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Dozzine di cani dopati nel cinodromo scozzese

Riportiamo la traduzione dell’articolo pubblicato da The Sunday Time che denuncia il fenomeno diffuso del doping fra i greyhound sfruttati nell’unico cinodromo autorizzato in Scozia, lo Shawfield Stadium di Glasgow.

Steroidi beta bloccanti, proormoni e cocaina fra le sostanze dopanti più usate. La cocaina è potenzialmente letale per i cani e può causare convulsioni, ictus e attacchi cardiaci.

Oltre alla somministrazione di sostanze vietate, lo scorso anno nel Regno Unito sono morti 932 greyhound da corsa, di cui 242 sono deceduti a bordo pista. Altri 4963 greyhound hanno subito infortuni vari.

L’ente corse inglese GBGB é stato accusato di non combattere veramente il dooing e di essere negligente verso le problematiche sul benessere animale.

Alcuni addestratori arrestati nel 2018/2019 per reati commessi allo Shawfield erano già recidivi, ma sono stati solo richiamati o sospesi. Dei 28 reati di doping registrati, solo quattro addestratori sono stati banditi per sempre dal circuito delle gare. In cinque casi non sono stati presi ulteriori provvedimenti.

In vista dell’incontro parlamentare di martedì 24 settembre, gli attivisti chiedono la messa al bando del greyhound racing. Say No To Greyhound Racing In Scotland ha dichiarato:

“La legge viene infranta con l’uso di droghe di classe A e le nostre normative sul benessere animale non vengono rispettate. I nostri parlamentari sono nella posizione di agire per prevenire questi crimini e maltrattamenti e il fatto che non lo stiano facendo è qualcosa che preoccupa molto i cittadini”.

L’uso di sostanze vietate per far correre più veloce o più lento un greyhound è stato denunciato in una serie di inchieste giornalistiche speciali. Il The Sunday Time ha scoperto il video di un addestratore mentre si vantava di come avesse deliberatamente rallentato i suoi cani per truccare le corse così da ottenere migliori probabilità di vittoria e guadagno.

Il trainer Willie Finnie ha ammesso di aver usato solo sedativi ottenuti dietro prescrizione medica per rallentare i suoi cani e si è offerto di fornire droghe ai giornalisti sotto copertura del The Sunday Time. 

Ha detto: “Datemi una lista. Se non riesco a trovarli qui, me li procurerò in Irlanda, dove vado ogni due settimane. Qualunque cosa vi serva, punture o altro, riesco ad averla”. Interrogato sul perché una persona vorrebbe rallentare il proprio cane, ha risposto: “Tutti penseranno che il cane non sappia correre veloce e così otterrai un prezzo più alto quando vai a scommetterci sopra (e il cane vince). È così che facciamo. Ma se ti beccano sei nei casini”.

 

Di seguito la traduzione. 

Dozzine di cani dopati nel cinodromo scozzese

a firma di Billy Briggs

22 settembre 2019

Dozzine di greyhounds addestrati o fatti gareggiare in Scozia sono risultati positivi a sostanze vietate come la cocaina e l’anfetamina.

Steroidi, beta bloccanti e proormoni, usati dai bodybuilder, risultano tra le sostanze proibite ritrovate dal 2009 nel sangue di greyhound dello Shawfield Stadium di Glasgow.

Cinque dei 28 test anti doping risultati positivi nell’unico cinodromo autorizzato della Scozia riguardavano la cocaina, che è potenzialmente letale per i cani e che può causare convulsioni, ictus ed attacchi cardiaci.

Oltre a questa scoperta, anche tre cani di un addestratore di Edinburgo che gareggiavano in Inghilterra sono risultati positivi ai test anti doping.

In vista della prossima riunione del gruppo interpartitico sul benessere animale del Parlamento scozzese, gli oppositori del greyhound racing chiedono a gran voce il divieto di questo sport.

Oltre alla somministrazione di sostanze vietate, lo scorso anno nel Regno Unito sono morti 932 greyhound da corsa, di cui 242 sono deceduti a bordo pista. Altri 4963 greyhound hanno subito infortuni vari.

Tuttavia il Greyhound Board of Great Britain (GBGB) insiste sul fatto che il benessere dei greyhound resta la loro priorità assoluta, aggiungendo che i test anti droga al cinodromo di Shawfield sono aumentati del 50% nell’ultimo anno.

Shawfield, a Rutherglen, Glasgow, è l’unico cinodromo riconosciuto in Scozia, anche se al Thornton Stadium, vicino a Kirkcaldy, Contea di Fife, esiste un’altra pista senza autorizzazione chiamata in gergo “flapper track”.

I dettagli sui reati di doping allo stadio di Shawfield sono registrati dal GBGB, che è stato accusato di non affrontare questi imbrogli e di essere negligente verso le problematiche sul benessere animale.

Alcuni addestratori arrestati per reati commessi allo Shawfield erano già recidivi, ma sono stati solo richiamati o sospesi. Dei 28 reati di doping registrati, solo quattro addestratori sono stati banditi per sempre dal circuito delle gare. In cinque casi non sono stati presi ulteriori provvedimenti.

