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Australia – Uccisi migliaia di greyhound non redditizi, anziché affidarli a famiglie adottive

Uccisi migliaia di greyhound impauriti

di Phoebe Loomes

13/10/2020

Secondo un nuovo studio nell’ultimo anno sarebbero scomparsi nel nulla più di 2300 greyhound ex racer destinati alle adozioni, e si teme siano morti.

Il caso studio, proposto dalla Coalizione per la Protezione dei Greyhound (CPG) in esclusiva a new.com.au, ha scoperto che nell’anno finanziario 2019-2020 3569 greyhound ex racer del Nuovo Galles del Sud avrebbero dovuto essere affidati a famiglie adottive, tuttavia le statistiche hanno rivelato che un totale di 2338 cani sono completamente scomparsi nel nulla.

Non si sa cosa sia accaduto a queste migliaia di cani, nonostante quest’anno durante la pandemia di coronavirus i rifugi che si occupano delle adozioni sono stati svuotati a causa dell’aumento vertiginoso delle richieste.

Dove sono finiti 2000 e più cani? Sospettiamo che ci si sbarazzi ancora dei racer non redditizi” ha detto Dennis Anderson, presidente della CPG. Crede che molti dei cani, di età compresa tra i due e i quattro anni, siano stati uccisi.

Il caso studio ha scatenato una reazione violenta da parte dell’autorità regolamentatrice dell’industria del greyhound racing nel Nuovo Galles del Sud, la Greyhound Welfare and Integrity Commission (GWIC), che ha contestato le scoperte in un lungo comunicato. Anche un portavoce dell’ente corse ha respinto le accuse mosse dal CPG, suggerendo che i dati siano stati falsificati.

Anche Kevin Anderson, ministro dell’Innovazione e della Regolamentazione del Nuovo Galles del Sud, responsabile per il racing, ha risposto alle affermazioni raccontando a news.com.au che “E’ in corso un programma solido” per assicurare una vita lunga e sana ai greyhound.

Nel 2016 venne avviata l’Inchiesta McHugh per fronteggiare le conseguenze dell’indagine condotta dalla trasmissione della ABC Four Corners sull’industria del greyhound racing che scoprì l’abitudine diffusa tra i trainer di usare prede vive per addestrare i greyhound. L’inchiesta giornalistica scoprì anche che migliaia di cani “scomparivano nel nulla” o venivano soppressi dopo aver smesso di gareggiare.

Il presidente del CPG ha dichiarato che i cadaveri dei cani sono stati ritrovati dalle autorità in fosse comuni, e in alcuni casi erano stati uccisi o dissanguati, dopo essere stati sfruttati come donatori universali per altri cani.

“Le persone coinvolte nel greyhound racing lo fanno per soldi e non sono interessate quanto dicono al benessere dei loro cani”

ha spiegato.

“Crediamo che nel 2020 in Australia non debbano più esistere i maltrattamenti agli animali per denaro”.  

Dennis Anderson ha continuato dicendo di non credere che l’industria del racing abbia risentito della pandemia da coronavirus, in quanto la maggior parte delle corse hanno continuato a svolgersi a porte chiuse, con le scommesse effettuate soprattutto online. Sostiene che il ministro responsabile per il racing, Kevin Anderson, non abbia preso provvedimenti per rafforzare l’autorità della Greyhound Welfare and Integrity Commission affinché attuasse il sistema di tracciamento dei greyhound da corsa nell’arco di tutta la loro vita. Il GWIC è l’ente regolamentatore indipendente dell’industria del racing nel Nuovo Galles del Sud.

Anderson inoltre ha aggiunto che il governo del Nuovo Galles del Sud tiene tracciatura solo dei cani di proprietà di membri dell’industria registrati, ma non tiene conto dei greyhound detenuti da persone esterne all’industria. Tutto ciò nonostante l’impegno preso nel 2017 di rintracciare tutti i greyhound da corsa e monitorarli nell’arco dell’intera vita.

“Il nostro governo non ha garantito la loro sicurezza”

ha detto, aggiungendo che attualmente 8 ispettori sono stati incaricati di monitorare 26.000 greyhound tra quelli in attività ed ex racer del Nuovo Galles del Sud, un lavoro definito impossibile da Anderson, infatti ci sono 11 dipendenti a tempo pieno della squadra di polizia del GWIC.

