e 10 su ogni 1000 gatti che vivono in Spagna sono finiti lo scorso anno in casa di rifugio e protezione.

-I cani che posseggono un microchip, vengono piu`facilmente restituiti ai loro proprietari. L’identificazione con microchip si conferma come uno dei metodi piu’ efficaci contro la perdita e l’abbandono di animali da compagnia.

-circa il 40% dei cani e gatti che entrano in case di rifugio e protezione vengono adottati. Senza dubbi, la cifra pare essersi stagnata, con valori simili a quelli osservati 5 anni fa.

-nei rifugi arrivano piu’ cuccioli di quanto ci si aspetterebbe , se teniamo in considerazione la loro presenza nella popolazione generale di cani e gatti.

– i cani di dimensione medio e grande arrivano nelle case di rifugio e protezione con molta piu`frequenza di quanto ci si aspetterebbe, considerando la loro presenza nella popolazione generale di cani.

-le cucciolate non desiderate si confermano nuovamente essere la ragione piu`importante per cui cedere un cane o un gatto ad un rifugio.

-i cuccioli abbandonati vengono adottati piu`facilmente di animali adulti.

-la meta`degli enti di protezione animali che hanno partecipato a questo studio , si occupa di colonie feline in maniera regolare.

Quanti cani e gatti sono stati accolti da rifugi nel 2018?

I dati principali :

– lo scorso anno sono stati accolti 138.407 cani e gatti .

104.688 cani

-33.719 gatti

Nota: queste cifre sono il risultato di una stima fatta a partire dai dati di 327 organizzazioni`di protezione, comuni e provincie di tutta la Spagna.

-i dati precedenti permettono di affermare che il tasso di abbandono e/o perdita di animali e`di 22 cani e 7 gatti per ogni 10.000 abitanti (popolazione spagnola stimata :46.733.038 persone ).

-l’abbandono e la perdita colpisce il 1,7% dei 6.300.000 di cani e quasi l’ 1% dei 3.800.000 gatti che si stimi vivono in Spagna.

Figura 1. Evoluzione del numero di animali che entrano ogni anno in rifugi e case di protezione animali .

 

Figura 2. Evoluzione del numero di cani che entrano ogni anno in rifugi e case di protezione animali.

Figura 3. Evoluzione del numeo di gatti che entrano ogni anno in rifugi e case di protezione animali.

 

Se teniamo conto del fatto che non tutte le famiglie possiedono un animale da compagnia in casa , le cifre sono sempre piu`preoccupanti. Come diciamo di anno in anno, l’abbandono e`un problema strutturale, che richiede un maggior lavoro e cooperazione da parte di tutti gli agenti, pubblici e privati , implicati nella sua prevenzione.

La nostra conclusione:

L’abbandono e la perdita di cani e gatti costituisce il maggior problema del benessere di animali da compagnia nel nostro paese.

Le cifre globali di abbandono e perdita sono virtualmente uguali a quelle osservate nel 2017. Dopo una leggera riduzione negli ultimi anni del numero di animali che arrivavano nei rifugi e nelle case di protezione animale , i dati del 2017 e 2018 indicano addirittura un leggero peggioramento del problema, con cifre simili a quelle osservate nel 2014 (figue 1,2, e 3).

L’abbandono e`uno dei problemi principali riguardanti il benessere degli animali da compagnia.

Qual è il numero reale di animali da compagnia che viene abbandonato?

I dati chiave:

-Il 18.2% dei cani e gatti raccolti dai rifugi e dalle case di protezione animale sono stati restituiti o raccolti dai proprietari. La figura 5 dimostra l’evoluzione del numero totale degli animali recuperati dai proprietari e di quelli che possono essere considerati persi o abbandonati. Come vedremo piu`avanti, esistono importanti differenze tra le razze.

-Il 25% dei cani recuperati dai rifugi e case di protezione animale, sono stati restituiti ai proprietari (figura 6). Il dato e`simile a quello osservato nel 2015, la migliore negli ultimi 10 anni (figura7a). La figura 7b mostra il numero di cani recuperati dai proprietari e di quelli considerati persi o abbandonati .

-Solo il 3,3% dei gatti recuperati da rifugi e case di protezione animale sono stati restituiti ai proprietari (figura 8). Questi dati sono praticamente uguali a quelli osservati nei quattro studi precedenti riguardanti l’abbandono e la perdita degli animali (figura 9a). Nella figura 9b si puo`osservare il numero di gatti recuperati dai proprietari ed infine il numero di quelli considerati abbandonati o persi.