Lo scorso anno 10 cani sono risultati positivi ai test anti doping. Nel 2019 ci sono stati due casi, che hanno coinvolto lo stesso addestratore, Thomas Jordan: uno dei suoi cani, Milesian Sandy, è risultata positiva alla cocaina a maggio. E un’altra femmina di greyhound, Leaha Millie, è risultata positiva ad un beta bloccante chiamato atenolol a marzo. Jordan è stato multato per £ 750 per la prima infrazione e, in seguito alla seconda, ha perso la sua licenza di addestratore.

Un altro trasgressore recidivo è Angus McCrae, i cui cani Blue Lad e Trapezius sono risultati entrambi positivi alla cocaina nel giugno 2018. Blue Lad non ha avuto una performance brillante in gara, mentre Trapezius ha vinto una corsa per due e tre quarti di lunghezza, dopo esser stato quotato 3 a 1 alla partenza.

McCrae ha negato di aver somministrato droghe ai suoi cani, ma è stato multato per £ 1,500 ed è stato sospeso per 12 mesi. Al GBGB ha dichiarato di aver prestato il suo furgone ad un amico che vi avrebbe versato dentro della cocaina che poi i suoi cani avrebbero ingerito. McCrae ha detto al Sunday Post che lui si trovava in vacanza a Corfù quando è successo: “Non ero nel paese. Ero in vacanza. Shawfield è il cinodromo più sicuro della Gran Bretagna” ha aggiunto. “Non so perché ve la prendiate con la Scozia visto che è il cinodromo più sicuro del Regno Unito”. Quando gli è stato chiesto se ci fosse un problema con la cocaina allo Shawfield ha risposto così: “Non lo so, non so neppure da dove provenga”.

L’addestratore di Edinburgo Gary Carmichael è stato ripreso nel 2016 e multato per £ 1000 dopo che due dei suoi cani sono risultati positivi a sostanze vietate nei test anti doping. I cani di Carmichael hanno corso a Belle Vue, Manchester, e a Newcastle. Uno dei suoi greyhound, Sporting Melody, è risultato positivo al meloxicam, mentre un cane chiamato Chuggington aveva nel sangue tracce di ampyrone/tetrametil amminoantipirina. Entrambi sono antidolorifici. Carmichael ha negato di aver dopato i suoi cani ed ha dichiarato: “Il meloxicam viene somministrato ai cani come antidolorifico e in qualche modo è rimasto nel loro sistema sanguigno. Non so come”. È stato prosciolto da ogni accusa nel 2018 quando un cane, Bandicoot Libby, risultò positivo alla sparteina, un principio attivo usato per curare le aritmie cardiache. Il GBGB accettò la sua spiegazione secondo cui il cane aveva mangiato una pianta chiamata ginestra.

In vista dell’incontro parlamentare di martedì, gli attivisti chiedono la messa al bando del greyhound racing. Say No To Greyhound Racing In Scotland ha dichiarato:

“La legge viene infranta con l’uso di droghe di classe A e le nostre normative sul benessere animale non vengono rispettate. I nostri parlamentari sono nella posizione di agire per prevenire questi crimini e maltrattamenti e il fatto che non lo stiano facendo è qualcosa che preoccupa molto i cittadini”.

Tre anni fa gli addestratori hanno rivelato ai giornalisti che l’uso di droghe influisce sulla performance dei cani in gara, alterando clandestinamente le probabilità di vittoria.

L’uso di sostanze vietate, per far correre più veloce o più lento un greyhound, è stato denunciato in una serie di inchieste giornalistiche speciali. Abbiamo scoperto il video di un addestratore mentre si vantava di come avesse deliberatamente rallentato i suoi cani per truccare le corse così da ottenere migliori probabilità di vittoria e guadagno.

Willie Finnie ha ammesso di aver usato solo sedativi ottenuti dietro prescrizione medica per rallentare i suoi cani e si è offerto di fornire droghe al nostro team.

Ha detto: “Datemi una lista. Se non riesco a trovarli qui, me li procurerò in Irlanda, dove vado ogni due settimane. Qualunque cosa vi serva, punture o altro, riesco ad averla”. Interrogato sul perché una persona vorrebbe rallentare il proprio cane, ha risposto: “Tutti penseranno che il cane non sappia correre veloce e così otterrai un prezzo più alto quando vai a scommetterci sopra (e il cane vince). È così che facciamo. Ma se ti beccano sei nei casini”.

©Petlevrieri 

Articolo originale

Dozens of dogs doped at Scots greyhound track

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Macia, vicepresidente e socio fondatore di Pet Levrieri, ha lavorato presso case editrici e oggi collabora in qualità di correttrice di bozze e per la revisione di testi. Nel 2011 ha adottato il suo primo levriero, entrando in contatto con la triste realtà che si cela dietro galgo, grey e lurcher e da qui è nato il suo impegno che condivide con suo marito Francesco, anche lui volontario all’interno dell’associazione. Ricopre il ruolo di Coordinatore del gruppo Adozioni e a ogni arrivo la trovate dietro un tavolo a far firmare moduli agli adottanti.
Vive a Milano con il marito in compagnia di un galgo spagnolo, Rodrigo, e due grey irlandesi, Rosden e Suzie, l’ultima adottata un anno fa.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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