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I trainer conoscono i greyhound meglio di quelli che li salvano?

Chi decide di adottare un greyhound irlandese può pensare che sia meglio considerare un cane che viene direttamente dal suo trainer? Alcuni sostengono infatti che i trainer conoscerebbero bene i loro cani e che dunque i loro profili caratteriali sarebbero più affidabili. Ma sarà poi vero che è così? E c’è una differenza caratteriale tra un greyhound che proviene direttamente dai trainer e uno che ha fatto un’esperienza in un rifugio indipendente?

La risposta alla prima domanda è negativa: i trainer non conoscono i loro cani meglio di chi lavora in un rifugio indipendente. I trainer leggono i comportamenti dei loro cani a partire dagli stereotipi e dai pregiudizi che hanno in generale nei confronti dei greyhound. Per loro questi cani sono interessanti in quanto corridori disciplinati e produttori di reddito, semplicemente non sanno leggere le potenzialità di un greyhound come animale d’affezione perché non ne hanno le minima idea e non hanno le competenze per leggere il comportamento del cane in situazioni completamente differenti rispetto a quelle in cui vive fino a quando è un corridore. Invece, chi lavora in un rifugio che non accetta la logica del racing è in grado di vedere aspetti del carattere e potenzialità dei greyhound che sono molto più utili per il loro inserimento in un contesto di vita familiare e completamente differente da quello del kennel e del cinodromo. Chi lavora in un rifugio ha capacità di analisi che non ha chi allena i cani per le corse.

C’è poi una differenza caratteriale tra un greyhound che proviene direttamente dai trainer e uno che ha fatto un’esperienza in un rifugio indipendente? La risposta è sì, molto spesso c’è, e questo perché in un rifugio ci sono persone che lavorano sul carattere e sul comportamento dei cani per aiutarli ad apprendere o a far emergere quanto è utile per vivere in ambienti e situazioni completamente nuove. I trainer sanno fare il loro mestiere, cioè allenare i cani per correre, ma non sanno fare il mestiere di chi si occupa tutti i giorni di recuperare i cani e prepararli a essere pet, animali d’affezione.

Scegliere un cane che proviene direttamente dai trainer non vuol dire affatto, dunque, avere informazioni più attendibili e accurate. Meglio affidarsi a chi ha una visione dei greyhound differente da quelli che li sfruttano e li considerano come beni agricoli.

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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