-In relazione all’importanza che ha il microchip per il recupero dell’animale, mostriamo in primo luogo il numero di animali che arrivano in rifugio correttamente identificati (figura 10a), in secondo luogo la percentuale di animali identificati recuperati dai proprietari (figura 10b) e, in terzo luogo, i motivi per cui gli animali identificati non ritornano poi con i proprietari legali (figura 10c).

Il 34,3 % dei cani ed il 4,5% dei gatti che arrivano in rifugio, vengono correttamente identificati con il microchip (figura 10a). 

E’ stato possibile restituire ai proprietari il 61,1% degli animali che sono arrivati in rifugio con il microchip (figura 10b). I principali motivi per cui non e`stato possibile restituire un animale sono stati il rifiuto da parte dei proprietari di riaverlo e l’impossibilità di localizzarlo, questo perchè`i dati di identificazione non erano corretti , perché non furono registrati in una banca dati ufficiale, o perché e stato utilizzato un microchip non omologato (figura 10c).

Figura4. Destino degli animali che arrivano in rifugio o casa di protezione animale.

 

Figura 5. Evoluzione dei dati di cani e gatti arrivati in rifugio e recuperati dai proprietari o che infine si possono considerare abbandonati o persi.

In arancione si indica il numero totale di cani e gatti che arrivano al rifugio. Tra di essi, la linea grigio chiaro mostra quelli che vengono recuperati dai proprietari. In grigio si osserva il numero totale di animali che possono essere considerati persi o abbandonati, una volta sottratto quelli che vengono recuperati dai proprietari.

 

Figura6. Destino dei cani che arrivano in rifugio o casa di protezione animale.

Figura7a. Evoluzione della percentuale dei cani che arrivano in rifugio e vengono riscattati dai loro proprietari .

Figura 7b. Evoluzione del numero di cani che giungono in rifugio che vengono recuperati dai proprietari o che infine si possono considerare persi o abbandonati.

In arancio si mostra il numero totale di cani che giungono in rifugio. Tra di loro, la linea grigio chiaro mostra quelli che vengono riscattati dai loro proprietari. In grigio si evidenzia il numero di cani che possono essere considerati abbandonati o persi in maniera definitiva, una volta sottratto il numero di quelli che vengono recuperati dai proprietari.

Figura 8. Destino dei gatti che giungono in rifugio o in casa di protezione animale.

Figura 9a. Evoluzione della percentuale di gatti che giungono in rifugio e vengono riscattati dai loro proprietari.

Figura 9b. Evoluzione dei dati dei gatti giunti in rifugio che vengono riscattati dai loro proprietari o che infine si possono considerare persi o abbandonati.

In arancio si mostra il numero totale di gatti che giungono in rifugio. Tra di loro, la linea grigio chiaro mostra quelli che vengono riscattati dai loro proprietari .In grigio si evidenzia il numero di gatti che possono essere considerati abbandonati o persi in maniera definitiva , una volta sottratto il numero di quelli che vengono recuperati dai proprietari.

Figura 10 a . Percentuale di cani e gatti identificati che giungono in rifugio per animali . Dal 2007 , con riduzioni significative, osserviamo una tendenza positiva nell’identificazione, nel caso di cani; non e`cosi per quanto riguarda i gatti.

Figura 10b. Percentuale di animali con microchip che vengono restituiti ai proprietari.

                                                6,1% restituiti ai proprietari               38,9%non restituiti ai proprietari

Figura 10c. Motivi per cui non e`stato possibile resituire animali con microchip ai loro proprietari.

Il proprietario e’ stato trovato ma non ha voluto riscattare l’animale  45,5%. 

Non è stato possibile rintracciare il proprietario per via di dati incorretti inseriti nella base dati 27,9%.

Non è stato possibile rintracciare il proprietario perchè`il chip non è attivo   13,1 %. 

Non è stato possibile rintracciare il proprietario perchè` il chip non è omologato 3,6 %. 

Non è stato possibile rintracciare il proprietario perchè`fuori dal paese  5,7%

Altri motivi 4,2%

Le nostre conclusioni :

Una notevole parte degli animali da compagnia che giungono in rifugio non corrisponde realmente ad un abbandono , quanto ad una perdita. 

-L’elemento chiave nel recupero di un animale randagio e`la possibilita`di localizzare i suoi proprietari e per raggiungerli e` fondamentale che l’animale sia adeguatamente identificato tramite microchip.

Circa il 18% del totale degli animali che giungono in rifugio vengono recuperati, mentre questa percentuale e`pari al 60% per quanto riguarda i cani e gatti identificati .

