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L’oscuro mondo delle corse dei levrieri

L’oscuro mondo delle corse dei levrieri

Dietro agli sprint, sotto gli occhi dei più appassionati, si cela un universo scuro fatto di allenamenti estenuanti con scosse elettriche e doping. Mentre il fenomeno delle corse in Portogallo cresce esponenzialmente, aumentano anche i sospetti legati ai maltrattamenti dei greyhound, comunemente conosciuti come levrieri, utilizzati nelle competizioni.
Una volta che si ritirano in “pensione” vengono abbandonati o soppressi, nonostante il loro costo sia molto elevato: uno sprinter importato dall’Irlanda può arrivare a costare fino a 30 mila euro.

Per l’Imprenditore Joao Fernandes si trattava di un caso di vita o di morte. Aveva adottato “Tomè” tramite una rete di attivisti per i diritti degli animali, che avevano trovato il levriero abbandonato e deperito nella zona di Familicao. Stranamente il precedente proprietario si era dimenticato di togliere il microchip sub cutaneo dal collo del povero cane, cosa insolita dal momento che è la prima procedura che viene effettuata. Grazie a questa dimenticanza è stato molto facile identificarlo e rintracciarlo in modo da chiedergli tutta la documentazione in suo possesso così che Joao potesse procedere con le pratiche dell’adozione.

Purtroppo il “Galgueiro” così vengono chiamati gli addestratori di levrieri in Portogallo, ha preteso Tomè indietro, dando il via ad una guerra durata mesi. “Voleva il cane solo per abbatterlo” afferma Joao, tanto che si è visto costretto a minacciare l’ex proprietario: o gli inviava i documenti di Tomè, oppure Joao avrebbe presentato una denuncia per abbandono di animali. Dopo ben cinque mesi di resistenze da parte del galgueiro, sorprendentemente l’imprenditore ha trovato nella sua cassetta della posta il documento d’identità del cane.

Nella residenza di Joao Fernandes, a Dafundo (Oeiras), da un ampio giardino ci accoglie correndoci incontro festoso e scodinzolante Tomè. Rimaniamo colpiti da quello che ci racconta il suo nuovo padrone, guardando il levriero sdraiato su un tappeto mentre si riposa dalla corsa appena fatta con il suo compagno di giochi, un mastino di nome Rufus.

“Quando è arrivato, Tomè faceva molta fatica a dormire, piangeva come un bambino che ha gli incubi. Questo è andato avanti per sei mesi. Dopodichè ha iniziato ad essere schivo con le persone scappando e rifugiandosi nel suo angolo. Ci sono voluti più di dieci mesi perché si trasformasse nel cane docile e obbediente di oggi” racconta.

Joao ci insegna che la strategia per una buona adozione di un levriero abbandonato

“é innanzitutto lasciare che si adatti con calma al nuovo ambiente e ai nuovi padroni”.

Tomè è stato importato dall’Irlanda dal galgueiro di Familicao, e sulle punte delle zampe anteriori il suo pelo è rado e consumato, segnale che indica che ha dovuto subire addestramenti con un attrezzo molto comune tra i galgueiros composto da pali di metallo su cui passa corrente elettrica e che li fa ruotare a velocità eccessiva, ci spiega un veterinario. Questo è il motivo delle condizioni di Tomè che, non riuscendo a mantenere il ritmo veniva punito con le scosse che gli hanno lasciato i segni.

Questo tipo di addestramento è un po’ come il segreto di pulcinella; molti galgueiros hanno confermato durante le nostre interviste che è comunemente utilizzato e specificano che attualmente la tendenza è quella di segmentare con una rete composta di fili molto rigidi, e mettere ai cani collari che emettono una piccola scossa (un’emissione di ultrasuoni) comandata da remoto con un telecomando ai cani che rimangono indietro. Il rischio è che i cani “ritardatari” potrebbero rimanere incastrati con le zampe in questo marchingegno.

Nel Regno Unito e in Irlanda si conte che le società di scommesse sulle corse arrivino a guadagnare fino ai 300 milioni di euro, e l’industria degli allevatori di greyhound fattura circa 1,9 milioni di euro l’anno.

