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Corri felice Denis, adesso puoi

Corri felice Denis, adesso puoi

Denis 01/01/2011 – 24/06/2018

Vogliamo salutare Denis con le toccanti parole della sua mamma Nicoletta.

Oggi ti abbiamo accompagnato nel tuo ultimo viaggio amore mio. Questa ultima notte abbracciati assieme abbiamo condiviso il tuo dolore. Mi hai fatto capire che dovevamo lasciarti andare, ti ho tenuto stretto al mio cuore, noi due nel lettone fino al tuo ultimo respiro. Il dolore è straziante, ma non ci siamo detti addio…tu sei accanto a me nel mio cuore, sarai la mia forza per aiutare tutti i tuoi fratelli meno fortunati. È una promessa. Sei e sarai sempre “il mio bel levriero o il mio vecchietto” così ci piaceva chiamarti. Sii felice amore mio come lo eri qua…Ci incontreremo e avremo tante cose da raccontarci.

Ora corri felice come qui non potevi più fare. Buon viaggio “mio adorato”.

Ciao Denis da tutti noi della famiglia di Pet Levrieri Onlus.

Anche il cantante Tiziano Ferro contro il festival della carne di Yulin

Anche il cantante Tiziano Ferro contro il festival della carne di Yulin

Anche il famoso cantante Tiziano Ferro aderisce alla campagna di Animalisti Italiani Onlus per dire basta ad una manifestazione che ha inizio il giorno del solstizio d’estate, durante la quale vengono macellati migliaia e migliaia di cani.

La loro carne è ritenuta fonte di vigore, fortuna e salute. La Cina è attualmente uno dei pochi Paesi asiatici in cui è ancora possibile questa pratica, già proibita in Taiwan, Filippine, Singapore e Hong Kong.

Il cantante ha postato un video sui social in cui afferma le proprie ragioni.

Ogni anno nella festa nazionale di Yulin più di 10.000 cani vengono brutalmente torturati, uccisi e massacrati, e a causa delle povere condizioni igieniche, più di 3.000 persone muoiono di rabbia. Animalisti italiani ed io vi chiediamo di sostenere questa iniziativa e chiediamo soprattutto all’ambasciata cinese in Italia di aiutarci a fermare questa barbarie, perché la civiltà possa regnare”.

#Stopyulin Il prossimo 21 giugno, dalle 10.00 alle 12.30, presidio di protesta davanti l'Ambasciata Cinese a Roma (via Bruxelles 56) per chiedere di fermare il Festival di Yulin che inizierà proprio in quel giorno. NEL GIORNO DEL SOLSTIZIO D'ESTATE NELLA REGIONE AUTONOMA DI GUANGXI VENGONO MACELLATI OLTRE 10,000 CANI DETENUTI IN GABBIE E IN PESSIME CONDIZIONI IGENICO SANITARIE, SECONDO DATI UFFICIALI DEL GOVERNO CINESE OGNI ANNO MUOIONO DAlle 2000 ALLE 3000 PERSONE A CAUSA DELLA RABBIA CONTRATTA DA QUESTI SUDDETTI CANI, CHIEDIAMO L'INTERVENTO DEL GOVERNO CINESE, PER CHIEDERE L'ABOLIZIONE DEL CONSUMO DI CARNE DI CANE E GATTO GIà VIETATA IN PAESI COME: FILIPPINE , SInGAPORE HONG KONG, COME INIZIO DI UN PERCORSO DI SENSIBILIZZAZIONE PER RISPETTARE TUTTI GLI ANIMALI. @animalisti_italiani #animalistiitaliani

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Quella di Tiziano Ferro è una delle tante voci, compresa la nostra, che da ogni parte del mondo, si alzano per chiedere la fine di questa crudele e barbara tradizione. 

#stopyulin

Il programma di adozione del Canidrome una farsa irresponsabile e lesiva.

Il programma di adozione del Canidrome una farsa irresponsabile e lesiva.

