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Di male in peggio per i greyhound in Australia: vergognoso il nuovo codice di Welfare dell’industria delle corse

Vi invitiamo a firmare e diffondere questa petizione, lanciata dal gruppo australiano antiracing Coalition for the Protection of Greyhounds (CPG) contro il nuovo codice di autoregolamentazione dell’industria delle corse del Nuovo Galles del Sud (Australia) che stabilisce standard bassissimi per la detenzione e lo sfruttamento dei greyhound  e non proteggerà i greyhound dalla sofferenza e dalla morte. 

Cliccare qui per firmare: 
http://chng.it/rTC7HxYqQx

Ecco cosa sta accadendo. 

Il nuovo codice “welfare” dei greyhound nel Nuovo Galles del Sud offre tutto tranne che il loro benessere.

Il governo del Nuovo Galles del Sud vuole attenuare gli attuali requisiti in vigore in tema di benessere dei greyhound con un nuovo codice deontologico per l’industria del racing che confinerebbe per sempre i cani in gabbie minuscole.

Di Bernard Keane 11/06/2020

Il governo del Nuovo Galles del Sud è pronto a firmare un orribile “Codice Deontologico sul Benessere” dei Greyhound che autorizzerà l’industria del racing a tenere i cani rinchiusi in gabbie di soli 3 mq 24 ore al giorno, e concede loro dieci anni prima di dover fornire perfino siffatto spazio. 

Il deputato nazionalista Kevin Anderson è l’attuale ministro in carica per il greyhound racing nel Nuovo Galles del Sud. A gennaio pubblicò una bozza, tanto attesa, del nuovo Codice Deontologico sul Benessere dei Greyhound nel Nuovo Galles del Sud per la consultazione pubblica. Tuttavia nella sezione della bozza che fa riferimento alle condizioni in cui i greyhound vengono detenuti dall’industria del racing si legge che “viene autorizzato il rinvio della messa in conformità…fino a 10 anni dalla data in cui il codice entrerà in vigore”.

In caso steste pensando che ritardare la messa in regola fino al 2030 significhi che le future generazioni di cani godranno di condizioni di vita migliori, vi sbagliate perché l’unico requisito che entrerà in vigore allo scadere dei 10 anni è quello secondo cui i cani dovranno essere detenuti in uno spazio di almeno 1,2 m x 2,5 m, con un’altezza minima di 180 cm, più bassa di quella raggiunta da alcuni maschi di greyhound di taglia grande in piedi sulle zampe posteriori.

Mentre il codice deontologico in vigore nello stato di Vittoria prevede un’altezza che consenta ai “greyhound di stare in piedi sulle zampe posteriori e con le anteriori al di sopra della loro testa (una posizione abituale per un greyhound eccitato)”.
Inoltre nello stato di Vittoria è proibito abituare i cani giovani e quelli prossimi al ritiro dalle corse a stare in spazi così ridotti. E, a differenza del codice dello Stato di Vittoria che prevede che tutti i cani trascorrano almeno un’ora al giorno fuori dalle gabbie se rinchiusi in spazi piccoli, quello del Nuovo Galles del Sud autorizza gli allevatori e gli addestratori a rinchiudere tutto il giorno i cani da corsa in gabbie di 3 mq.

Incredibilmente questi standard sono più bassi dell’attuale Codice di Comportamento per la Detenzione di Greyhound da Addestramento che prevede che i cani possano “sgranchirsi le zampe camminando al guinzaglio per almeno 30 minuti al giorno o 15 minuti due volte al giorno”. I requisiti attuali decadranno immediatamente con l’entrata in vigore del nuovo codice, senza il periodo di transizione di 10 anni.

Il requisito delle gabbie piccole previsto dalla bozza del codice è uno dei tanti difetti che hanno fatto arrabbiare gli oppositori allo sfruttamento dei greyhound, spingendo più di una dozzina di organizzazioni animaliste ad opporsi ad essa.

Il presidente della Coalizione per la Protezione dei Greyhound, Dennis Anderson, (nessuna parentela con il ministro Kevin Anderson) ha sottolineato come l’equivalente codice di comportamento inglese vieti la dolorosa pratica dell’inseminazione artificiale delle femmine di greyhound e preveda per gli ex racer un’adozione di coppia, riconoscendo il fatto che i cani sono animali sociali.

Infine il codice non affronta la promessa non mantenuta del governo Berejiklian di “un tracciamento completo” dei greyhound “dalla culla alla tomba”, che aiuterebbe ad evitare i maltrattamenti e le soppressioni da parte di addestratori e allevatori dei cani scartati perché in sovrannumero rispetto alla domanda dell’industria.

Come Crikey (sito web che ha pubblicato l’articolo ndt.) ha già sottolineato in precedenza, adesso è banalmente facile per gli addetti ai lavori dell’industria del racing affidare i loro greyhound ad una terza parte che li sopprimerà senza alcun obbligo di registrazione. Ironicamente al Ministro Anderson piace promuovere la registrazione dei cani da parte di proprietari ordinari, ma non pensa che questa richiesta dovrebbe essere estesa anche agli addestratori di greyhound che vogliono sbarazzarsi dei loro cani.

L’industria e i suoi sostenitori politici di estrema destra hanno dichiarato che questo (l’eventuale obbligo di registrazione anche per i greyhound ex racing) “porterebbe l’industria all’estinzione”. Questa affermazione la dice lunga su quanto sia bruttale lo sfruttamento dei greyhound da parte dell’industria che è ben lungi dall’accogliere favorevolmente un codice deontologico in alcune parti più flessibile nei requisiti di quello attualmente in vigore.
Sfortunatamente non prima del 2030 come minimo.

©Petlevrieri 

Articolo originale

NSW’s new greyhound ‘welfare’ code offers anything but

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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