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Levrieri in adozione

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Galgo maschio
Mantello tigrato
Data di nascita 17.05.2018
OK GATTI
Mirlo

Mirlo

algo maschio
Mantello nero e bianco
Data di nascita 09.03.2018
In rifugio dal 15.05.2020
Galassia  (galga 7212)

Galassia (galga 7212)

>Galgo femmina
Mantello nero e bianco
Data di nascita: 2013
In rifugio dal 15.11.2018
Elvis – In corso di Adozione

Elvis – In corso di Adozione

Lurcher maschio
Mantello nero e bianco
Altezza: 66 cm al garrese
Data di nascita:01/05/2017
Ok gatti
Valet

Valet

Greyhound maschio
Mantello bianco e nero
Altezza: 72 cm al garrese
Data di nascita: 20/10/2017
Butler

Butler

Greyhound maschio
Mantello bianco e nero
Altezza: 72 cm al garrese
Data di nascita: 20/10/2017

Ultime News

Hubbard…Ciao, vuoi essere mio amico?

Hubbard…Ciao, vuoi essere mio amico?

 

 

 

 

“Ciao, vuoi essere mio amico?”

Sono le prime parole che ho detto al mio Hubbard.

Ovviamente lui di me non voleva saperne.

Ci ha messo 8 mesi per decidere che poteva fidarsi, che saremmo stati la sua famiglia per sempre.

Noi invece, molto meno, bloccando il foster dopo 15 giorni scarsi.

Creatura dolce, discreta ma sempre al mio fianco.

Un delicato cavaliere nero, un furbo filibustiere.

È entrato nella nostra famiglia portando tutte le sue cicatrici, nell’anima e sul corpo.

Amorevole fin da subito con Andrea, il nostro bimbo di 3 anni.

Si nascondeva solo a sentire la voce di Roberto, mio marito, ora dormono insieme.

Stiamo facendo un percorso di crescita e arricchimento reciproco, non privo di difficoltà, rinunce, il grande dispiacere di vederlo sprofondare nel terrore quando siamo fuori da casa.

Tuttavia se fosse stato più facile lo avrei amato di meno, con noi è libero di essere se stesso e di fare ciò che lo fa stare meglio.

Se tornassi indietro a quel 23 novembre rifarei tutto.

Lo rifarei 100, 1000 volte.

Perché abbiamo conosciuto una nuova sfumatura dell’amore.

E non possiamo più farne a meno.

Elisa

 

Mara…il giorno della consegna!

Mara…il giorno della consegna!

 

 

“ Quando finalmente scese dal furgone non riuscì a trattenere uno sbadiglio, dettato più dal nervosismo che dalla stanchezza.
Si sgranchì i muscoli rattrappiti, rabbrividì all’aria frizzante del mattino e cercò di scrollarsi di dosso quel torpore che le irrigidiva le membra.

Il viaggio era stato lungo, lunghissimo.

Quando erano partiti lei e i suoi compagni di viaggio erano tutti piuttosto nervosi e, nonostante fossero sistemati  comodamente sul mezzo, si riusciva a percepire un che di elettrico nell’aria, il che bastava per renderli inquieti. Infatti pochi tra loro riuscirono ad addormentarsi e anche per questo motivo il viaggio apparve loro interminabile.

Non appena la luce dell’alba cominciò a rischiarare il cielo, si scostò un poco dal gruppo e lasciò vagare lo sguardo fin dove la sua vista acutissima si poteva spingere.

Si trovavano in un ampio spazio verde, circondato da piccoli boschetti di faggi e di querce. Il terreno ondulato emanava fragranze di humus e di erba bagnata dalla rugiada della notte.

Al di là del boschetto più vicino il prato punteggiato da pratoline, che ancora attendevano un timido raggio di sole per schiudersi, declinava dolcemente fino ad incontrare un piccolo laghetto animato da uno sparuto stormo di anatre selvatiche e lo racchiudeva come in un abbraccio erboso al limite dell’orizzonte lontano, fino a dove riusciva a posarsi lo sguardo.

Tuttavia il cielo gravido di nubi non consentiva all’aria di riscaldarsi, né alla campagna circostante di accendersi di colori più vivaci, ma tutti questi particolari la sfiorarono appena, concentrata com’era su quello che stava per accadere.

L’aria umida, permeata di goccioline impalpabili, trasmetteva una sensazione di gelo che penetrava fin dentro le ossa.

All’improvviso rabbrividì. Sentì freddo e istintivamente si strinse al fianco della donna che l’accompagnava. Le lanciò uno sguardo che chiedeva rassicurazione e ne ricevette in cambio un abbraccio che voleva riscaldarla e tranquillizzarla con lo stesso gesto.

Aveva fame, non ricordava quando fosse stata l’ultima volta che avesse mangiato qualcosa, ma non vedeva alcuna possibilità di poter placare i morsi della fame, almeno non in quel luogo e in quel momento.

All’improvviso notò un certo fermento tra le file dei compagni, che cominciarono a muoversi agitati; stava per succedere qualcosa.

Uno ad uno li radunarono in uno spiazzo non lontano, a pochi passi dal boschetto da cui provenivano umori bagnati e invitanti e proprio mentre era sollecitata da queste sensazioni che non riusciva a dominare, la donna la prese con sé e la condusse con mano gentile, ma ferma fuori dal gruppo.

In un primo momento lo smarrimento e la paura dell’ignoto si impadronirono di lei.

Cominciò a guardarsi intorno con ansia sempre crescente, perfino la sensazione di freddo ormai era sparita… l’istinto irrazionale di cui stava cadendo preda le faceva percepire acutamente l’odore della paura, la sua paura, mentre si lasciava condurre verso l’ignoto.

