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Levrieri in adozione

Galgo chip 7341 (Elia)

Galgo chip 7341 (Elia)

Galgo maschio
Taglia grande
Mantello tigrato
Data di nascita 26.03.2017
In rifugio dal 01.02.2020
Tato

Tato

Galgo maschio
Mantello tigrato e bianco
Età 01.05.2016
In rifugio dal 28.02.2020
Homero-In corso di prenotazione

Homero-In corso di prenotazione

Galgo maschio
Mantello bianco/crema
Data di nascita 01.11.2017
In rifugio dal 05.12.2019
Suhani

Suhani

Lurcher Saluki Greyhound femmina
Mantello fulvo
Altezza: 61 cm al garrese
Data di nascita: luglio 2018
Capaldi

Capaldi

Lurcher Saluki maschio
Mantello bianco
Altezza: 67 cm al garrese
Data di nascita: giugno 2018
Orla – In corso di adozione

Orla – In corso di adozione

Greyhound femmina
Mantello tigrato
Altezza: 68 cm al garrese
Data di nascita: ottobre2017

Ultime News

Olimpia ❤️ (ex Macey), 6 mesi dopo

Olimpia ❤️ (ex Macey), 6 mesi dopo

 

Quello che non mi avevano detto

Ma perché ha la coda tra le gambe? È timida? Chissà cos’ha dovuto soffrire.

Queste sono le cose più comuni che, in 6 mesi di Olimpia – lurcherina di 3 anni, già mamma di due cuccioli, ex Macey) –, mi sento dire quando la porto a spasso per Milano. 

Ma facciamo un passo indietro.

Senza l’aiuto del mio amico e addestratore cinofilo Luca Todisco e, soprattutto, della stupenda Paola Ciardi di Pet Levrieri, oggi non avrei avuto l’onore di conoscere Olimpia, e poterle stare a fianco lungo la sua crescita, in questo mondo così diverso dalla sua Limerick, Irlanda.

Quando pensiamo a quanto questi levrieri adottati siano tra i più fortunati, è sì un concetto vero, ma in parte; perché, in realtà, i più fortunati siamo proprio noi – i loro compagni di vita.

Olimpia è arrivata in Italia in una fredda giornata d’inizio settembre, e io avevo l’ansia addosso da due settimane prima. La mia prima preoccupazione è stata quella di non sapere come avrei fatto a gestire un cane; io, quello abituato ai gatti.

La risposta non si è fatta attendere: ci ha pensato lei, nei primissimi minuti, a farmi capire che sarebbe stato un rapporto alla pari.

Come primo gesto concreto insieme, le apro la porta della macchina (come si fa alle principesse) e lei salta su, senza alcun tentennamento. Questo era solo l’inizio di alcuni segnali di un animale, talmente sveglio e curante di me, da non poterne più fare a meno.

La mattina dopo (era una domenica) la porto al Bosco in Città con il mio amico Luca, e lei fa un altro segnale: sorride in macchina, sorride sul prato.

È libera, lo ha capito, ma non ancora da potersi fidare (e rilassare) che lo sarà per sempre, e in un modo che (forse) non ha mai provato prima.

Più avanti si siede sul prato all’aperto, mi salta addosso quando torno dal lavoro, fa i versi, i capricci, abbaia e, soprattutto, decide lei. Mi fa capire cosa vuole e cosa devo fare per farla stare serena.

Devo ammettere che la parte dell’educatore mi piace tanto – sarà perché mia madre è maestra di asilo e, in qualche modo, sta cosa ce l’avrò pure dentro –, ma perché con lei è una cosa estremamente naturale.

Non mi avevano detto che il momento più bello della mia giornata sarebbe stato la mattina – quando lei si sveglia e, come una molla, comincia a contorcersi a pancia all’aria e a battere i denti in totale contentezza –, e la sera – quando rientro dal mio lavoro.

Ovvero: i due momenti in cui lei c’è.

Non mi avevano detto che prendersi cura di un cane non sarebbe stato, neanche per un momento, un impegno, una privazione della mia libertà e vita privata.

