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Il linguaggio conta

C’è una parola che alcuni usano a proposito dei greyhound che danno in adozione e che vengono dall’Irlanda, questa parola è “retired”, ritirato.

La usano le associazioni ma anche quelli che fanno finta di non stare con le associazioni ma in realtà ne condividono la visione.

Ritirato sta per “cane che è arrivato alla fine della carriera di atleta e ora va in pensione”: l’analogia che viene in mente è quella dello sportivo che dopo una vita di successi si dedica a una bella vita di riposo.

In Irlanda c’è un ente farlocco, emanazione diretta dell’industria di cui condivide la sede e il personale, che si occupa dei cani “retired”, il Retired Greyhound Trust. L’INPS dei greyhound, a giudicare dal nome e anche dalle dichiarazione di alcuni lacchè nostrani dell’industria, che ci hanno spiegato nei mesi scorsi che in Irlanda i cani finché corrono stanno bene. Balle spaziali, numeri alla mano. Nel 2013 il programma di adozioni dell’industria ha salvato la bellezza di 420 greyhound, a fronte di circa 13.000 spariti nel nulla: un pensionato ogni 30 scomparsi. Molti fatti fuori già da cuccioli: prepensionati?

Il termine “retired”, ritirato, è dunque un espediente dell’industria per nascondere la verità, e chi lo usa contribuisce a sua volta a nascondere la verità, la sostanza delle cose.

La verità è che la maggior parte dei greyhound irlandesi è spazzatura, e d’altra parte i greyhound in Irlanda non sono atleti, ma beni agricoli, buoni solo per far soldi.

C’è una storia che racconta come stanno le cose, quella di Gilbert: sfruttato nel racing, ha subito un infortunio che gli ha danneggiato il dotto salivare. Il suo proprietario ha deciso di portarlo al pound per sopprimerlo anziché curarlo.

Salvato e operato da Limerick Animal Welfare, Gilbert non è “ritirato”, ma è un abbandonato, un sopravvissuto, un salvato. Un fortunato, perché la gran parte dei suoi fratelli non si salva e non sopravvive.

Quando leggete dei greyhound su Internet o altrove, fatte dunque attenzione alle parole che incontrate, hanno un grande significato. A volte nascondono la verità e dunque aiutano chi ha interesse a nascondere la verità, cioè chi sfrutta e uccide i greyhound.

Massimo Greco

© Riproduzione riservata

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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