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Florida – I proracer si accaniscono nel difendere il greyhound racing, che cesserà per legge entro il 2020.


Giovedì 6 giugno 2019

Baghdad Bob Redux?

di Fred Barton, segretario, GREY2K USA Worldwide

Durante la campagna per l’approvazione dell’Emendamento 13, la proposta di legge che eliminerà gradualmente il greyhound racing in Florida, mi sono stupito di vedere fin dove si sarebbero spinti i portavoce dell’industria per evitare di affrontare il vero problema.

Il greyhound racing è lecito? Questa era la domanda.

Ma gli allevatori di greyhound hanno scelto di imbarcarsi in una crociata di distorsione e distrazione, parlando di caccia, pesca, tutto tranne il dog racing!

Si sono concentrati sull’attaccare i messaggeri, ed hanno persino bullizzato gli elettori che in modo onesto cercavano di informarsi. Questa curiosa “strategia” si è rivelata controproducente ed è servita solo ad allontanarli ancora di più dall’elettorato. Di conseguenza quasi 7 elettori su 10 hanno votato per porre fine al greyhound racing entro dicembre 2020.

Gli allevatori di greyhound hanno perso alla grande.

Penserete che i sostenitori del dog racing, guardando alla loro campagna del 2018, abbiano acquisito una certa consapevolezza e autocritica, prendendosi una pausa per esser pronti a muoversi in un’altra direzione. Vi sbagliate.

Recentemente mi sono imbattuto in un nuovo video intitolato “Lo Scopo della Vita è una Vita di Obiettivi” pubblicato dalla National Greyhound Association. Raccoglie in due minuti video di cani che corrono in slow motion, con citazioni filosofiche e musica New Age in sottofondo. Sembra che nella mente degli allevatori di greyhound il dog racing sia letteralmente l’unica ragione di vita per questi cani. Ma come gli abitanti della Florida hanno espresso in modo esplicito e definitivo, nei cinodromi del paese muore un greyhound ogni tre giorni. Se proveniste da Marte e vedeste quel video per la prima volta, non sapreste che a novembre l’Emendamento 13 è stato approvato a larga maggioranza, né che cinque cinodromi sono stati chiusi subito, mentre gli altri sette rimasti lo faranno a breve!

Ho notato questa negazione forzata in altre interazioni che ho avuto con i rappresentanti dell’industria. Durante la campagna uno dei miei obiettivi consisteva nel commentare gli articoli e le notizie sportive sull’Emendamento 13. Mi sono trovato costantemente a dover denunciare le menzogne, le accuse infondate e le bugie oltraggiose portate avanti dalla fazione pro-racing. Le risposte ai miei chiarimenti da parte dei sostenitori dell’industria sono state spesso attacchi personali, attacchi a GREY2K o insulti ai sostenitori dei diritti animali in generale. Adesso, sette mesi dopo, mentre si diffondono le notizie sui greyhound della Florida resi disponibili per l’adozione e i casinò iniziano ad allontanarsi dall’antiquato dog racing, i suoi difensori ripetono sempre la solita vecchia cantilena.

Nei loro commenti online e sui giornali, gli allevatori di greyhound continuano a fare attacchi ad hominem. Addirittura minacciano di citare in giudizio lo stato in una battaglia donchisciottesca, con inutile dispendio di tempo e denaro, perché affermano che “semplicemente non è giusto” fermare il dog racing.

Come fossimo in una distorsione temporale, niente sembra essere cambiato nella fazione pro-racing. Non hanno cambiato approccio, né hanno realizzato che i tempi sono cambiati. Nessuna crescita, niente di niente.

Sembra che l’industria sia totalmente incapace e completamente fuori fase, e questo ultimo video pubblicato dalla NGA conferma solo quest’impressione. Quest’industria crudele continua a parlare di quanto sia fantastico il dog racing e di quanto siano felici i cani, tutto per indorare la pillola sulla mercificazione di questi esseri indifesi e gentili.

Questo mi ricorda Baghdad Bob, il “Ministro dell’Informazione” iracheno che salì sul palco e fece un discorso assurdo durante la missione Desert Storm, insistendo per esempio sul fatto che i soldati americani si sarebbero suicidati “a centinaia” fuori dalla città. Avrebbe addirittura negato la presenza di carrarmati americani a Baghdad, quando si potevano sentire di sottofondo nella trasmissione!

Le cose non sono finite bene per Baghdad Bob (il cui vero nome era Mohammed Saeed al-Sahhaf). Dopo la guerra venne catturato dalle forze di coalizione, interrogato e rilasciato. Successivamente scomparve.

La stessa sorte toccherà sicuramente al greyhound racing.

Fred Barton, Secretary, GREY2K USA Worldwide


Articolo originale: 
g2kww.org/timewarp

©Petlevrieri 

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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