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Riguardo al greyhound racing – Traduzione pagina di Grey2K USA

Consigliamo la lettura della pagina About racing sul sito dell’associazione GREY2K USA, di cui riportiamo la traduzione.

CRUDELE E INUMANA

L’industria delle corse dei cani è crudele ed inumana, e dovrebbe essere gradualmente smantellata. Nei cinodromi, i greyhound vivono una vita di reclusione, ogni volta che corrono rischiano di subire seri traumi e sono spesso uccisi quando cessano di essere fonte di guadagno.

UNA VITA DI RECLUSIONE

Al cinodromo, i greyhound sono confinati per molte ore al giorno in piccole gabbie, a malapena larghe a sufficienza per permettergli di stare in piedi o girarsi. In media, più di mille cani in ogni cinodromo vivono nei kennel come merce depositata in magazzino.

I CANI SUBISCONO SERI TRAUMI

Migliaia di cani ogni anno subiscono seri traumi nei cinodromi: zampe fratturate, arresti cardiaci, paralisi del midollo spinale e colli rotti. Sfortunatamente, al pubblico non vengono riportati i dati relativi alle lesioni subite dai cani, molti Stati nemmeno tengono il conto del numero di cani che ogni anno subiscono traumi nei cinodromi. I greyhound vengono uccisi quando cessano di essere fonte di guadagno Migliaia di greyhound vengono uccisi quando riportano fratture durante le corse o non sono più veloci abbastanza per portare profitto ai propri trainer e proprietari. Secondo le stime dell’associazione pro-racing National Greyhound Association, circa 5000 greyhound sono stati uccisi nel 2003.

I GREYHOUND NON SONO TRASPORTATI IN MANIERA IDONEA

I greyhound tipicamente gareggiano in molti circuiti diversi durante la loro carriera, e ci sono trasportatori professionali che si occupano del trasferimento di moltissimi greyhound da un circuito all’altro. Durante il trasporto, i greyhound sono costretti in spazi angusti, e in molti casi viaggiano in caravan di alluminio, non ventilati, o furgoni a noleggio. Secondo un manuale per i trainer dell’industria delle corse “Care of the Racing Greyhound”, il trasporto su lunghe distanze può causare disidratazione, perdita di peso e colpi di calore. In tempi recenti, ci sono stati molti casi documentati dai media di greyhound da corsa morti durante il trasporto. Per esempio, due greyhound sono morti nel 2003 viaggiando dall’Oregon all’Oklahoma.

LA PRESSIONE ECONOMICA PORTA AL MANCATO RISPETTO DEI DIRITTI ANIMALI.

Per i promotori dell’industria delle corse, i greyhound sono investimenti a breve termine. Anche il più veloce dei greyhound potrà gareggiare solo per pochi anni, e ci si aspetta che generi abbastanza profitto durante questo periodo per compensare le spese per la sua alimentazione e i suo mantenimento. La pressione economica e la voglia di generare profitto dalle scommesse può facilmente portare alla mancato rispetto dei diritti del cane. I gruppi di adozione ricevono spesso i greyhound in uno stato generale di trascuratezza, spesso soffrono di infestazioni da pulci, zecche e parassiti intestinali. Per ridurre i costi, i cani sono alimentati con il cibo più economico disponibile. Il libro “Care of the Racing Greyhound” riporta che le fonti primarie di carne usate per alimentare I greyhound negli Stati Uniti sono “i macelli che hanno prodotti di carne 4-D per greyhound”. Continua aggiungendo che “ la ‘D’ sta per ‘dying, diseased, disabled and dead livestock’ (bestiame morente, malato, disabile)… questa carne viene usata perché è la più economicamente disponibile al momento. Anche la qualità delle cure veterinarie allo stesso modo può essere compromessa da considerazioni finanziarie.

I CANI CORRONO IN CONDIZIONI CLIMATICHE ESTREME

Nei circuiti commerciali, i greyhound corrono nei giorni più caldi dell’estate e nei giorni più freddi dell’inverno. Queste condizioni climatiche estreme possono contribuire a causare i traumi che rischiano di subire i cani durante le corse.

I CANI SONO ALLENATI CON ANIMALI VIVI, COME I CONIGLI

Alcuni membri dell’industria delle corse credono che l’allenamento con animali vivi, come i conigli, faccia correre i cani più veloci quando gareggiano. Anche se l’industria ha pubblicamente denunciato questa pratica, questa è ancora in uso. Nel 2002 ad un allevatore e proprietario di greyhound è stata sospesa la sua licenza perché utilizzava conigli per allenare I suoi cani. Almeno 180 conigli sono stati ritrovati nel suo kennel nell’Arizona rurale. Nel 2011 in Texas, un altro trainer di greyhound ha dovuto rinunciare alla licenza dopo essere stato filmato mentre usava conigli vivi per allenare i suoi cani.