Mentre un piccolo numero di cani anziani inattivi (non più in corsa) sono stati affidati nei giorni scorsi alle cure di Anima Macau, e Albano Martins insieme ad Anima e al team di Save The Macau Greyhounds continua a lottare per il rilascio sicuro di tutti i greyhound ancora detenuti nel Canidrome, il Canidrome stesso sta organizzando “giornate dell’adozione” come quella tenuta oggi, dove dà i cani non sterilizzati (e dunque buoni per l’allevamento) a qualsiasi persona sia disponibile, indipendentemente dalle credenziali che ha e da dove provenga, dalla Cina o da altre zone del Sud Est Asiatico e senza alcun tipo di controllo sull’adeguatezza all’adozione. 

Abbiamo sempre sospettato che il Canidrome mirasse a mandare i cani in Cina con ogni mezzo possibile, ora ne abbiamo la prova.

Tuttavia, anche se Anima potrebbe non essere in grado di salvare tutti i cani, dovremo tenere duro e sostenere Albano Martins nei suoi sforzi per rendere evidente le intenzioni criminali, lesive e malvagie del Canidrome e bloccare i loro tentativi di portare questi cani in Cina o in altre regioni del Sud Est Asiatico.

Ora è il momento più difficile – continuate a sostenere Anima e aiutateci a esporre ciò che il Canidrome sta cercando di fare.
Grazie a tutti.

Il team di Save the Macau Greyhounds

While a small number of inactive (no longer racing) older dogs are now in the care of Anima, and Albano Martins…

Gepostet von Save The Macau Greyhounds am Sonntag, 24. Juni 2018

Non avete la minima idea di cosa vi siete persi!

Non avete la minima idea di cosa vi siete persi!

“Espartaco è un galgo maschio di 5 anni, allegro, molto bello, socievole e affettuoso, va d’accordo con tutti, MA è risultato positivo alla leishmaniosi.” A tutti quelli che in due lunghissimi anni hanno letto il suo profilo, magari messo un bel cuoricino o un commento pieno di auguri, passando poi oltre al cane successivo, vorrei dire: non avete la minima idea di che cosa vi siete persi!

Adottare un cane è sicuramente una scelta importante e va fatta con convinzione e consapevolezza…ma a volte va bene anche metterci il cuore, andare oltre i se, i ma, farsi guidare dall’istinto che ci dice che quella creatura che ci guarda dalla foto, magari un po’ sgranata, in fondo merita una possibilità.

Noi nemmeno ci pensavamo ad adottare un altro cane (il quarto!), eppure quel musetto continuava a ronzarmi per la testa, i suoi occhi desiderosi di attenzione mi dicevano che anche lui aveva bisogno di una famiglia, che se la meritava proprio.
Però è malato, mi ripetevo…non sappiamo a cosa andremo incontro, non sappiamo quanto vivrà e se starà male, dovremo affrontare delle spese veterinarie e stargli accanto se le sue forze dovessero venir meno. E allora?? Non lo faremmo comunque per gli altri nostri compagni di vita? Perché non per lui?

Espartaco oggi fa parte della nostra famiglia ed è esattamente il cane socievole, affettuoso e bellissimo di cui parlava il suo profilo, quello che per due anni è stato letto da chissà quante persone che si sono fermate, spaventate, di fronte alla sua malattia. Malattia che tra l’altro è sotto controllo grazie a un farmaco nemmeno troppo dispendioso e che ci fa ben sperare di condividere con lui molti anni felici. E se ciò non dovesse essere avremo comunque regalato una casa piena d’amore e un briciolo di felicità ad una creatura meravigliosa che ci sta ricambiando con una lealtà e una devozione commoventi.

I due lunghi anni di attesa non hanno minimamente intaccato il suo carattere solare a dimostrazione del fatto che questi cani sono davvero speciali, che hanno una resilienza e una capacità di recupero straordinarie. Perché loro non ci giudicano, non hanno preconcetti e, soprattutto, sanno perdonare…

Ci sono tanti, troppi cani come Espartaco che a causa dell’età, del colore del mantello, di un “difetto” fisico o di una malattia continuano ad aspettare, mentre i loro compagni di paddock più belli, più giovani o più sani iniziano una nuova vita e altri ne arrivano, in un ciclo che segue le stagioni, gli anni…

Perché per un levriero, in paesi come Spagna o Irlanda, essere nero o non più giovane o malato significa quasi certamente essere considerato un inutile scarto, condannato all’abbandono o alla morte.