Dennis Anderson spiega che il CPG non era preoccupato dei greyhound adottati da privati, che normalmente finiscono in ottime mani, ma piuttosto di quei cani i cui spostamenti sono “ignoti”.

“Sarebbe semplice per il governo assicurare il trasferimento dei dettagli identificativi dei cani che gareggiano dall’autorità di regolamentazione del Nuovo Galles del Sud all’Anagrafe Canina una volta ritirati dalle corse, così non scomparirebbero nel nulla, ma non è ancora stato fatto. Perché ?”

Anderson esorta il Ministro 

  • ad introdurre un sistema di tracciatura dell’intera esistenza dei greyhound da corsa,
  • a finanziare i rifugi e le associazioni animaliste,
  • ad inasprire le sanzioni per i trasgressori dell’industria,
  • a ridurre gli allevamenti e le corse e
  • a rendere le piste più sicure.

IL GOVERNO “PRENDE MOLTO SERIAMENTE IL BENESSERE DEI GREYHOUND”

Il Ministro dell’Innovazione e della Regolamentazione, Kevin Anderson, ha difeso i dati del governo sul benessere dei greyhound in un comunicato rilasciato a news.com.au in cui afferma che il GWIC è stato efficace nel tutelare i cani da corsa nel paese.

“Questo governo prende molto seriamente il benessere dei greyhound e secondo il GWIC è in vigore un programma solido per fornire ai greyhound registrati una vita lunga e sana dopo il ritiro dalle gare” ha spiegato il ministro. “Quando i greyhound ex racer vengono venduti, ritirati dal circuito delle gare o ceduti a privati che non fanno parte dell’industria restano al sicuro. Il GWIC supervisiona la registrazione dei cani ritirati ai loro nuovi proprietari così che possano essere controllati sia dalla commissione stessa, che dal consiglio comunale o dagli ispettori della Protezione Animali”. “Recentemente abbiamo anche stabilito un nuovo Codice di Condotta così che il Nuovo Galles del sud possa mettere in pratica i migliori standard di tutela animale del paese ed intraprendere una revisione del Greyhound Act affinché continui ad essere adatto allo scopo”. “Queste azioni dimostrano il nostro impegno nel voler raggiungere standard di sostenibilità e benessere a lungo termine nell’industria del racing, così da riflettere le aspettative dell’opinione pubblica”.

L’ENTE DI REGOLAMENTAZIONE INDIPENDENTE CONTESTA LE AFFERMAZIONI SUI GREYHOUND SCOMPARSI

La Greyhound Welfare and Integrity Commission ha contestato le affermazioni in un comunicato lungo e dettagliato inviato a news.com.au e pubblicato per intero alla fine di questo articolo.

Il GWIC afferma che la Coalition for the Protection of Greyhounds avrebbe “fatto supposizioni gravi ed errate” sul numero di greyhound che essi credono avrebbero dovuto essere adottati o che sarebbero scomparsi nel nulla, e la Commissione “non è d’accordo con il CPG sul fatto che mancherebbero all’appello 2338 greyhound”.

“Prima dell’istituzione della Commissione si stimava che il 30% dei greyhound nati negli allevamenti non avrebbe mai corso, tuttavia da quando esiste la Commissione e con l’introduzione della riforma dell’industria i numeri relativi agli allevamenti si sono ridotti significativamente e non possiamo più pensare che questi dati continuino a rispecchiare la situazione degli ultimi tre anni”.

Nel comunicato si legge anche che “solo perché un greyhound non corre nel Nuovo Galles del Sud non significa che non corra affatto. Il Nuovo Galles del Sud è molto conosciuto per le esportazioni di giovani greyhound verso altri stati e giurisdizioni dell’Australia”. “La Commissione ha scoperto che la maggior parte dei greyhound che non gareggia o che è stato ritirato definitivamente dal circuito delle corse, resta in custodia ai proprietari o addestratori e quindi continua ad essere registrato con la Commissione. Di conseguenza non rientra nelle statistiche delle adozioni pubblicate dalla Commissione stessa”.

Il comunicato per intero è pubblicato alla fine di questo articolo.