ALCUNI TRAINER SOMMINISTRANO SOSTANZE DOPANTI

Alcuni Trainer somministrano ai propri cani sostanze dopanti per migliorarne le prestazioni. Visto che i guadagni dei cinodromi dipendono dalle scommesse, c’è sempre il rischio che l’integrità delle corse venga compromessa dall’uso di sostanze dopanti che migliorino le prestazioni. Nel 2002 in Wisconsin, funzionari di polizia hanno segretamente filmato un trainer di greyhound mentre iniettava a 11 cani una sostanza sconosciuta che ritenevano essere boldenone, uno steroide anabolizzante derivato dal testosterone. In un altro caso, 110 cani sono risultati positivi al test per la cocaina nei cinodromi della Florida tra il 2001 e il 2003.

BISOGNA DIRE BASTA ALLE CORSE DEI GREYHOUND

Come tutti i cani, anche i greyhound meritano di essere tutelati. Fino a che le corse dei cani non saranno dichiarate illegali, i greyhound continueranno ad essere confinati in piccole gabbie per molte ore al giorno, continueranno a farsi male correndo nei circuiti, e continueranno a rischiare di essere trattati con negligenza e uccisi. È il momento per tutti i cittadini di alzarsi e dire “Basta!”.

Per favore unisci la tua voce al coro crescente di persone che credono che non sia giusto trattare i cani in un modo così crudele.”

Fonte: http://www.grey2kusa.org/about/index.html

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Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta e di formatrice. E’ laureata in filosofia e in psicologia. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.

Insieme condividono la loro vita con un gruppo di levrieri rescue e una segugia. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita.

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Vice presidente di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. 
Per passione personale nel 2020 ha conseguito il titolo di educatore cinofilo presso la scuola cinofila Il Mio Cane.
Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective.
Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese, e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina il gruppo di ricerca dei levrieri smarriti, è membro del Gruppo Adozioni e partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. 
Vive tra Milano e la Valsassina con il marito Massimiliano, ha due figli ormai adulti, Giorgia e Marco, e tre lurcher irlandesi: Robin, Coco e Lucy – e Sandy sempre nel cuore.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.
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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Socio fondatore di Pet levrieri, si è occupato in associazione, a titolo puramente gratuito, di trasporti, rapporti con le autorità veterinarie e della comunicazione esterna, curando numerosi articoli sulla situazione dei greyhound e dei galgo nel mondo. Ha partecipato a numerose manifestazioni antiracing in Irlanda e Gran Bretagna. Dal 2022 fa parte del Board di GREY2K USA Worldwide, la più importante organizzazione antiracing mondiale. 
Laureato in filosofia e in Psicologia della comunicazione, insegna filosofia e storia nella scuola superiore di secondo grado; per crescita personale si è formato e diplomato come educatore cinofilo presso la scuola SIUA. 
Appassionato di musica, in particolare rock e irlandese, dal 2008 condivide le sue giornate, insieme alla moglie Stefania Traini, con levrieri rescue e un “pizzico” di segugi. Perché nella varietà si fanno più esperienze.
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Membro del consiglio direttivo di Pet Levrieri.
Dopo il liceo linguistico inizia a lavorare in banca ma dopo la nascita della terza figlia decide di volersi dedicare esclusivamente alla sua numerosa famiglia.
Il suo primo cane è stato Otello, un mix labrador-alano, poi è arrivata Gina, un bovaro svizzero.
Viene a conoscenza dello sfruttamento dei levrieri per caso attraverso un articolo trovato in rete e nel novembre 2015 partecipa ad un arrivo di Galgo di Pet Levrieri. Christa, una galga ancora senza famiglia, si butta tra le sue braccia per farsi coccolare. Dieci giorni dopo andrà a prenderla presso la famiglia foster e la porterà a casa. Da questo incontro speciale nasce il suo impegno concreto all’interno dell’Associazione.
Fa parte del gruppo adozioni e si occupa prevalentemente delle richieste estere (Svizzera, Austria, Germania).
A settembre 2018 si reca, insieme a Stefania Traini, a Macau per fotografare e stilare i profili dei cani che verranno in Italia. Qui, incrocia lo sguardo di Tamoko, che decide di adottare appena sarà pronto per il volo che lo porterà a Milano.
Vive a Lugano, Svizzera, con il marito Andrea e i figli Giulia, Alyssa, Cecilia e Tommaso. Membri della numerosa famiglia, oltre a Tamoko, sono anche Harry e Bob, lurcher irlandesi e Paco un meticcio salvato dalle strade di Napoli.
Ama trascorrere le giornate tra montagne e boschi oppure con un bel libro in mano.
Svolge i suoi incarichi in Pet Levrieri in maniera totalmente gratuita.
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