IDENTIKIT DEL LEVRIERO
Sei curiosità di un simbolo di eleganza su quattro zampe
Antichità – Sembrerebbe che sia la razza canina più antica al mondo, o quantomeno l’unica menzionata nella bibbia 
Universale – E’ l’unica razza che può donare sangue a tutte le altre. Proprio per questo motivo è un animale di valore anche nell’industria veterinaria.
Velocità – Dopo il ghepardo è l’animale a quattro zampe più veloce. Può raggiungere 72km/orari
Comportamento – Si tratta di una razza nobile e obbediente, calma, docile, timida, silenziosa e pulita ma sopratutto intelligente.
Longevità – Se ben curato un levriero può vivere in media dai 12 ai 14 anni.
Corporatura – Può arrivare a pesare 32 kg e misurare 76 cm di altezza

 

UN GIORNO NELLE CORSE
Il cavaliere tauromachico Joao Moura, 56 anni, conosciuto come il più famoso allevatore di levrieri del paese, si riteneva un uomo felice in una domenica di maggio durante una corsa tenuta nel suo territorio, a Monforte, distretto di Portoalegre. Durante quel giorno non pensava affatto alle scommesse e ai problemi con il fisco ormai noti al pubblico.

Joao sviluppa una passione per questi cani nel Marzo 2010, anno in cui ha vinto il campionato nazionale di Spagna di levrieri, con la cagnolina Alheira. Affermando che questa vittoria era tanto importante quanto quando nelle corride si esce di spalle dalla porta grande di Madrid. Ma quella gara a Monforte è stata anche molto gratificante.

Durante la finale più attesa, con i suoi due levrieri importanti, Bingo e Give me Five, si è aggiudicato il secondo e terzo posto. Ancora una manciata di punti in più e potrà partecipare alla finalissima nazionale che si disputa a settembre in una pista a nord del paese, in una località ancora non definita. La questione è così seria che Joao e i suoi due nipoti Moura Caetano (anche lui cavaliere tauromachico) e Joao Augusto ( cavaliere e novizio), ed entrambe padroni di levrieri che partecipano alla gara, non si scambiano neanche una parola. “La rivalità tra di loro è molto forte” chiariscono durante l’intervista a Visao, e nonostante i nostri vari tentativi anche Joao rimane concentrato sulla gara e non ci risponde.

Il clan Moura rimane sorpreso da Catunda, il levriero importato dall’Irlanda, che molto probabilmente ha raggiunto i 72 km/h, e forse anche di più in dirittura d’arrivo, nel rettilineo lungo ben 250 metri. Quando un componente dello staff ha abbassato la bandierina rossa e alzato quella verde dando il via, con una motoserra adattata per trainare dall’altro lato della pista il filo che lega la lepre meccanica cui i levrieri corrono dietro, Catunda è uscito come un proiettile dal suo box, che si apre mediante un meccanismo basculante, senza lasciar alcuna possibilità di vittoria ai suoi avversari.

Catunda che ancora non ha compiuto i due anni, appartiene a Horàcio Vargues, cinquantenne come Joao e imprenditore di Albufeira, area in cui possiede diversi bar e discoteche. Nonché dirigente dell’Associazione di Galgueiros del sud, Horacio ci tiene a ribattere sulle accuse degli attivisti per quanto riguardai diritti di questi animali prendendo decisioni concrete per conto della federazione nazionale dei Galgueiros.

Per esempio nella stagione delle competizioni del 2017, che va da Marzo a Settembre, affermano che tutti i cani arrivati alle finali di ogni categoria, da quelle nazionali, cuccioli fino ai 20 mesi, e importati, sono stati sottoposti a test antidoping. Questa è una misura che è stata adottata dopo i sospetti sull’uso di sostanze dopanti come steroidi, anabolizzanti, cocaina, viagra e caffeina sui levrieri.

Nella caccia alla lepre con i levrieri c’è la possibilità che la federazione imponga la museruola in quei cani che puntano la preda e mantengono la presa. “Ci sono sempre meno lepri e dobbiamo proteggerle”. 

I MILIONI NELLE COMPETIZIONI TRA LEVRIERI

Il presidente della camera di Monforte, Gonçalo Lagem, eletto dal CDU, prende le difese dei galgueiros affermando:

“ogni razza ha una sua diversa indole. I levrieri sono nati per correre e gli attacchi che i galgueiros stanno subendo sono decontestualizzati. Nessuno può amare un animale come chi li usa, si deve cercare il buon senso.”.

Lagem crede che le corse si inseriscano nel contesto e nell’ambiente sociale della regione e della propria cultura, e sicuramente durante il periodo delle competizioni i ristoranti e la strutture alberghiere si riempiono.

La stessa argomentazione viene utilizzata dal suo collega e presidente della Camera alentejana di Cuba, Joao Portugues, anche lui elette dal CDU (è una federazione di partiti politici di estrema sinistra attiva in Portogallo, ndt), il quale lo scorso settembre ha inaugurato una pista municipale costruita per le gare tra greyhound, raggiungendo così l’obiettivo di far diventare la città, la capitale portoghese per eccellenza dei levrieri.