Il CPG ha dichiarato di aver unito assieme il caso studio con i dati pubblicati dal GWIC, citati anche da Greyhounds Australasia. Il caso studio del CPG utilizza dati che mostrano il numero di greyhound allevati e poi diventati racer oppure giudicati inadatti a gareggiare. Ma secondo il GWIC il caso studio sottrae il numero di greyhound soppressi con l’eutanasia o uccisi per arrivare al numero secondo loro idoneo per le adozioni nell’anno finanziario 2019/2020.

PERCHE’ I GREYHOUND SCOMPAIONO?

Secondo il caso studio del CPG per comprendere l’entità delle sparizioni di greyhound ci si deve basare sulla comprensione del loro ciclo di vita.

  • I cuccioli di greyhound vengono svezzati a circa 8 settimane di vita, e cresciuti in cucciolate fino a circa 6 mesi d’età.
  • A 12-16 mesi iniziano il processo di “addestramento” iniziando ad inseguire una preda finta.
  • Alcuni cuccioli non vanno oltre questa fase perché vengono valutati come non competitivi, con un istinto predatorio poco sviluppato.
  • Quelli rimasti passano al pre-addestramento. Greyhounds Australasia afferma che il 40% dei cani allevati non arriverà mai a correre in pista.
  • In media la durata della carriera da racer di un greyhound è di 363 giorni.
  • A fine carriera i cani vengono utilizzati per la riproduzione, dati in adozione o scompaiono nel nulla.

COMUNICATO STAMPA COMPLETO DELLA GREYHOUND WELFARE AND INTEGRITY COMMISSION

“La Coalizione per la Protezione dei Greyhound ha fatto diverse supposizioni inesatte in merito al numero di greyhound che avrebbero dovuto essere affidati a famiglie o che sarebbero scomparsi.

La Greyhound Welfare and Integrity Commission non è d’accordo con la CPG sul fatto che mancherebbero all’appello 2338 greyhound, per le motivazioni riportate qui di seguito.

I numeri citati non tengono conto dei greyhound che restano con i loro proprietari, allevatori o addestratori originali, come spesso accade. Per esempio nel calcolo della GWIC dei greyhound nati tra il 1° luglio e il 30 settembre 2018, il 98,5% risultano essere ancora in custodia ad un membro dell’industria registrato.

Si afferma anche che il 40% dei greyhound allevati sono giudicati inadatti al racing. Prima dell’istituzione della Commissione si stimava che il 30% dei greyhound allevati avrebbero potuto gareggiare, tuttavia dall’avvio della Commissione e con l’introduzione della riforma dell’industria, i numeri degli allevamenti si sono ridotti significativamente e non possiamo più pensare che questi dati continuino a rispecchiare la situazione degli ultimi tre anni.

I greyhound allevati nel 2017/18 adesso hanno quasi due anni, e molti di essi avranno iniziato da poco l’addestramento per le corse, ma non hanno ancora partecipato ad alcuna gara. La Commissione monitorerà attentamente i dati nei prossimi mesi ed anni per determinare la tendenza dell’industria.

Allo stesso modo solo perché un greyhound non gareggia in Nuovo Galles del Sud non significa che non corra affatto. Il Nuovo Galles del Sud è molto conosciuto per le esportazioni di giovani greyhound verso altri stati e giurisdizioni dell’Australia. La Commissione ha scoperto che la maggior parte dei greyhound che non corrono o che sono stati ritirati definitivamente dal circuito delle gare resta in custodia ai proprietari o addestratori e quindi continua ad essere registrato con la Commissione. Di conseguenza non rientra nelle statistiche delle adozioni pubblicate dalla Commissione stessa.

La dimostrazione di quanto detto è visibile sul sito web della Commissione nel Registro trimestrale dei Decessi e dei Ritiri dal circuito delle corse. La Commissione continua ad educare l’industria sull’obbligo di notifica in base al Regolamento del Racing. In molte occasioni i greyhound che non gareggiano più ma restano in custodia a membri dell’industria come animali da compagnia non vengono registrati dalla Commissione come “ritirati” e quindi fuori dal circuito delle corse.

Gran parte del 2020 è stato impiegato per convalidare lo status dei greyhound in queste situazioni.

Il CPG non fornisce alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni secondo cui il 40% dei greyhound allevati sarebbe “giudicato inadatto a correre” né ha fornito spiegazioni su da dove provengano quei 2649 racer citati. La Commissione non può riconoscere questi dati”.

Articolo originale: 
https://m.northernstar.com.au/news/thousands-of-greyhounds-feared-killed

@Petlevrieri

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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