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Greyhound sani e giovani uccisi dall’industria del racing come rivelato dall’agghiacciante bilancio del numero di decessi

Greyhound sani e giovani uccisi dall’industria del racing come rivelato dall’agghiacciante bilancio del numero di decessi

Gli attivisti per i diritti degli animali hanno diffuso statistiche scioccanti sull’industria del greyhound racing in Australia.

La Coalizione per la Protezione dei Greyhound ha stroncato l’industria e chiesto leggi più dure a tutela degli animali.

Gli animalisti affermano che in media ogni settimana muoiono cinque greyhound nei cinodromi australiani, e gli ultimi dati forniti denunciano ben 64 decessi e 1200 infortuni nel solo Queensland nel 2019. Molti dei cani morti avevano solo due anni quando hanno subito un incidente mortale.

Tutele

La Coalizione ha chiesto al governo l’introduzione di cinque misure per tutelare i greyhound, tra cui il monitoraggio degli animali, il finanziamento dei rifugi, il miglioramento della sicurezza in pista, un limite agli allevamenti e regole più rigide e pene più severe per i maltrattamenti.

Il presidente dell’organizzazione per i diritti animali, Dennis Anderson, ha detto che l’industria deve  essere più trasparente, in quanto per finanziarla viene usato il denaro dei contribuenti.

“Abbiamo ricavato queste statistiche da centinaia di relazioni di funzionari di gara. Né il governo, né l’industria hanno diffuso queste informazioni nel Queensland. È disonesto, quando sono coinvolti milioni di dollari dei contribuenti, destinare $ 39 milioni al nuovo cinodromo di Ipswich” ha detto al Mail Online.

La reazione

I vertici del greyhound racing hanno difeso l’industria, affermando di fare tutto quanto possibile per proteggere gli animali. L’ente corse del Queensland ha dichiarato di star cercando un modo per ridurre i decessi.

Un portavoce del Racing Queensland ha detto in un comunicato: “Questo include la collaborazione con la Commissione Integrità del Racing del Queensland per rivedere i protocolli veterinari in uso e il Racing Meeting Injury Scheme. (Sistema Infortuni sulle Corse). Il Racing Queensland ha già intrapreso delle iniziative, tra cui un maggiore controllo sull’analisi degli infortuni (cause ed effetto), lo sviluppo di conferenze per i curatori dei cinodromi, e la standardizzazione della manutenzione delle piste, della metodologia di preparazione e delle attrezzature. Attualmente meno del 3% delle partenze sulle piste del Queensland terminano con un incidente, e la maggior parte dei cani coinvolti torna a gareggiare dopo una quindicina di giorni”. “Per garantire la trasparenza tutti gli infortuni collegati ad una gara figurano nelle relazioni dei funzionari della Commissione Integrità del Queensland Racing e sono facilmente consultabili sul sito web dell’ente corse”.

I vertici del racing affermano anche di aver revisionato infortuni e decessi per evitare che si ripetano. Ma le statistiche, basate sulle relazioni dei funzionari di gara, sono una lettura macabra. 

©Petlevrieri 

Healthy greyhounds killed ‘in their prime’ in racing industry as shocking death toll figures are revealed

 

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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