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Levriero di razza? E chi se ne frega!

Che in natura non esistano le razze per quanto riguarda gli esseri umani è un concetto ormai assodato a livello scientifico, ma non è così per quanto riguarda cavalli e cani. Tutti diamo per scontato che le razze canine siano sempre esistite e siamo magari tanto orgogliosi di avere un cane di razza.

Ma le razze canine sono un’invenzione umana, risalente al diciannovesimo secolo, e si basano su criteri estetici del tutto arbitrari, fissati con lo scopo di partecipare a sfilate canine e vendere cuccioli con pedigree.

Questa ricerca dell’esemplare bello e puro, se applicata agli umani avrebbe un nome sinistro, eugenetica. Un nome che rimanda a Platone e Sparta, dove i bambini “sbagliati” venivano soppressi. E, peggio ancora, rimanda agli esperimenti di Mengele e del nazismo. Esperimenti non solo contrari a ogni norma etica, ma anche stupidi perché basati sul concetto che la purezza genetica sia indice di forza. Invece la genetica ci dice proprio il contrario e cioè che è la mescolanza genetica a rafforzare gli individui.

Dunque, perché l’eugenetica dovrebbe essere un orrore e un insulto alla scienza per gli umani e non per i cani? In realtà lo è. Per prima cosa, il criterio usato per costruire le razze è arbitrario e basato spesso non sulla ricerca di esemplari forti e sani ma di esemplari belli (e pieni di problemi). Infatti la selezione non avviene generalmente per ottenere cani da lavoro, quindi per avere cani adatti a un compito e forti, ma per avere cani da sfilata. Cioè cani da usare per produrre cuccioli con pedigree da vendere a caro prezzo.

Per fare questo, si usa di frequente l’inincrocio, cioè la pratica di incrociare tra loro individui con gli stessi discendenti. In questo modo si ottengono esemplari con il pedigree e la salute fragile.

E i levrieri? Per quanto riguarda i greyhound, esistono due diversi modi di selezionarli, quello degli allevamenti “per bellezza” e quello degli allevamenti “per lavoro”. I cani da corsa sono del secondo tipo. Questo vuol dire che non necessariamente rispondono ai requisiti della Federazione Cinofila Internazionale. E il modo di “produrli”, perché di produzione industriale si tratta, può variare. Per esempio ci sono molti cani neri perché i cani neri sono generalmente molto veloci, ma ci sono greyhound molto diversi tra loro. Ultimamente, per esempio, ci sono maschi con il collo più largo di qualche tempo fa.

Quindi, un greyhound riconosciuto tale dall’IGB non è necessariamente un greyhound di razza per la FCI. Senza contare che per l’IGB molti greyhound sono classificati come lurcher perché non tatuati, e non sono tatuati semplicemente perché non entrano nel giro delle corse.

Anche per quanto riguarda i galgo la situazione è complessa, perché anche i galgo in Spagna non sono selezionati per corrispondere a criteri estetici ma per fare il loro lavoro. Dunque se ci affidiamo all’aspetto esteriore anche qui avremmo esemplari che non corrispondono ai canoni della FCI. In conclusione, non ha senso ragionare sui nostri cani come se ragionassimo su esemplari di allevamento e peraltro la selezione delle razze con i canoni FCI è del tutto priva di basi scientifiche oltre che spesso nociva per i cani.

Quindi siate orgogliosi di ciascun singolo cane, galgo, grey o lurcher che sia, e al di là del fatto che abbia un pedigree o corrisponda a criteri del tutto privi di fondamento e dannosi per il futuro dei cani.

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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