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Azienda di macellazione elimina greyhound indesiderati per 20 sterline

Sul giornale inglese The Sunday Times, il 2 Novembre del 2008, è apparso questo articolo agghiacciante su quanto sia pratica comune (routine) uccidere i levrieri che provengono dall’industria delle corse, per qualsiasi motivo e in qualunque modo.

Un colpo in testa costa meno di un’eutanasia da un veterinario e il risultato è lo stesso. E’ pure legale. Gli danno anche della carne di cavallo dai poteri formidabili (quella che non inceneriscono insieme ai cani), promettendo che se un cane mangia quella, diventerà un campione.


Qui c’è la traduzione:

AZIENDA DI MACELLAZIONE ELIMINA GREYHOUND INDESIDERATI PER 20£

Un’azienda di macellazione, che fornisce carne all’industria delle corse dei levrieri, ha una parte dedicata all’uccisione dei greyhound  che non sono più abbastanza veloci per correre.

Un’inchiesta ha constatato che Holts, un’azienda in Hertfordshire, dedita alla macellazione di animali da 100 anni, chiede 20£ per uccidere un levriero con una pistola bolt (pistola captiva), a chiunque voglia disfarsene.

Il personale ha detto che lo hanno fatto per “un buon numero di trainer” che hanno visitato la struttura per più tempo. “Ci scambiamo un bel po’ di roba” ha detto uno di loro. I cadaveri vengono inceneriti. La carne dei cavalli, macellati in loco, viene venduta ai trainer come cibo per cani.

La Holts si vanta del fatto che i cani nutriti con la sua carne sono diventati campioni. Tra questi c’è anche un ex vincitore del Greyhound of the Year.

Ad un giornalista sotto copertura la Holts ha dichiarato che “non è un problema” uccidere un levriero per cui semplicemente non c’è più spazio.

Noi lo facciamo per un bel po’ dei nostri trainer”, ha dichiarato Alan Waller, che gestisce l’impianto di macellazione. “Facciamo pagare 20£ per ogni cane. E’ meglio del veterinario.

Il giornalista è stato anche rifornito di carne dal personale.

Il Department for Environment Food and Rural Affairs (Defra) ha dichiarato che è illegale per un’azienda di macellazione fornire alimenti per animali a chi non è stato autorizzato a riceverli da Animal Healt, un’agenzia del Defra.

Le normative dell’industria delle corse dicono che i cani dovrebbero essere uccisi solo come ultima istanza e sempre da un veterinario, che dovrebbe costare circa 60 sterline.

La questione del benessere dei levrieri ha acquisito visibilità a livello nazionale quando The Sunday Times ha rivelato che nel 2006, David Smith, un commerciante in Seaham, Co Durham, aveva ucciso migliaia di levrieri per i trainer che volevano liberarsene.

Lord Lipsey (che era) presidente del British Greyhound Racing Board ha dichiarato che si trattava di un “caso isolato”. Tuttavia, nonostante la riorganizzazione su ampia scala dell’industria, le uccisioni continuano ad esserci.

Un giornalista sotto copertura ha contattato la Holts dopo aver ricevuto la soffiata che l’azienda a conduzione familiare massacrava regolarmente i levrieri indesiderati provenienti dalle piste vicine.

Il figlio di Waller, Matt ha descritto il loro metodo:

“Uno di noi tiene fermo il cane mentre l’altro lo uccide. Non è il lavoro più bello da fare”. Ha aggiunto: “Noi non ci facciamo pagare per ucciderli, ci facciamo pagare per lo smaltimento. L’uccisione è gratuita. Ci costa appena 2p.”

Un cartello fuori dal cantiere, lungo una strada isolata fuori dal villaggio di Stanstead Abbots, vicino a Ware, vanta che Fire Height Dan, greyhound dell’anno 2004, è stato cresciuto con la carne della Holts.

Il personale ha spiegato che hanno un magazzino in cui conservano le carcasse dei cavalli morti o mutilati prima di vendere la carne ai trainer o ai giardini zoologici. Tutto ciò che non è idoneo al consumo animale viene incenerito.

Cremare animali è una “specialità”. Matt Waller ha detto:

“Tutti i proprietari si rivolgono a noi… vengono da tutto il territorio, Peterborough, Southend. Vengono tutti da chilometri di distanza perchè non ci sono più tanti posti come il nostro.”

Uccidere cani è una routine.

“Alcuni trainer portano qui i cani vecchi o quelli che hanno rotto un tendine o un garretto, o qualsiasi altra cosa. Non è un problema, a noi non importa.”

Un portavoce della RSPCA ha dichiarato: “Ancora una volta, sembra che i cani vengano masticati e sputati fuori da un’industria che tratta i levrieri come merce usa e getta, piuttosto che come animali senzienti di cui è responsabile.”

Di fronte ad un giornalista Alan Waller ha detto:

“I trainer, fondamentalmente, vogliono solo sbarazzarsi dei loro cani quando non sono più di alcuna utilità per loro e non possono trovargli una casa. E’ solo una delle cose che succede in un’industria in cui ci sono troppi cani e non tutti possono trovare una casa.
Con la nostra licenza è perfettamente legale uccidere i cani e liberarcene. Non lo facciamo con molti.

Tutti i trainer devono essere autorizzati ad acquistare carne da noi. Non possiamo vendere la carne a chi non subisce controlli specifici e non ha la licenza.”

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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