Allora, vi prego, quando scegliete di adottare un cane e iniziate a guardare i profili non fermatevi all’apparenza, leggete le loro storie, se avete dubbi chiedete consigli, non fatevi bloccare dal pregiudizio! Almeno fateci un pensiero…sarà già qualcosa.

Espartaco ci ha dimostrato che basta saper guardare “oltre” per scoprire un mondo di meraviglia e di emozioni uniche. Viviamo un giorno alla volta, godendo di ogni esperienza o conquista fatta insieme e non potremmo essere più felici della nostra scelta, di aver seguito il cuore e di averlo qui con noi.

Annalisa Benato



Le prospettive dei levrieri oltre le corse e la caccia

Le prospettive dei levrieri oltre le corse e la caccia

Le mie considerazioni dei giorni scorsi su caratteristiche e storia dei levrieri sembrano aver provocato una discussione che avrebbe potuto essere interessante, se non fosse per le parolacce e il tono ironico come ingredienti. Niente di strano, questo è un classico quando gli argomenti sono scarsi.

Poiché il mio interlocutore ha anche parlato del mio “solito tornaconto personale”, faccio presente che quando parole del genere vengono usate nei confronti di una persona che ha fondato una Onlus che si basa su trasparenza e onestà, e che ha solo speso il proprio denaro e il proprio tempo per questi cani, bisognerebbe essere prudenti, intendo dal punto di vista delle conseguenze legali.

Detto questo, la sostanza della mia argomentazione è che i greyhound da corsa non sono I greyhound per eccellenza, questo è quello che sostengono quelli che li sfruttano, ma solo un tipo di greyhound, storicamente nato e legato all’industria delle scommesse. Un’industria che usa i cani come macchine e che seleziona, alleva e allena i greyhound con il solo scopo di trovare il cane veloce per fare soldi. Tutto, fin dalla selezione, che avviene in provetta, è finalizzato a enfatizzare il predatorio e il competitivo, deprimendo le motivazioni prosociali e la riflessività, se non per quanto basta per consentire ai cani di correre con profitto. Quello che è incredibile è proprio che i greyhound rescue siano capaci di tanta socialità, malgrado l’industria.

Esistono anche, per esempio, i greyhound allevati per le esposizioni e come “animali da compagnia”, termine bruttissimo e che non mi piace usare: ricordo un bellissimo discorso di Roberto Marchesini al corso educatori, in cui usava giustamente il termine “compagni dell’uomo”.

Ora, la questione che ho posto è che nelle società urbanizzate, evolute dal punto di vista della relazione con gli animali e in cui la caccia a vista e il greyhound racing saranno proibiti, sarà necessario ridefinire lo status dei levrieri. Così come è accaduto per tutte le razze che hanno dovuto cambiare per sopravvivere al di fuori del contesto d’uso di provenienza: come i border collie o i terrier, i levrieri saranno, né più né meno, compagni dell’uomo.

Cosa ci sia di male in questo non mi è chiaro: certamente il concetto di “animale da compagnia” odierno relega spesso il cane in una dimensione di negazione della sua natura, ma essere compagno dell’uomo non mi pare un concetto negativo, naturalmente se si lavora per dare al cane una vita ricca di stimoli etologicamente adeguati.

A questo proposito, mi permetto un piccolo inciso. La mia associazione si caratterizza fin dalla nascita per il costante sforzo di proporre attività e informazioni destinate a migliorare la relazione tra uomo e cane. Il nostro sito è ricco di articoli dei migliori etologi e professionisti della cinofilia cognitivo-zooantropologica, e siamo molto attivi nell’organizzazione di attività coerenti con questa impostazione.