-Gli errori commessi nel procedimento di identificazione impediscono la corretta localizzazione dei proprietari dell’animale.

A tal proposito, e`importante ricordare che inserire un microchip non equivale ad identificare. L’identificazione e`un procediemento veterinario che include , da una parte, la collocazione di un microchip omologato sotto pelle, e dall’altro, la registrazione in una banca dati omologata per l’identificazione animale.

-La percentuale di cani identificati è in aumento, mentre quella del gatto si mantiene immutata.

Senza dubbio, queste cifre sono tuttavia molto basse rispetto al numero di animali identificati nel nostro paese, che secondo Affinity Pet Care somma al 85% nei cani e 34% nei gatti . Se teniamo in considerazione che identificare un animale da compagnia e`uno dei principali aspetti nell’avere un comportamento responsabile, i nostri dati suggeriscono che l’abbandono o la perdita di animali da compagnia ha a che fare, almeno in parte, con un fallimento nell’adempire alle obbligazioni e all’impegno che implica convivere con un animale domestico.

-La percentuale di gatti restituiti ai proprietari e’ nettamente inferiore rispetto a quella dei cani. Questo dato puo` sottolineare , da un lato, la minor proporzione di gatti identificati rispetto ai cani , e dall ‘altro, l’arrivo in rifugio di molti gatti di strada.

L’identificazione tramite microchip si conferma come una delle principali strategie per combattere l’abbandono e favorire il recupero di animali perduti.

E’ vero che in estate si abbandonano piu`animali ?

I dati chiave :

-Il numero totale di animali (cani e gatti) recuperati da entita` protettive e`stato del 30,6%, 38,1% e 31,3% rispettivamente per ognuno dei tre quadrimestri dell’anno (figura 11). Mostriamo inoltre i dati di recupero di animali per ogni mese (figura 12). Di nuovo, notiamo differenze considerabili tra cani e gatti .

-Il numero totale di cani recuperati da entita`protettive e`stato del 33%, 34,7% e del 32,3%rispettivamente per ognuno dei tre quadrimestri dell’ anno (figura 13). Mostriamo inoltre i dati di recupero di animali per ogni mese (figura 14).

– Il numero totale di gatti recuperati da entita` protettive per i tre quadrimestri dell’anno e`stato rispettivamente di 23,8%, 43,7% e 32,5% (figura 15). Mostriamo anche le cifre di recupero gatti per ogni mese (figura 16).

Figura 11. Distribuzione per quadrimestre (anno 2018) del totale di animali recuperati da entita` di protezione animali (espresso in percentuale rispetto al totale delle entrate)

Figura 12. Distribuzione mensile del totale di animali recuperati da entita`di protezione animale (anno 2018) ( espresso in percentuale rispetto al totale delle entrate )

Figura 13 . Distribuzione per quadrimestre del totale di cani recuperati da entita`di protezione animale (espresso in percentuale rispetto al totale delle entrate).

Figura 14. Distribuzione mensile del totale dei cani recuperati da entita`di protezione animale (espresso in percentuale rispetto al totale delle entrate)

Figura 15. Distribuzione per quadrimestre del totale di gatti recuperati da entita` di protezione animale (espresso in percentuale rispetto al totale delle entrate).

Figura 16. Distribuzione mensile del totale di gatti recuperati da entita` di protezione animale (espresso in percentuale rispetto al totale delle entrate)

Le nostre conclusioni :

L’abbandono e la perdita di animali e` un fenomeno presente nel corso di tutte le stagioni dell’anno. Questo dato contrasta con l’opinione, molto diffusa nella società, secondo cui i cani verrebbero abbandonati soprattutto prima delle vacanze estive. Per comprendere il leggero aumento di abbandono o perdita durante i mesi centrali dell’anno bisogna osservare il fenomeno tra cani e gatti in maniera separata.

– L’entrata di cani in rifugio e case di protezione è molto stabile durante tutto l’anno. Senza dubbi, l’entrata di gatti in rifugio e` molto piu` elevata durante il secondo quadrimestre dell’anno . Questo fenomeno può essere spiegato se pensiamo al fatto che la riproduzione nei gatti è stagionale, e che uno dei motivi principali di abbandono di animali da compagnia sono le cucciolate indesiderate. A tal proposito, studi realizzati indicano che la maggior parte delle cucciolate di gatti non sono volute dai proprietari.

La sterilizzazione e`un fattore fondamentale per prevenire l’abbandono di animali da compagnia .

Cosa succede ai cani e ai gatti che giungono nei rifugi animali?

