Più che l’amore il rispetto


C’è un concetto che noi di Pet levrieri ripetiamo continuamente, perché è alla base del nostro impegno ed è centrale in tutta la nostra mission. Sto parlando del rispetto che dobbiamo avere e promuovere nei confronti dei levrieri, oltre che dei cani e degli animali in generale, umani compresi.

I greyhound e i galgo sono certamente tra i cani meno rispettati al mondo: ovunque siano usati come cani da corsa, ovunque siano usati per la caccia a vista, questi cani sono prodotti per essere usati e abusati. Molti di loro muoiono nel silenzio dopo una vita misera, solo una minoranza ha la fortuna di essere adottata. Ma cosa deve spingerci e ci spinge a occuparci di loro? Spesso si sente parlare di amore come movente: l’amore che salva, l’amore che risolve ogni problema, l’amore che supera ogni ostacolo.

Questo punto di vista emozionale viene presentato come quello migliore, più genuino e più efficace, ma in realtà è debole e poco efficace se vogliamo davvero cambiare la condizione di questi animali. L’amore è una bella cosa, ma spesso non basta, anzi diventa un limite: impedisce di vedere la realtà per quel che è e rende ciechi, a volte diventa soffocante o trasforma l’altro in una proiezione di sé. L’amore è un legame importante, ma a volte poco attento ai bisogni dell’altro: così, si giustifica con l’amore il voler prolungare la vita di chi soffre senza speranza, oppure il considerare l’altro come un bene prezioso da salvaguardare a tutti i costi, anche contro la sua natura. Ho conosciuto una persona che non voleva che il suo greyhound annusasse la pipì degli altri cani per non sporcarsi, e sono pronto a scommettere che questa persona “amasse” il suo cane. E, d’altra parte, quelli che sfruttano i levrieri dichiarano spesso di amarli, perché hanno bisogno di dare una giustificazione “rispettabile” alla loro mancanza di rispetto.

Il rispetto è un’altra cosa, il rispetto implica il riconoscimento di un valore dell’altro che è intrinseco e dunque alla base dell’esistenza di un diritto che non può essere violato. Il rispetto si basa sul riconoscimento di un’alterità che va ben oltre l’amore: se si ama, si dovrebbe rispettare, ma si può e si dovrebbe rispettare anche senza amare.

Non per amore (soltanto) dunque, ma per rispetto: quando noi chiediamo rispetto per i levrieri noi non ci limitiamo ad un’affermazione limitata al momento in cui smetteranno di correre, né combattiamo soltanto le forme estreme di crudeltà; tantomeno riteniamo che sia sufficiente l’amore per affrontare l’adozione. Noi chiediamo rispetto per loro sempre, cioè chiediamo che non vengano usati per scopi del tutto estranei alla loro natura, come correre in pista per arricchire l’umano, oppure in attività anacronistiche come la caccia. Noi chiediamo che siano rispettati in quanto esseri portatori del diritto di giocare quando sono giovani, di avere relazioni ricche e positive con l’umano fin dal primo giorno di vita, di non rischiare la loro vita per aumentare il conto in banca degli umani. Noi chiediamo che siano rispettati non per il loro valore economico o fintanto che ne hanno uno, chiediamo che siano rispettati per il loro valore intrinseco, dunque sempre. E chiediamo di rispettarli anche a quelli che non li amano, perché abbiamo bisogno anche di queste persone per dare loro dignità, perché il rispetto è un atto dovuto verso chiunque abbia un valore e crediamo che un mondo basato sul riconoscimento del valore degli altri sia migliore per tutti.

Per questo noi non diciamo che l’importante è salvarli, per noi l’importante è rispettarli “dalla culla alla tomba”, e dunque fermare chi non lo fa.

Massimo Greco

 

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