Nonostante ciò la maggior concentrazione di galgueiros portoghesi si trova a nord del paese, si stima siano circa 600 ed è qui che vengono organizzate almeno due o tre corse durante ogni fine settimana.

Un solo cane importato dall’Irlanda può arrivare a costare anche 5 mila euro, ma se il suo dna contiene i geni di un campione, allora la cifra sale ai 30 mila. Molti esemplari stanno arrivando anche dalla Spagna, e ci sono addestratori che ne hanno a decine.

Facendo due conti, tra alimentazione (una sacca da 20 kg di cibo costa più o meno 70 euro), cure, manutenzione dell’attrezzatura e spostamenti vari per raggiungere i luoghi dove si tengono le competizioni, si deduce che i galgueiros arrivino a spendere migliaia di euro al mese per coltivare questa passione. A Monforte però l’unico denaro che si vede circolare sono i 10 euro necessari per iscriversi all’Associazione di galgueiros del sud, ed 12,50 euro, quota per i non associati.

Barbara Moreira, una galgueira del nord, ha scritto un polemico articolo sul suo blog Vidas, proponendo che le corse tra levrieri dovrebbero essere considerate come tutti gli altri giochi su cui si scommette.  La galgueira non ha risposto alle nostre domande in merito a chiarire la sua posizione su questa affermazione.

Nel Regno Unito e nell’Irlanda del Nord, l’industria degli allevatori di greyhound fattura 1,9 milioni di euro all’anno, mentre, le agenzie di scommesse, in ambo i paesi nel 2014 hanno guadagnato fino ai 300 milioni di euro con le gare tra levrieri. Nel frattempo gli scandali sono sempre più numerosi: nel luglio del 2006, il Sunday Times, ha riportato che negli ultimi 15 anni dieci mila greyhound in perfetta salute sono stati abbattuti con dei colpi di pistola e sotterrati nei giardini di Seaham, in Inghilterra, perché non erano più utili agli addestratori.

Nel 2014 in un’indagine della BBC, per la rivista Panorama, grazie a delle telecamere nascoste, ha fatto luce sullo stretto legame tra il doping dei levrieri e le scommesse. Già all’inizio di quest’anno in Spagna, il campionato di levrieri ha rischiato di essere annullato, dal momento che i test sul dna hanno dimostrato che due dei levrieri partecipanti, erano frutto di un furto di sperma di un greyhound che deteneva il record da anni.

Purtroppo nel paese vicino, il vero problema è quello dei 150mila levrieri che vengono abbandonati o abbattuti ogni anno, ci spiega Harry Eckman, presidente della Change for Animals Foundation, che ha sede in Inghilterra, ma opera in tutto il mondo. Un’altra delle questioni sollevate dall’attivista è stata la necessità di controllare import e l’export di greyhound in Irlanda e nel Regno Unito verso la Spagna ed il Portogallo. Infatti esiste il sospetto che la maggior parte di questi cani siano trasportati illegalmente e privi della documentazione necessaria. Solo qualche giorno fa, 24 geryhound già pronti all’imbraco, sono stati bloccati all’aereoporto di Manchester e non hanno raggiunto Macao, proprio perché non avevano tutta la documentazione in regola. Questa settimana è stata lanciata una campagna a livello globale da alcuni attivisti Irlandesi che si sono appellati alla compagnia aerea Lufthansa chiedendo di rifiutarsi di trasportare questi animali verso Macao, dove ogni mese vengono registrate 30 morti di levrieri sulle piste da corsa.
Si sono già raccolte 65 mila firme in totale.

CRIMINE O INTRATTENIMENTO?

Nel Regno Unito e in Irlanda i levrieri corrono fino all’età di quattro cinque anni di vita, mentre in Portogallo, a poco più di due anni, sono già così “usurati” che sono costretti a ritirarsi. Questo è uno dei principali motivi a cui gli attivisti fanno appello per porre fine all’attività dei galgueiros nazionali. “

A partire dai tre o quattro mesi di vita i cani iniziano il loro addestramento quotidiano e a cinque mesi iniziano l’allenamento con i macchinari appositi per le corse” ci spiega un attivista. “Alcuni rimangono indietro a causa di fratture ossee o lesioni muscolari e di conseguenza vengono abbandonati o soppressi”. Secondo la stessa fonte, anche il doping porta in poco tempo i cani a soffrire di malattie renali, epatiche, cardiovascolari, dermatologiche, odontologiche e nel 98% dei casi a patologie di natura psicologica. Ma purtroppo lo sfida più grande da affrontare è proprio l’adozione: “Chi adotta deve avere molto tempo, spazio e buone condizioni finanziare per poter seguire il lungo iter di adattamento e riabilitazione, che molto spesso dura più di un anno” ci avvisano.