I dati chiave :

-Come già detto, il 18,2% degli animali che arrivano in rifugio vengono restituiti ai loro proprietari (figura 4)

-Il 42,7 % viene adottato mentre il 15,6 % rimane in rifugio (figura 4)

Il 8,5% degli animali che arrivano in rifugio muoiono o vengono abbattuti per motivi di salute, mentre il 0,9 % sono abbattuti per cause non mediche (figura 4)

Cosa succede ai cani ?

-Per quanto riguarda i cani e come precedentemente affermato, il 25% viene restituito ai proprietari (figura 6).

-Il 43% viene adottato ( figura 6). Tra questi , il 70,8 % viene adottato da famiglie spagnole ed il 29, 2 % viene adottato da famiglie straniere (figura 17)

-Il 16,5% rimane in rifugio in attesa di adozione, il 5,4% muore o viene soppresso per cause mediche e l’1% per cause non mediche (figura 6).

Cosa succede ai gatti?

-Come gia affermato precedentamente, il 3,3% viene restituito ai proprietari (figura 8).

-Il 41,8 % viene adottato.Tra le adozioni , il 75% avviene in Spagna ed il 25% in altri paese (figura 17).

-Il 13,5% rimane in rifugio , il 13,5 % muore o viene abbattuto per cause mediche e il 0,7% viene abbattuto per motivi non medici (figura 8).

 

Figura 17. Destino delle adozioni di cani e gatti prese in carico da rifugi e case di protezione animale in Spagna.

Le nostre conclusioni:

La promozione delle adozioni si conferma essere una delle strategie fondamentali e piu`efficaci per la ridurre la popolazione di animali abbandonati.

-Una parte dei cani e gatti che giungono nei rifugi vengono adottati da famiglie di altri paesi. Questo dato indica un deficit nella Spagna per quanto riguarda l’adozione di animali da compagnia, non solo perche`non compensa il numero di animali abbandonati, ma anche perche`parte di queste adozioni vengono gestite al di fuori del nostro paese.

-Se non viene adottato, un animale da compagnia e`condannato a passare il resto dei suoi giorni in un rifugio o in molti casi ad essere soppresso.

I dati del 2018 mantengono la tendenza ad un rialzo nella percentuale di cani riscattati dai loro proprietari, ma registrano allo stesso tempo un leggero calo nella percentuale di adozione (figura 18a ).

Il numero di cani che rimangono nei rifugi ci desta molta preoccupazione . Se i numeri continueranno a seguire questa tendenza, a breve e a medio termine potrebbe aggravarsi ancora di più la situazione di sovrappopolamento delle quale soffrono disgraziatamente già molti rifugi e case di protezione animale.

Per quanto riguarda i gatti, ci preoccupa maggiormente il basso numero di animali riscattati dai proprietari che si mantiene bloccato durante gli ultimi anni , cosi`come l’elevata quantita`di abbattimenti (figura 18b).

Figura 18a . Evoluzione della proporzione di cani che vengono riscattati dai loro proprietari o adottati, che muoiono o vengono abbattuti , e che rimangono nei rifugi.

                        % cani abbattuti                % cani che restano in rifugio

                        % cani adottati                   % cani riscattati

 

Figura 18b . Evoluzione della proporzione di gatti che vengono riscattati dai loro proprietari o adottati, che muoiono o vengono abbattuti, e che rimangono nei rifugi.

 

                     %gatti abbattuti                  % gatti che restano in rifugio

                     %gatti adottati                     %gatti riscattati

L’adozione e`fondamentale per ridurre la popolazione di cani e gatti abbandonati.

Che tipo di animali vengono abbandonati?

I dati chiave:

-Quasi la meta`dei cani che giungono nei rifugi sono di taglia media  (49,1%), seguiti da quelli di taglia grande (27%) ed infine quelli di piccola taglia (23,9%). Senza dubbi, dobbiamo tenere in considerazione che la maggior parte dei cani che vivono nel nostro paese sono di piccole dimensioni (52,5%), seguiti dalla taglia media (29,5%) ed infine da quelli di taglia grande (18%). Dunque, possiamo affermare che nei rifugi giungono molto meno cani di piccole dimensioni di quello che ci si potrebbe aspettare , mentre non si puo`affermare lo stesso per quelli di medie e grandi dimensioni (figura 19).

