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Greyhound scozzese venduto in Cina. Rischio che finisca vittima del mercato della carne.

Il pasto di un cane al Canidrome di Macao, unico cinodromo legale in Asia, scattata nel 2018. Da allora il circuito è stato chiuso.

Riportiamo la traduzione dell’articolo de The Sunday Post dal titolo Slaughterhouse fears for Scottish greyhound sold to Chinese breeders, pubblicato il 29 settembre 2019. 

I timori del mattatoio per un greyhound scozzese venduto ad allevatori cinesi

Un cane che un tempo gareggiava nell’unico circuito per levrieri legale in Scozia è stato venduto in Cina e gli attivisti avvisano allarmati che potrebbe esser macellato per il commercio di carne.

Quella di Buzz Bomb Alley è la prima vendita confermata di un greyhound dalla Scozia ad allevatori cinesi e sta suscitando richieste di un giro di vite su un lucrativo commercio di esportazione riguardante principalmente cani irlandesi.

Circa 50 greyhound allevati in Irlanda, alcuni dei quali hanno gareggiato in Gran Bretagna, sono pubblicizzati in siti di allevamento cinesi, secondo quanto riferiscono attivisti per i diritti degli animali che hanno salvato emaciati cani da corsa dalla Cina.

Gli attivisti temono che i cani esportati in Cina per l’industria dell’allevamento siano tenuti in condizioni terribili e siano venduti ai mercati della carne una volta diventati troppo vecchi o malati per la riproduzione.

Buzz Bomb Alley

Buzz Bomb Alley è stato individuato in Cina da un gruppo chiamato Caged Nationwide. Il greyhound ha corso allo Stadio di Shawfield, Glasgow, il 15 febbraio.

Un allenatore, Willie Finnie, ha dichiarato al The Sunday Post di aver fatto da mediatore in una vendita, ma ha dichiarato di non sapere che il cane sarebbe stato venduto all’estero.

Willie Finnie

Fiennie, del Lanarkshire, è un noto allenatore che trasporta cani fra Scozia e Irlanda.

Nel 2016 si è offerto di vendere farmaci da ricetta per influenzare le prestazioni dei cani a dei reporter del Post durante un’indagine sulle gare truccate. Ha negato di aver commesso reati.

La scorsa settimana, ha detto di essersi accordato per portare Buzz Bomb Alley in Irlanda in seguito alla richiesta di un allenatore che ha esportato greyhound in Cina.

Il greyhound apparteneva all’ex-allenatore Allan Power, che ha venduto il cane all’Irlandese tramite Finnie per 500 sterline. Power ha espresso indignazione alla notizia che il cane fosse finito in Cina.

Finnie ha detto di aver facilitato la vendita di Buzz Bomb Alley dopo una telefonata di un uomo che aveva incontrato due volte, dopo aver portato due fattrici in Irlanda.

Finnie ha insistito di non essere stato a conoscenza che Buzz Bomb Alley sarebbe stato esportato in Cina e che gli era stato detto che avrebbe gareggiato a Dublino. Ha detto: “Così l’ho portato in Irlanda, ho incontrato l’uomo, che mi ha dato i soldi e ha firmato tutti i documenti”. “Tre settimane dopo, Allan mi ha telefonato dicendomi «il cane è in Cina» e io ho risposto «stai scherzando, non ne sapevo niente»”. “Ho telefonato all’uomo, e Allan ha voluto il suo numero in Irlanda, e gliel’ho dato. Ho detto «Eccolo qui, Allan». Non ne sapevo niente, e questo è tutto. Giuro sulla vita dei miei nipoti che non sapevo che quel cane fosse diretto in Cina”.

Power ha detto che non fa più correre né allena più cani. Ha aggiunto: “Innanzitutto, chiunque venda cani in Cina o in qualsiasi altra nazione senza welfare dovrebbe esser squalificato a vita. L’irlandese è un criminale seriale e se mi avesse contattato direttamente per acquistare qualsiasi cane sarebbe stato perseguito, perciò usa altre persone che non conoscono il suo passato. Non faccio correre né alleno cani ora, ma posso onestamente dire che questo è il primo incidente del genere”.

Caged Nationwide, che ha aiutato a salvare cani dalla Cina, ha dichiarato:

“Alcuni greyhound sono stati certamente venduti in Cina ad allevatori che molto spesso li tengono in condizioni terribili, li usano come riproduttori fino a 12 anni circa, spesso l’intero lasso di vita di un greyhound. Non ci sono affatto leggi che proteggono i greyhound in Cina”.

“Nei database cinesi di annunci sono stati individuati greyhound, continuiamo a lavorare con la Birmingam Greyhound Protection, collegata con un rifugio in Cina, e abbiamo salvato e riportato in Gran Bretagna greyhound precedentemente esportati, dopo averli recuperati in condizioni emaciate”.

Say No To Greyhound Racing Scotland, ha dichiarato:

“Buzz Bomb Alley è il primo greyhound che ha gareggiato in Shawflield di cui è stata confermata la vendita ad allevatori cinesi. Lo metteranno in riproduzione fino alla morte, probabilmente in condizioni terribili e la maggior parte dei suoi figli finiranno nei macelli cinesi”.

“Abbiamo bisogno di un divieto totale delle corse dei greyhound in Scozia e i nostri MSPs (Membri del Parlamento Scozzese) devono sedersi e ascoltarci”.

“La settimana scorsa abbiamo fatto sapere che 28 greyhound sono risultati positivi a Shawfield per sostanze proibite, come la cocaina”.

Il Greyhoun Board of Great Britain (GBGB) ha dichiarato: “In qualità di associazione per il welfare e di regolamentatore per l’industria in Gran Bretagna, noi aborriamo qualsiasi crudeltà verso greyhound. Gli standard del welfare nelle gare di greyhound britanniche sono i più severi al mondo”. “Lavoriamo in stretto contatto con DEFRA (Department for Environment, Food & Rural Affairs) per mantenere un’accurata immagine di standard di welfare non solo in Cina, ma anche in molti altri paesi. Se ci giungono prove che titolari di licenza del GBGB spediscono cani in Cina, interverremo. Gli attivisti non ci hanno fornito prove dirette che ciò sia stato fatto da titolari di licenza del GBGB. Qualora lo facessero, non esiteremo a intraprendere l’azione più forte possibile”.

©Petlevrieri 

Articolo originale: 

Slaughterhouse fears for Scottish greyhound sold to Chinese breeders – Sunday Post

Slaughterhouse fears for Scottish greyhound sold to Chinese breeders

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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