La cagnolina Pipa, che è stata abbandonata nell’Antelejo, non ha fatto eccezione. E’ arrivata alla famiglia Pereira, alla proprietaria di una estesa proprietà a Camarate, a Lisbona, che l’ha adottata con una frattura alla zampa anteriore sinistra, lesione che non è stata possibile curare. Judite Pereira, 49 anni, e la figlia Susanna, 27 anni, capiscono solo tramite il comportamento di Pipa quando è il momento di somministrargli un analgesico che le allevia i dolori causati dall’infortunio. L’unica cosa che le permettere di essere tranquilla quando si trova di fronte a degli estranei. Del resto è circondata da 32 cani delle razze più varie e da 15 gatti con i quali giocare.

Per chi si domanda perché le autorità non prendono provvedimenti, l’insospettabile deputato del PAN (Persone Animali e Natura) Andrè Silva risponde:

La nostra legislazione è completamente sprovvista di leggi che regolano questa materia”. O meglio la legge che criminalizza i maltrattamenti degli animali fa eccezione per le corse dei levrieri collocandole alla sfera dell’intrattenimento. “Ancora una volta il problema sta alla radice, visto che si tratta di un utilizzo di animali per puro scopo di divertimento degli esseri umani, che avviene attraverso metodi di addestramento violenti che rappresentano gravi forme di maltrattamento.”

Afferma il parlamentare Silva.

“Questo è un classico esempio che dimostra come ci sia una necessità di estendere la legge anche ad altri animali come quelli da compagnia come appunto abbiamo già segnalato.”

Rinforza:

Quello che il PAN chiede è un quadro legislativo che abbia la capacità di regolare e tenere sotto controllo queste situazioni, che molte volte si celano dietro ad un segreto perverso.

Abbiamo incontrato Maria Ramalho, 53 anni, che abbiamo incontrato in un parco di Cascais, che non solo ci ha fatto conoscere le sue due levriere, Xira e Noa, salvate da un abbandono e rieducate ma ci ha anche portato una riproduzione di una delle opere più famose del pittore Amadeo de Souza-Cardoso(1887-1918), intitolata os Galgos, I levrieri, del 1911. Un pezzo all’altezza dell’archeologa, che è a capo della direzione generale del patrimonio culturale del paese.

Maria ci racconta che ricorda ancora il giorno in cui nella sua casella di posta elettronica ha trovato la foto di una levriera in uno stato deplorevole, abbandonata nel canile di Villa Franca de Xira, e che era pronta per l’adozione. Ma sul momento l’archeologa ha chiuso il suo pc senza dare più di tanto peso alla questione. Soltanto un’ora dopo, spinta da un’inspiegabile impulso che ancora oggi non si sa spiegare, ha riaperto l’annuncio e fissando l’immagine del cane ha deciso di correre verso Villa Franca. Al suo rientro a Cascais, si è ritrovata con una levriera triste e scheletrica e con un odore nauseabondo: una volta portata a casa l’ha lavata, nutrita, e ci racconta che mentre mangiava sembrava quasi che piangesse di commozione. “ I cani possono piangere?” Si è chiesta spaventata sul momento. Inizialmente Maria aveva intenzione di dare in adozione la cagnolina, tanto che ha pubblicato  un annuncio su un sito dedicato, e per la prima notte ha preparato una cuccia improvvisata nella quale il cane ha riposato silenziosamente. Ma già la mattina seguente l’archeologa aveva cambiato idea; erano fatte per stare insieme e ha deciso di tenerla e battezzarla con il nome di Xira. “Era un cane completamente terrorizzato all’inzio, ma alla fine dell’anno è diventato normale”.
Da due anni la strada di Maria ha incrociato quella di un’altra levriera che vagava abbandonata per Montemor-o Novo, ad Antelejo. Era incinta ma alla fine ha abortito quando è stata portata nel canile locale, e presa dall’istinto l’archeologa l’ha adottata e chiamata Noa. Ad oggi Xira e Noa vivono a fianco di Maria e del suo ex marito, che se le dividono tranquillamente. Purtroppo esiste anche storie che non sono a lieto fine e che vengono da lontano e da tempi remoti come l’ossessione per questa razza.

Da più di 25 anni, un allevatore era famoso per sparare ai cani che perdevano durante le corse, maltrattandoli sotto gli occhi del pubblico incredulo ma sempre silenzioso.

©Petlevrieri 

Articolo originale: 
Visão-19-05-2016-Greyhounds in Portugal

 

©Petlevrieri 

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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