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Australia – Molti Greyhound ex racer soppressi perché “timidi”, “rumorosi” o perché “odiano i gatti”

Traduzione dell’articolo ‘Retired racing greyhounds put down for being ‘timid’, ‘noisy’ or ‘hating cats’ de The Guardian, pubblicato mercoledì 1 agosto. 

Greyhound ex racer soppressi perché “timidi”, “rumorosi” o perché “odiano i gatti”

I dati dell’industria ottenuti dal Guardian Australia mostrano come molti cani siano stati soppressi piuttosto che dati in adozione a causa del loro “temperamento”.

I greyhound ex racer giudicati inadatti all’adozione vengono soppressi perché rincorrono le lucertole, odiano i gatti o risultano “troppo timidi”, “rumorosi” o “ansiosi e paurosi”.

I dati registrati dell’Internal Greyhound Racing del Nuovo Galles del Sud ottenuti dal Guardian Australia rivelano come alcuni proprietari di greyhound continuino a fare affidamento su motivazioni confuse per far sopprimere i cani quando vengono ritirati dalle gare.

Tra le notifiche di ritiro presentate all’autorità di regolamentazione tra l’aprile 2017 e il maggio 2018 alcuni proprietari semplicemente hanno dichiarato che l’adozione non era possibile a causa del “temperamento” del cane, senza descrivere il loro comportamento in dettaglio.

Un documento, datato agosto 2017, descrive le ragioni per l’eutanasia così: “Il cane non riesce a camminare in attesa dell’operazione all’anca. Non posso darlo via. Il cane non ama i gatti e gli altri animali”.

In un altro, datato maggio dello scorso anno, si legge che il cane è stato soppresso perché: “non ha istinto predatorio e non è adatto all’adozione in quanto odia i gatti e non supererebbe il GAP (programma Greyhounds as Pets per ottenere una specie di patentino che autorizzi il cane a vivere come animale domestico di una famiglia, potendo anche portarlo fuori casa)”.

I documenti, ottenuti in base alle leggi sulla libertà di informazione, sono stati pubblicati quando i Verdi hanno espresso preoccupazione verso l’indebolimento della politica di adozioni dei greyhound nel Nuovo Galles del Sud.
In precedenza i proprietari di greyhound dovevano ottenere il consenso dell’ente corse per far sopprimere un animale.

Adesso invece devono solo dimostrare di aver fatto dei “tentativi ragionevoli e genuini” per dare in affidamento un greyhound sano.

Il cambiamento è stato introdotto dalla nuova Commissione Integrità e Benessere dei Greyhound, un organo che rappresentava il fulcro degli sforzi del governo del Nuovo Galles del Sud per riformare l’industria del racing.
Le norme sull’eutanasia erano già state criticate nel 2016 dalla Commissione Speciale d’Inchiesta, istituita dal governo del Nuovo Galles del Sud. La Commissione dichiarò che le norme sarebbero servite a poco senza un incremento delle strutture a supporto dei programmi di adozione. “Nella migliore delle ipotesi, e forse per ironia della sorte, l’effetto delle norme proposte porterà semplicemente ad un aumento sostanziale dei greyhound in cerca di una famiglia” dichiarava la relazione della commissione. “Questo sarebbe uno sviluppo positivo ci fossero più strutture ricettive per le adozioni. Non è questo il caso ed è improbabile che accada in futuro”.

La parlamentare dei Verdi Mehreen Faruqi ha detto che la nuova commissione integrità doveva occuparsi di ripulire l’industria del racing. “Invece le nostre peggiori paure si sono concretizzate quando hanno allentato le già deboli norme di tutela” ha dichiarato. “L’autorità di regolamentazione non ha alcun interesse a salvare le vite di questi cani. Prendendo le distanze da un sistema permissivo ad un regime di notifica, non c’è alcuna possibilità neppure di intervenire. Quando lo scopriranno il cane sarà già morto”.
La Faruqi ha aggiunto che le notifiche sui ritiri dalle gare mostrano come l’industria abbia continuato ad autorizzare la soppressione di cani che avevano smesso di “far guadagnare”.
Queste centinaia di moduli di soppressione confermano quello che già sapevamo. I cani continuano ad essere uccisi a centinaia per le ragioni più false”.
Essere troppo timido o abbaiare ad un altro cane non dovrebbe comportare una sentenza di morte e l’industria dovrebbe assumersi la responsabilità della riabilitazione dei greyhound che ha sfruttato e maltrattato per fare soldi”.
Un portavoce della Commissione Integrità e Benessere dei Greyhound (GWIC) ha dichiarato che la politica dell’eutanasia non è stata affatto indebolita.
“La posizione del GWIC è quella di voler incrementare le responsabilità dei proprietari dei greyhound per quanto riguarda tutte le decisioni vitali” si legge nel comunicato. “La politica aumenta gli sforzi richiesti ai proprietari che sinceramente fanno dei tentativi per dare in adozione i propri cani”. “Il GWIC ha cambiato i requisiti per la certificazione veterinaria così che nei dati raccolti sui cani soppressi con l’eutanasia si individui con chiarezza le soppressioni intraprese per problemi comportamentali, medici o su richiesta del proprietario”. Il portavoce ha aggiunto che la commissione monitorerà i proprietari con un tasso alto o insufficiente di adozioni e, se necessario, interverrà.

Martedì il governo del Nuovo Galles del Sud ha annunciato di aver contribuito con 500.000 $ di fondi dei contribuenti alla corsa di greyhound più ricca del mondo, la Million Dollar Chase a Wentworth Park, Sidney.

Articolo originale 

theguardian.com/australia-news/2018/aug/02/retired-racing-greyhounds-put-down-for-being-timid-noisy-or-hating-cats

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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