-La maggior parte dei cani giungono in rifugio in eta`adulta (62,2%), seguiti dai cuccioli (24,5%), ed infine quelli in eta`avanzata o senior (13,3%). Senza dubbio, dobbiamo tenere in mente che la maggior parte dei cani che vivono nel nostro paese è di età adulta (70,8%), mentre i cuccioli e i senior rappresentano rispettivamente il 5,8% e il 23,4% della popolazione. Dunque, possiamo affermare che nelle case di protezione animale giungono molti piu`cuccioli di quanto ci si potrebbe aspettare, mentre che con i cani adulti e senior avviene l’opposto (figura 20a ).

-Quasi la meta`dei gatti che giungono in rifugio sono adulti (49,3%), seguiti dai cuccioli (40,5%) ed infine quelli in eta`avanzata o senior (10,2%). Senza dubbio, dobbiamo tenere in mente che la stragrande maggioranza dei gatti che vivono nel nostro paese sono adulti (70,2%), mentre i cuccioli e i senior corrispondono rispettivamente al 9,8% e al 20% della popolazione . Dunque, possiamo affermare che nelle case di protezione animale giungono molti piu`cuccioli di quanto ci si potrebbe aspettare, mentre che con i gatti adulti e senior avviene l’opposto (figura 20b).

 

Figura19. Dimensione dei cani che arrivano nei rifugi.

In grigio si indicano le percentuali dei cani di piccole, medie e grandi dimensioni che giungono nei rifugi e case di protezione animale . In arancione si evidenzia la percentuale di cani di varie dimensioni presenti nella  popolazione canina in generale.

*fonte: Affinity Pet Care (2017)

Figura 20a . Distribuzione per eta`dei cani accolti nei rifugi e case di protezione animale.

In grigio si evidenziano le percentuali di cani per ogni fascia di eta` che giungono nei rifugi. In arancio si indicano le percentuali di cani di ogni fascia di eta`presenti nella popolazione canina generale.

*fonte:Pet Affinity Care (2017)

Figura 20b .Distribuzione per eta`dei gatti accolti nei rifugi  e case di protezione animale.

In grigio si evidenziano le percentuali di gatti per ogni fascia d’eta`che giungono nei rifugi. In arancio si indicano le percentuali di gatti di ogni fascia di eta`presenti nella popolazione felina generale.

*fonte: Pet Affinity Care (2017)

Le nostre conclusioni:

L’abbandono e`un fenomeno che colpisce cani e gatti di ogni tipo, e non e`possibile restringerlo ad un gruppo di eta`o di taglia dell’animale.

La proporzione di cani di grande e media taglia che giungono nei rifugi e`superiore alla sua presenza nella popolazione generale. Di conseguenza, si puo’ dedurre che i cani di piccole dimensioni soffrono meno l’abbandono e la perdita di quelli di taglia piu`grande. Come vedremo piu`avanti, i problemi comportamentali sono una delle cause principali di abbandono di animali da compagnia ed il suo impatto e`maggiore nei cani di grandi dimensioni. Se parliamo di perdita, potrebbe esistere un assottigliamento rispetto alla dimensione come per la durata delle passeggiate, e soprattutto, alla tendenza di lasciare l’animale sciolto.

-Il 40,5% ed il 24,5% degli animali accolti sono rispettivamente cuccioli di gatto e cane. In altre parole, nei rifugi giungono quattro volte la quantita`di cuccioli che ci si aspetterebbe, se teniamo in conto la loro presenza nella popolazione generale di cani e gatti. La maggior parte di questi animali proviene dalla nascita di cucciolate non desiderate. E`importante che tutti i proprietari di cani e gatti controllino in maniera effettiva la riproduzione dei propri cani e gatti proprio per evitare questo fenomeno, che e`il principale responsabile del sovrapopolamento di animali da compagnia che esiste in questo momento.

Nei rifugi giungono cani e gatti di qualsiasi eta`e razza.

E`vero che i cuccioli hanno meno difficolta`ad essere adottati?

I dati chiave:

-I cuccioli rimangono nei rifugi meno tempo rispetto a cani e gatti di eta`aduta (figura 21).

Figura 21. Tempo medio di permanenza in rifugio in base all’eta`dell’animale.

Le nostre conclusioni:

Il minor tempo di permanenza dei cuccioli nei rifugi puo`essere dovuto in gran parte alla maggior attrattiva che ha un animale giovane per molti adottanti .

Esiste l’idea sbagliata secondo la quale un animale adulto non potra`integrarsi nella sua nuova famiglia o che non potra`essere educato in maniera effettiva. E’ quindi importante sviluppare campagne di informazione per gli adottanti riguardante la convenienza ed i vantaggi per la convivenza che, in molti casi  l’adozione di un cane o gatto gia`adulto comporta. A tale proposito, uno studio scientifico del 2017, effettuato all’interno della Specializzazione in Antrozoologia della Cattedra Fundacion Affinity Animales y Salud dell’Universita`Autonoma di Barcellona, indica che molte persone adotterebbero animali in eta`avanzata se ricevessero aiuti o incentivi per la sua assistenza.