Non abbiamo mai visto una tale attenzione invece in altre associazioni che si occupano di levrieri, a partire da quella cui appartiene chi mi ha attaccato.

Cosa c’entri poi l’antropocentrismo con l’idea che i levrieri devono adattarsi a un mondo urbanizzato senza corse e senza caccia, e quindi ad un mondo in cui il predatorio è disadattivo, non mi è chiaro. Né è antropocentrismo ricordare che sono gli uomini a determinare le caratteristiche delle razze canine in età moderna, e non soltanto; a meno che non si ritenga che i cani possano liberamente accoppiarsi per le strade delle nostre città, con tutte le conseguenze del caso, incidenti stradali compresi. Piuttosto, il problema che abbiamo oggi nelle nostre città è di difendere il diritto di pisciare, cioè di comunicare, dei cani senza prendere una multa.

Antropocentrismo è dimenticare che anche l’uomo dovrebbe cambiare il suo approccio verso i levrieri e verso i cani (a proposito, i levrieri sono cani). Il che significa trovare spazi e situazioni per farli correre in libertà, senza mettere al centro attività che enfatizzino il predatorio, e dando loro modo di riflettere e di appagare armoniosamente le loro molteplici motivazioni, non solo quelle prevalenti, scoprendo il piacere della mediazione e della collaborazione con l’umano.

Poi, se si ritiene che il levriero da corsa, selezionato e allevato come tale, sia un patrimonio da salvare così com’è, allora probabilmente bisogna ammettere che le corse dei cani sono qualcosa da salvare. Ma bisogna dirlo esplicitamente e allora diventa difficile accusare gli altri di antropocentrismo, semmai bisogna riconoscere di apprezzare un’attività tra le più antropocentriche che esistano, come lo sfruttamento per denaro degli animali. Questo però sarebbe difficilmente conciliabile con una visione come quella della SIUA, solo per fare un esempio.

La storia dei levrieri da caccia e da corsa è stata nell’ultimo secolo una storia di brutale sfruttamento, che spesso ha svilito le magnifiche competenze sociali di questi cani. Nel frattempo il mondo è cambiato e, come è normale in un’ottica evolutiva, oggi i greyhound da corsa e la caccia a vista sono un anacronismo che relega i levrieri in una nicchia di sfruttamento.

Rivendicare la storia moderna dei levrieri e santificarne le caratteristiche di cacciatori e corridori rischia di portare a conclusioni simili a quelle dei galguero spagnoli, che ritengono che la tradizione e la storia siano buone giustificazioni per tutelare e promuovere la caccia a vista, che alcuni hanno anche proposto come patrimonio dell’umanità.

 

Massimo Greco

Non siamo più solo io e Giulia

Non siamo più solo io e Giulia

Vogliamo ringraziare Alessio Bottiroli per aver realizzato questo video per festeggiare l’anniversario di benvenuto di Tom.

Oggi è una data molto importante per noi, perché il 19 giugno dello scorso anno anche Tom è entrato a far parte del nostro piccolo e sgarrupato branco, completandolo.

Sophie era arrivata a Marzo e non ci saremmo mai immaginati che dopo 3 mesi avremmo raddoppiato, ma è stata una scelta assolutamente azzeccata .

Quindi è un anno che io e Giulia non siamo più solo io e Giulia e così ormai tutti sanno che dovunque andiamo siamo sempre io, Giulia, Sophie e Tom, perché di lasciarli a casa non se ne parla.

Se non c’è posto per loro, non c’è posto nemmeno per noi.

Così, per celebrare quest’anno così particolare, nei giorni scorsi ho pensato di creare questo video che spero vi piaccia.

Ho volutamente scelto di inserire una prima parte un po’ forte (ci sono brutte immagini delle corse, ma solo qualche secondo) ma lo scopo è quello di marcare ancora di più il contrasto tra la vecchia e la nuova vita dei nostri due nasoni.

Riconoscerete anche qualche altro nasone, mi sa..
E una testuggine…

Alessio e Giulia