E poi non mi avevano detto che Olimpia parlasse, perché io sono sicuro che lei lo faccia sempre.

Matteo 

 

“One Step Forward” – Aveva solo 3 anni, e tutto ciò è accaduto 13 secondi dopo l’inizio della gara

“One Step Forward” – Aveva solo 3 anni, e tutto ciò è accaduto 13 secondi dopo l’inizio della gara

(traduzione integrale del post)

 

 

“One Step Forward” non è stata uccisa alla fine della sua corsa, come accaduto per gli altri 61 levrieri che nel 2020, hanno trovato e subito la morte sulle piste da corsa australiane.

Lei si è scontrata brutalmente con altri levrieri; durante il violento scontro, è stata gettata in aria e si è spezzata la schiena.

Questo l’ha uccisa.

Aveva solo 3 anni, e tutto ciò è accaduto 13 secondi dopo l’inizio della gara.

 

Si è trattata di una inimmaginabile sofferenza, imposta da un’industria vergognosa e scandalosa.

 

Fonte: Coalition for the Protection of Greyhounds

Link: https://www.facebook.com/1399337737039887/posts/2269819063325079/?d=n

 

© Riproduzione riservata

Guardare oltre

Guardare oltre

Da quando è iniziata questa emergenza anche noi come associazione, oltre che come persone, abbiamo iniziato a vivere come sospesi nel vuoto.

Cerchiamo di andare avanti, facendo quel poco che possiamo, e soprattutto cercando di non perdere di vista il motivo per cui siamo nati ed esistiamo.

In questo momento in tutti i paesi in cui i levrieri sono sfruttati la loro condizione non potrà che essere più difficile, almeno sul breve e forse medio periodo.

La chiusura delle piste e l’impossibilità delle competizioni e della caccia renderanno i cani un puro costo, e questo nel momento in cui l’attività di salvataggio da parte di rifugi e associazioni è praticamente impossibile. Sul lungo periodo questa situazione potrebbe anche tradursi in un’accelerazione decisiva nella crisi dell’industria, il che sarà un bene. Dubito che i governi e l’opinione pubblica avranno soldi e priorità nei confronti di un’industria ormai in chiaro declino: ben altri saranno i problemi da affrontare, questo è chiaro a tutti.

Quello che però è certo al momento è che questa crisi porterà ad un aumento di levrieri abbandonati ed eliminati. Voglio chiarire peraltro un punto fondamentale, e cioè che la responsabilità sarà comunque di trainer, allevatori e galguero: sono sempre le scelte degli esseri umani a fare la differenza, tanto più in momenti difficili.

Noi in questo momento siamo impegnati ad aiutare i rifugi con cui collaboriamo, e questo è prioritario non soltanto perché lì ci sono i cani che devono venire in Italia, ma soprattutto perché questi rifugi costituiscono dei presidi insostituibili nella difesa di cani e degli animali nei loro paesi.

Dunque la raccolta di fondi per aiutare i rescue è oggi un’attività vitale e deve essere una nostra preoccupazione costante.

Per donare cliccare qui: https://wp.me/p45Xvu-M0K

Il virus è diventato una pandemia globale che avrà conseguenze epocali, grazie alla combinazione di due fattori: la promiscuità tra uomini e animali selvatici da una parte e la globalizzazione. Non è un’idea mia, ma di illustri scienziati come Ilaria Capua.

Dal momento che non possiamo certo pensare di tornare al medioevo, questo impone una riflessione che riguarda aspetti su cui abbiamo sempre mantenuto attenzione. La mancanza di rispetto nei confronti degli animali e della loro natura non è una questione che riguarda solo alcuni animalisti esaltati, ma è un problema che può avere conseguenze letali per l’umanità e per le nostre società.

Dunque riflettere e agire per la tutela dei diritti animali non è una questione teorica ma pratica, una strada sulla quale ci siamo posti fin dall’inizio e su cui è più che mai urgente ed essenziale proseguire il cammino.

Massimo Greco

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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