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“Quello che accade ai greyhound da corsa è un massacro – Il pubblico dovrebbe essere disgustato”

 

“Il pubblico dovrebbe essere disgustato”

di Geraldine Alphonse

02/07/2020

La Coalizione per la Protezione dei Greyhound (CPG) continua a discutere sul fatto che il Racing and Wagering Western Australia (RWWA) dovrebbe ridurre il numero di greyhound in gara a 6 cani o meno, dopo che all’inizio del mese in un cinodromo del Greyhound WA un greyhound è stato ucciso e cinque hanno subito fratture serie.

I cinque cani si sono infortunati a distanza di 15 giorni durante due gare con 8 e 7 cani partecipanti al cinodromo di Cannington, mentre un greyhound di due anni, “Disastrous”, è stato soppresso dopo aver subito cinque fratture multiple ad una zampa anteriore, durante una gara con 8 cani.

I recenti incidenti si aggiungono agli altri 14 casi denunciati nella prima metà del 2020.

La coordinatrice divisionale del CPG, Andrea Pollard, ha dichiarato che

quello che accade ai greyhound da corsa è un massacro e che l’opinione pubblica dovrebbe essere disgustata da questi maltrattamenti agli animali.

“Già quest’anno ci sono stati tre decessi di greyhound nei cinodromi del Greyhound WA a causa di gravi infortuni, oltre a chissà quanti altri al di fuori della pista, per cui è difficile stabilire un numero esatto “ ha spiegato.

“Nell’ultimo anno finanziario, la relazione annuale della RWWA mostrava come 49 greyhound siano morti a causa di infortuni in pista. Il governo preferisce parlare di uno 0,5% di greyhound infortunati ogni anno, ma facendo i conti in modo onesto i dati attualmente si attestano sul 52,9%”.

Andrea Pollard ha aggiunto che lo 0,5% deriva dalla descrizione degli incidenti annuali più gravi come percentuale calcolata sul numero totale dei cani partecipanti (che include ogni gara corsa da ogni greyhound nell’arco dell’anno), invece di guardare semplicemente al numero di infortuni in percentuale ai greyhound che hanno gareggiato nell’arco di un determinato periodo.

“Per esempio, nell’ultimo anno finanziario dell’RWWA, a dispetto dei 25.750 iscritti, sono 1.391 greyhound che hanno gareggiato. Per cui, con 736 infortuni denunciati su 1.391 cani che hanno corso nell’arco dell’anno, è chiaro che un greyhound su due si è infortunato”.

Un portavoce del Racing and Wagering Western Australia ha dichiarato che la gravità dell’infortunio subito dal greyhound “Disastrous” è molto rara in questi casi.

“E’ devastante per tutti” ha aggiunto il portavoce. “I proprietari e l’addestratore sono profondamente scossi per la loro perdita”.

“Dei cinque greyhound feriti, quattro sono attualmente in cura secondo il Greyhound Injury Full Recovery Scheme previsto in questi casi dall’RWWA, e dopo aver ricevuto le cure veterinarie appropriate saranno dati in adozione attraverso il Greyhounds as Pets (GAP) program”.

L’RWWA ha confermato che l’altro greyhound attualmente è stato affidato al suo addestratore che ha dichiarato che verrà ritirato definitivamente dalle corse e starebbe ricevendo le cure veterinarie necessarie per guarire, per poter beneficiare del programma del Greyhound Injury Rebate Scheme.

Tuttavia l’addestratore ha indicato che il greyhound verrà ritirato definitivamente dalle gare.

Il Greyhound Injury Rebate Scheme fornisce assistenza finanziaria ai proprietari e addestratori per coprire le spese veterinarie quando i loro cani si infortunano.

In alternativa, secondo il Greyhound Injury Full Recovery Scheme, possono cedere la proprietà del cane all’RWWA che si accollerà le spese veterinarie, e una volta guarito il greyhound viene dato in adozione attraverso il programma del GAP.

Il portavoce dell’RWWA ha dichiarato che l’organizzazione continua sempre ad assicurare il livello più alto di benessere animale ai greyhound da corsa dell’Australia Occidentale.

“A tutte le gare sono presenti un Veterinario in Pista (OTV) ed un infermiere veterinario. Se un greyhound mostra qualche segno di infortunio durante una corsa, viene affidato immediatamente all’OTV per una visita”.

“Gli atleti professionisti, umani ed animali, possono subire infortuni nel corso degli allenamenti o durante una competizione. L’RWWA ha assunto il Prof. David Eager della University of Technology di Sydney (UTS) per riesaminare i tre cinodromi del Greyhound WA (Cannington, Mandurah e Northam) come era già avvenuto a livello nazionale.

“Valuteremo anche le statistiche sugli infortuni da giurisdizioni che hanno sperimentato corse con sei cani in pista, oltre ad altri fattori per determinare le misure appropriate delle piste. Nelle corse coi greyhound organizzate nei cinodromi del Greyhound WA il 99,5% dei cani che partecipano corrono in sicurezza senza subire infortuni gravi. Le cause di incidenti gravi riguardano numerosi fattori e molti studi scientifici propongono diversi elementi che contribuirebbero al loro verificarsi, al netto di altri fattori quali un contatto tra i cani durante la corsa e le dimensioni della pista”.

Tuttavia, la sig.ra Pollard ha dichiarato che per l’RWWA ritardare l’introduzione di corse con 6 cani in pista non avrebbe senso quando è già disponibile dal 2017 una ricerca, condotta dalla stessa University of Technology di Sydney (UTS), su come le corse con 6 cani ridurrebbero la frequenza degli infortuni.

“Il ritardo da parte della RWWA nella valutazione degli studi sull’impiego di 6 cani in pista svolti altrove vuol dire solo che nel frattempo altri cani moriranno durante gare con 7 o 8 cani in pista. Perché analizzare di nuovo gli stessi dati? Così come la ricerca condotta dalla University of Technology di Sydney (UTS), l’esperienza britannica ed irlandese nelle corse con 6 cani mostrano anche come piste di dimensioni ridotte diminuiscano il rischio di infortuni e decessi. L’RWWA ha avuto tre anni per intervenire, ma invece ha solo parlato di programmi di recupero post-infortunio. Sarebbe più intelligente ridurre il numero di incidenti, in primo luogo facendo correre i cani su piste in rettilineo ed utilizzando solo 6 cani alla volta” ha aggiunto.

Gli atleti professionisti subiscono infortuni, ma gareggiano per loro scelta, i cani no, né possono incassare le vincite, e gli atleti umani non vengono uccisi come i greyhound quando si rompono una gamba, per cui paragoni come questo sono assurdi”.

Tuttavia l’RWWA ha dichiarato che le condizioni delle piste vengono esaminate dagli ufficiali preposti prima di ogni competizione e periodicamente durante le gare per garantirne l’affidabilità.

Si legge inoltre che tutte le piste sono state progettate appositamente per garantire la sicurezza dei greyhound ed includono, tra le altre cose, curve ed un’attenta preparazione del terreno oltre al monitoraggio dello stato di manutenzione attraverso strumentazione scientifica.

©Petlevrieri 

Articolo originale: 

https://www.yourlocalexaminer.com.au/the-public-should-be-disgusted/

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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