Gino e Gina

Ci sono quattro tizi, li chiameremo Gina e Gino, Pina e Pino. Questi tizi corrono veloci, molto veloci, e grazie a questo si procurano il cibo, diciamo lepri.

Corrono e cacciano e un bel giorno incontrano Cip e Ciop che vedendoli correre così veloci pensano “perché non li facciamo correre dietro una lepre finta e vediamo chi vince?”

Detto fatto, Gina e Gino, Pina e Pino amano correre e non sono forti come Cip e Ciop. Dunque corrono e corrono. Arriva un giorno in cui Cip e Ciop decidono di scommettere qualche sterlina sul vincente. E così un po’ alla volta anche altri amici di Cip e Ciop cominciamo a scommettere. Così le sterline diventano sempre di più.

Cip, che non è stupido ma è anche avido pensa “Se io faccio fare un po’ di cuccioli a Gina e Gino posso prendere i cuccioli più veloci e usarli nelle gare”. E così fa Ciop con Pina e Pino.

Un po’ alla volta le corse aumentano e con loro le scommesse. E i cuccioli che non sono abbastanza veloci? Beh, costano. Già lo sappiamo, Cip e Ciop sono avidi ma non sono stupidi. Dunque, si potrebbe dare in adozione qualcuno di questi cuccioli in modo da sembrare bravi e premurosi.

Ma gli altri no, costano, dunque perché non farli sparire in qualche modo?

Nessuno sa che esistono, nessuno saprà che non esisteranno più. E così fanno con i discendenti di Gina e Gino e di Pina e Pino. Una fossa comune, un sacco della spazzatura, una puntura pulita, una strada in cui abbandonarli, magari dopo avergli fracassato le zampe.

E quando qualcuno dirà che è inumano, Cip e Ciop e i loro discendenti diranno che no, non è vero, questa è un’eccezione. E aggiungeranno che ai discendenti di Pino e Pina e di Gina e Gino piace gareggiare. Ma qualcuno ha chiesto loro se preferiscono correre liberi invece che gareggiare? Nessuno lo ha fatto.

Sì, perché Gina e Gino, Pina e Pino non sono tizi, sono greyhound. Una volta correvano, ora gareggiano, e non è la stessa cosa. E Cip e Ciop sono due trainer o due proprietari di greyhound.

Pensate sia una storiella? Beh, io ho tre greyhound, i loro padri insieme hanno prodotto 20990 cuccioli e posso documentarlo. E per molti di loro la storiella non ha avuto un lieto fine.

Molti sono felici di salvare un levriero e hanno ragione, quello che fanno in questo modo è bello.

Ma a loro chiedo di guardare i loro cani negli occhi e di dedicare un pensiero a quelli che hanno gli stessi occhi ma non la stessa fortuna.

Per ogni cane che adottiamo centinaia, forse migliaia vengono uccisi.

Non dimentichiamoli, non giriamoci dall’altra parte, non nascondiamo la verità.

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