Perche` alcune persone abbandonano i propri animali da compagnia ?

I dati chiave :

-Il 63,4% degli animali che giungono in rifugio sono stati ritrovati dall’entità e/o portati dalla polizia (per trattarsi di casi di maltratto animale o di sindrome di Noe`). Il 27,5% degli animali che entrano in rifugio vengono portati da terze persone che li hanno ritrovati. E solamente il 9,1% degli animali viene portato in rifugio dalla persona stessa che lo sta abbandonando (figura 22).

-Le 5 principali motivazioni dichiarate dai proprietari che portano i propri animali da compagnia presso un rifugio sono le cucciolate indesiderate (15,3%), fine della stagione di caccia (12,6%), comportamente dell’animale (10,8%), fattori economici (10,7%), e la perdita di interesse verso l’animale (9,8%). (figura 23)

 

Figura 22. Origine degli animali che giungono nei centri di accoglienza.

Figura 23. Motivi per l’abbandono di animali da compagnia.

Cucciolate indesiderate  15,3

Fine della stagione di caccia 12,6

Comportamento dell’animale 10,8

Fattori economici 10,7

Perdita di interesse verso l’animale 9,8

Cambio di domicilio 8,9

Mancanza di tempo o spazio 7,2

Ricovero in ospedale o morte 6,0

Allergie  4,4

Nascita di un figlio 3,9

Perdita di lavoro 2,1

Confisca 2,1

Divorzio 1,9

Vacanze 1,2

Gravidanza (toxoplasmosi) 0,5

Non sanno 0,2

Altro 2,3

 Le nostre conclusioni:

-Le cucciolate indesiderate si confermano ancora per un anno il motivo principale di abbandono di animali da compagnia. Il fenomeno si riflette nella notevole proporzione di cuccioli che giungono nei rifugie case di protezione animale (figura 20a e 20b ).

Questo dato ricorda ancora una volta l’importanza della sterilizzazione degli animali da compagnia come una delle strategie principali per ridurre la popolazione di animali abbandonati.

-Le organizzazioni di protezione animale che hanno partecipato nello studio segnalano, ancora per un anno, come la fine della stagione della caccia sia un motivo evidente di abbandono.

-Cosi`come negli studi effettuati nel 2016 e 2017, i fattori economici ed i problemi di comportamento appaiono come cause abituali di abbandono di animali da compagnia.

-E’ molto importante sottolineare che l’informazione disponibile riguardo il motivo dell’abbandono viene fornita nella maggior parte dei casi dalla persona che porta personalmente il suo animale da compagnia in rifugio, o anche viene fornita dalla protezione stessa. Come gia detto, la gran parte degli animali che entrano in rifugio vengono ritrovati per strada o sono stati portati in rifugio da persone che non sono i proprietari. Pertanto, non conosciamo i motivi concreti che caratterizzano molti abbandoni di animali da compagnia che avvengono nel nostro paese.

Perche`le persone decidono di adottare un cane o un gatto dai rifugi per animali?

I dati chiave :

I tre motivi dichiarati essere i piu`importanti affinche`si decidi per l’adozione sono la sensibilita`di molte persone davanti al problema dell’abbandono (39,5%), il voler collaborare con un’organizzazione`di protezione animale (21,6) ed il passaparola tra amici o conoscenti (14,4%) (figura 24).

Figura 24. Motivi dichiarati dalle persone per adottare un animale da compagnia.

Sensibili con il problema dell’abbandono 39,5%

Collaborare con la protezione animale   21,6%

Passaparola tra amici o conoscenti       14,4%

L’animale verte in condizioni migliori     11,4%

Risulta piu`economico rispetto a comprarlo  8,2%

La possibilita`di poterlo restituire   3,3%

Altro  1,6%

Le nostre conclusioni:

-Questi risultati presentano una leggera variazione nelle percentuali rispetto agli studi ossevati tre anni fa.

-L’adozione e`un’ alternativa nel momento dell’acquisizione di un animale da compagnia che porta beneficio a tutti: alla famiglia, alle entita`di protezione animale e, presumibilmente , al proprio cane o gatto.

-Attraverso l’adozione, non solo molte persone aggiungono un nuovo membro nella famiglia, ma partecipano ad un importante causa sociale: la difesa del benessere degli animali.

