L’industria del greyhound racing in Nuova Zelanda ‘uccide un cane al giorno’

Numeri inquietanti che ancora una volta dimostrano la crudeltà intrinseca del greyhound racing: in un anno, in Nuova Zelanda sono stati sottoposti a eutanasia 353 greyhound, sfruttati nelle corse al cinodromo.  Quando le loro prestazione non sono più all’altezza delle aspettative, o si infortunano e vanno curati, si ammalano, o semplicemente sono a “fine carriera” diventano un costo  e dunque vengono uccisi. 

«Abbiamo provato a tenere i numeri al minimo assoluto», è stata l’unica risposta che il Greyhound Racing New Zeland,  la società, che gestisce le corse commerciali in Nuova Zelanda ha saputo dare.

Questi dati fanno parte della relazione annuale pubblicata a seguito  dell’implementazione delle raccomandazioni dell’Hansen Report, un’indagine avviata dal giudice Rodney Hansen per migliorare il benessere dei greyhound da corsa. 

L’anno scorso Hansen aveva infatti scoperto che erano stati soppressi ben 1447 cani in quattro anni tra il 2013 e il 2017  anche se sospettava che i numeri fossero più alti perché spesso gli allenatori non segnalano la morte dei loro cani. mentre 1271 cani sono ad oggi invisibili, spariti.

Per l’80 per cento si tratta di greyhound ancora di proprietà di qualcuno, «che sono stati registrati con il microchip da cuccioli ma che non avevano iniziato a correre nel momento in cui il rapporto Hansen è stato realizzato».

Di seguito la traduzione dell’articolo pubblicato dal  NewstalkZB dal titolo ‘NZ greyhound racing industry ‘killing a dog a day’ che riporta la notizia e i dati relativi. 

L’industria del greyhound racing in Nuova Zelanda ‘uccide un cane al giorno’

Mercoledì 12 dicembre 2018

In seguito all’indagine che ha rivelato come nella scorsa stagione di gare sono stati uccisi 353 cani, è stato lanciato un appello per vietare il greyhound racing in Nuova Zelanda.

La Greyhound Racing New Zealand, nella sua relazione annuale relativa al 2018 pubblicata questa settimana, ha dichiarato che sono stati soppressi 353 cani perché inadatti ad essere adottati.

L’amministratore delegato Mauro Barsi ha detto che l’ente sta lavorando sodo per ridurre questo dato e di esser felice di affermare che la scorsa stagione le adozioni sono aumentate del 25%, pari a 517 cani.

Ma l’associazione rescue SAFE ha detto che questo rappresenta un’“accusa grave” da parte dell’industria.

353 greyhound uccisi è una cosa totalmente inaccettabile” ha aggiunto la responsabile delle campagne di SAFE Marianne MacDonald.
La relazione afferma che l’ente corse ha tentato tutto il possibile, ma continua a far sopprimere i cani. Questo è sempre stato un problema, e dopo molti anni di riforme ancora non riescono a diminuire la produzione negli allevamenti ad un livello tale da evitare di dover uccidere greyhound indesiderati”.

Lo scorso anno, una revisione indipendente commissionata dal New Zeland Racing Board e condotta dall’ex giudice dell’Alta Corte Rodney Hansen, ha formulato una lunga serie di raccomandazioni e consigli per migliorare il benessere dei greyhound da corsa, tra cui controlli più accurati negli allevamenti, la tracciatura di ogni cane dalla nascita alla morte, programmi di adozione, un’applicazione più rigorosa delle leggi sulla tutela animale ed un regime di approvazione prima di sopprimere un cane.
All’epoca il Ministro del racing Winston Peters dichiarò che la relazione era profondamente inquietante e “semplicemente inaccettabile”.
La Macdonald ha aggiunto che l’industria sopprime quasi un cane al giorno per l’intrattenimento e i profitti derivanti dalle scommesse, e che questo rappresenta una “macchia nera” sulla reputazione della Nuova Zelanda.

L’industria scommette letteralmente sulle vite di questi cani” ha detto.

Questa barbarie è già stata vietata nel Territorio della Capitale Australiana e in Florida. La Nuova Zelanda è rimasta indietro e il nostro Governo deve agire per tutelare questi cani indifesi”.

Tuttavia Barsi ha detto che il benessere dei cani è di “importanza fondamentale”.”Quest’anno la Greyhound Racing New Zealand ha deliberatamente preso provvedimenti pubblicando i dati su adozioni e soppressioni, nell’ambito di un progetto più ampio di rimodernamento dell’industria e di una maggiore trasparenza e condivisione con la comunità” ha spiegato Barsi.
“Ci siamo impegnati ad attuare tutti i consigli illustrati nella revisione indipendente dello scorso anno sul benessere dei greyhound, tra cui la maggiore trasparenza sui dati relativi alle soppressioni di animali a causa di malattie, età avanzata o inadeguatezza all’adozione”. 

Barsi ha aggiunto che per il prossimo anno è previsto un programma di lavoro intensivo per migliorare ulteriormente. Questo includerà cambiamenti alle normative sull’allevamento per aiutare a raggiungere il giusto numero di cani necessari all’industria, ma trovando il giusto equilibrio con le opportunità di adozione, l’espansione delle strutture ricettive e la collaborazione con più associazioni di volontariato per le adozioni. “Il nostro obbiettivo primario per il 2019 è quello di migliorare ulteriormente e dimostrare alla comunità i risultati dei nostri sforzi” ha concluso Barsi.

©Petlevrieri 

https://www.newstalkzb.co.nz/on-air/larry-williams-drive/nz-greyhound-racing-industry-killing-a-dog-a-day-for-gambling-profits/

Articoli correlati: 
https://www.nzherald.co.nz/nz/news/article.cfm?c_id=1&objectid=12175451
https://www.stuff.co.nz/sport/racing/109308697/anger-over-greyhound-racing-as-353-dogs-euthanised-this-year

https://safe.org.nz/blog/post/353-dogs-put-death-greyhound-racing-industry-safe-demands-ban-greyhound-racing

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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