L’adozione deve essere promossa come un’alternativa valida qualora si voglia inserire un animale da compagnia nella famiglia .

Perche`alcune persone interessate nell’adozione di un animale finiscono poi per non farlo?

I dati chiave:

-Il 27,2% delle persone interessate all’adozione di un cane o gatto finiscono poi per non farlo.

– Tra le ragioni, quelle principali riguardano il non aver trovato un animale idoneo a loro per quanto riguarda la taglia desiderata (30,8%), la razza (22,7%) o l’eta`(21,5%). (figura 25)

-Il 13% dei potenziali adottanti rivelano di aver cambiato idea perche`credevano che i costi di adozione fossero minori  (figura 25).

Figura 25. Motivi per cui potenziali adottanti rinunciano all’adozione di un animale.

Non hanno trovato un animale della dimensione desiderata 30,8%

Non hanno trovato una particolare razza 22,7%

Non hanno trovato animali dell’eta`che desideravano 21,5%

L’adozione risulta piu`cara di cio`che si aspettavano 13,0%

Altro 12,0%

Le nostre conclusioni:

-Per molte persone l’aspetto fisico generale e la razza particolare continuano ad essere i criteri principali quando si parla di adozione di un cane o gatto. Senza dubbio, la razza non garantisce un determinato profilo di comportamento. L’adozione di un animale da compagnia deve sempre essere preceduto da una profonda riflessione , principalmente riguardante l’impatto che l’animale avra`nella qualita`di vita della famiglia . A tal proposito, uno studio eseguito dalla Affinity in Spagna nel 2015 indica che, al momento di scegliere un animale da compagnia, solo in un 21% dei casi si tengono  in conto le sue necessita` e lo stile di vita del proprietario.

-Approssimatamente uno ogni otto dei futuri adottanti pensa che l’adozione sia troppo costosa. Senza dubbi, il costo medio di un adozione in Spagna e`molto basso, soprattutto se teniamo in mente le spese che si suppone abbia un centro di accoglienza (alimentazione, cure veterinarie, identificazione con microchip , ecc)

-In definitiva,  questi risultati indicano che e`necessario un maggior lavoro psicologico in relazione ai benefici dell’adozione. Inoltre e’ importante far conoscere meglio l’importante lavoro economico che ha per un centro di accoglienza il doversi occupare di un animale senza proprietario. E’ fondamentale ricordare quindi il gran lavoro che eseguono ogni giorno le case di protezione e i rifugi per animali da compagnia, a partire dallo sforzo non retribuito dei soci e volontari.

-In questo compito educativo dovrebbero partecipare tutti gli agenti coinvolti direttamente ed indirettamente nell’adozione animale, a partire dalle protezioni animali fino ai veterinari e alle amministrazioni.

Perche`alcune persone che adottano un animale da compagnia lo restituiscono al rifugio ?

I dati chiave :

-Il 7,8% delle adozioni portate a termine nel 2018 si sono rivelate un fallimento.

-I problemi comportamentali sono stati la prima causa (42,4%) di restituzione di un animale da compagnia al rifugio dopo l’adozione

-Un’importante parte delle restituzioni avviene dopo un mese dall’adozione ed una gran parte durante il trimestre posteriore all’arrivo in casa dell’animale (figura 27).

Figura 26. Motivi di fallimento delle adozioni.

Comportamento dell’animale   42,4%

Piu’ responsabilita`di cio`che si aspettava   14,5%

Cambio di domicilio   10,5%

Fattori economici  7,6%

Allergie   7,4%

Mancanza di tempo o spazio    5,9%

Ricovero ospedaliero/morte   2,5%

Animali adottati in periodo natalizio  2,1%

Perdita di entusiasmo da parte dei bambini   1,8%

Gravidanza (toxoplasmosi)   1,1%

Altro   4,2%

 

Figura 27. Distribuzione delle restituzioni degli animali in rifugio secondo il tempo trascorso dall’adozione .

52,1% in meno di un mese dall’adozione

22,8% dal primo mese al terzo mese dall’adozione

25,1% dopo il terzo mese dall’adozione

 

Le nostre conclusioni:

-E’ importante che le persone che adottano un cane o un gatto dispongano delle corrette informazioni per favorire il buon inserimento dell’animale nel suo nuovo ambiente. A tal proposito, e’ importante ricordare che molti problemi comportamentali si possono prevenire in maniera effettiva.

 

Qual e`il compito delle entita`di protezione animale rispetto ai gatti che vivono nelle strade?

I gatti che vivono in strada tendono a fomare dei gruppi piu`o meno numerosi che vengono chiamate colonie. La maggior parte, sono gestiti da entita`di protezione animale, pubbliche o private, per garantire il benessere degli animali. Il sostegno da parte di entita` alle colonie feline include controlli periodici della salute dei gatti, della loro alimentazione e sterilizzazione, onde evitare problemi di sovrapopolamento.

I dati chiave:

Il 51% delle entita` che hanno risposto al sondaggio gestiscono colonie feline in maniera regolare (figura 28). Tutte insieme, si occupano di 4518 colonie , formate per un totale di 31.969 gatti.

-E’ importante segnalare che le cifre riguardanti le colonie feline qui indicate corrispondono esclusivamente a quelle degli animali presi in carico dalle 122 entita`che hanno conferito informazioni al riguardo. Dunque, possiamo affermare che il numero totale di colonie feline controllate dalle entita`di protezione animale in Spagna e` sensibilmente superiore comparato a quelle indicate qui.

-Tra i gatti recuperati dai rifugi e dalle case di protezione animale nel 2018, il 13,5% e` stato ricollocato in colonie feline controllate ( figura 8).

 

Figura 28. Percentuale di entita` di protezione animale che si occupano di colonie feline in maniera regolare.

Le nostre conclusioni:

-La gestione delle colonie feline e`uno dei compiti piu`importanti presi a carico dalle entita`di protezione animale, che pero`non sempre viene riconosciuto . A tal proposito, uno studio effettutato a Barcellona dalla Cattedra Fundacion Affinity Animales y Salud dell’Universita` Autonoma di Barcellona , suggerisce che una buona parte dei cittadini non conosce l’esistenza di colonie feline regolarmente controllate , ma mostra un’ attitudine positiva verso di esse. Questo dato e` particolarmente interessante se teniamo in mente che nell’anno 2018 sono state censite nella citta`di Barcellona 768 colonie feline controllate, per un totale di 9099 gatti.

-Nel 2017 abbiamo osservato un importante aumento nella proporzione del totale dei gatti abbandonati o persi che sono stati ricollocati in colonie , dal 6,5% del 2016 al 13,1% del 2017. Le cifre per quest’anno indicano un aumento rispetto al 2017, seppure in maniera molto piu`moderata.

Infine, e`importante sottolineare che le colonie feline , anche se controllate, sono strutture aperte dove si possono inserire gatti che non provengono dalle entita`animali che le gestiona. Possono trattarsi di gatti randagi, che non hanno mai vissuto a contatto con l’essere umano , o di gatti che sono stati appositamente abbandonati nelle colonie feline dai loro proprietari. In conclusione, la popolazione totale di gatti senza proprietario che vive in Spagna rimane tuttavia un’incognita , che cercheremo di trattare in studi futuri.

Conclusioni piu`evidenti:

L’abbandono e’ tuttavia  nel nostro paese il problema piu`evidente del benessere animale. Il numero di animali che sono giunti in rifugio nel 2018 sono comparabili a quelli osservati negli studi effettuati nel 2016 e 2017. A tal proposito, sembra confermarsi una leggera diminuzione nella timida tendenza all’abbassamento osservata durante gli ultimi anni.

La sterilizzazione, l’identificazione e l’adozione sono le tre principali strategie per prevenire e minimizzare l’impatto dell’abbandono degli animali da compagnia. La sterilizzazione e l’identificazione fanno parte di un concetto molto ampio di comportamento responsabile che prevede le obbligazioni e le responsabilita`che ogni proprietario acquisisce verso il proprio animale da compagnia. Altresì la partecipazione dei cittadini e` fondamentale per lottare contro il problema dell’abbandono di animali da compagnia, sicché` da essa dipende l’effettiva applicazione delle tre strategie precedentemente menzionate (sterilizzazione, identificazione ed abbandono), che si sono dimostrate fondamentali per la battaglia contro l’abbandono. E’ fondamentale sottolineare l’importanza all’educazione della cittadinanza ,soprattutto per quanto riguarda l’avere un’attenzione responsabile verso i propri animali da compagnia, come un pilastro fondamentale per prevenire l’abbandono a medio e lungo termine.

-Al di la`della reale coscienza nei confronti della necessita`di adottare, dobbiamo educare le persone circa i vantaggi, pero`alle stesso tempo verso le obbligazioni che l’adozione di un animale da compagnia comporta, e di come il suo arrivo possa influire sul nostro stile di vita.

Fonte: 

white-paper-abandono-2019

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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