Con un moto repentino si volse indietro per un momento a guardare il gruppo degli altri sempre più distanti e, quando si voltò verso la donna, la colpì violentemente un odore del tutto nuovo, accompagnato dalla vista di una mano che si protendeva verso di lei.

In quel momento odori, suoni, forme si fusero insieme e le procurarono uno stato di irresistibile agitazione che non voleva e non poteva dominare in alcun modo. La donna la stava consegnando a degli sconosciuti e, quando questa si allontanò, lei si ritrovò sola con loro.

Non osava alzare lo sguardo sul loro volto perché non voleva sfidarli, ma vide i loro occhi di sfuggita e le parvero gentili. Il tono delle loro voci era pacato e le trasmetteva tranquillità, ma non voleva abbassare la guardia e non poteva fare altro che seguirli con malcelata rassegnazione, fiutando l’aria e memorizzando ogni più piccola traccia che le consentisse di ritrovare il cammino percorso.

Arrivati alla macchina in qualche modo comprese che era giunta ad un punto di non ritorno. Stava lasciando dietro di sé tutto ciò che conosceva per affidarsi a questi sconosciuti.

La fecero salire in auto e, quando le portiere si chiusero, un mondo nuovo di odori e di rumori la sopraffece. Lanciò una timida occhiata alla ragazza che la teneva vicino, l’annusò e, stremata dalla stanchezza e dalle tante, troppe emozioni, decise di lasciarsi andare affidandosi a quell’abbraccio, che ora le pareva caldo e carico di attrattiva.

Lei non poteva ancora saperlo, ma ora aveva davanti a sé un nome nuovo e un futuro nuovo.

Sì, perché da ora in poi Mara avrebbe potuto permettersi il lusso di sentirsi finalmente un Galgo fortunato.”

Grazie

Simona

 

 

Elvira  ❤️l’aiutante irlandese!

Elvira ❤️l’aiutante irlandese!

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono cresciuta in una famiglia che mi ha insegnato il rispetto per gli animali, e l’indissolubile responsabilità che ne deriva dall’accoglierne uno nella propria vita.

Prima di decidere di adottare un levriero ho letto centinaia di profili, testimonianze, guardato video e parlato con volontari di associazioni; perché volevo la certezza di compiere una scelta oculata e rispettosa delle naturali caratteristiche ed esigenze di un cane che una volta entrato in casa mia diventa parte integrante della famiglia, deve stare bene sia fisicamente sia psicologicamente.

Nei pochi giorni intercorsi tra la visita a casa ed il consenso all’adozione di Elvira sono rimasta col fiato sospeso, domandandomi se avessi davvero le caratteristiche richieste da Pet Levrieri:avevo pianificato l’adattamento della mia quotidianità alle esigenze di chi sarebbe arrivato ma l’attesa del giudizio mi rendeva impaziente.

Il Giorno della consegna ero molto emozionata ma cercavo di mantenere un certo contegno,sapevo che per Elvira ero un’estranea così ho limitato i contatti fisici, a costo di apparire fredda.

Appena arrivata a casa ha iniziato un’esplorazione frenetica che ben presto si è trasformata in continuo andirivieni ansioso nonostante io cercassi di dimostrarmi tranquilla e rilassata.

Dopo due ore, dopo aver mangiato ed esplorato tutta la casa, si era sdraiata e alzata continuamente senza sosta: era evidente che non riusciva a controllare l’ansia ed io non rappresentando un punto di riferimento non avrei potuto calmarla; ho pensato che per distrarla,sarebbe stato utile dare un senso al movimento, l’ho quindi portata a fare una passeggiata in campagna.

Dopo pochi minuti Elvira ha capito che non sarebbe arrivata nessuna richiesta, quindi si è impegnata a guardare l’ambiente, annusare e camminare senza frenesia; rientrati a casa si è addormentata.

Nei mesi successivi le sue paure emersero numerose, ed a tratti invalidanti, mi sono quindi confrontata con la referente di zona, la stessa che fece la visita preadozione, la quale mi ha rincuorata dicendomi che si trattava di un atteggiamento normale e che erano necessari solo tempo pazienza ed esperienze positive.

Restavo pietrificata ogni volta che Elvira urlava e si lasciava cadere a terra per la paura di piccole cose, di un cane di piccola taglia, di una borsa attaccata al mio braccio: dentro di me si accresceva un irrazionale senso di colpa che si esprimeva in un atteggiamento iperprotettivo emotivamente stressante per entrambi.

Era ed è un cane di facilissima gestione, sempre positiva, educata, discreta che non ha mai sporcato in casa, rovinato mobili e che non rubava o mendicava cibo; ma la paura era sempre presente in lei e pronta ad emergere.

Ho frequentato i seminari organizzati da Pet Levrieri che mi sono stati molto utili, soprattutto ho capito che temevo le sue paure ma in realtà erano le mie che affioravano, avevo paura del suo giudizio e che potesse capitare qualcosa di negativo.

Sono oramai trascorsi due anni dal suo arrivo, e so che il percorso non è concluso, ma non cerco più di riparare il suo passato.

Oggi Elvira si dimostra sempre molto equilibrata negli approcci con cani e persone, ha persino imparato a non rincorrere i pavoni del maneggio: in passato ne ha spennato qualcuno,fortunatamente senza causare altri danni.

Io ho imparato a non opprimerla con un eccesso di protezione, lasciando che si esprima ed attinga alle proprie risorse.

Lei mi accompagna sempre in scuderia, e non ha mai avuto paura dei cavalli, imparando velocemente a distinguere quelli da cui mantenere una certa distanza.

Andiamo quotidianamente a portare a passeggio una cavalla in riabilitazione dopo un infortunio, Elvira sempre con me libera vedeva, che spesso la cavalla rifiutava di avanzare, un giorno all’ennesima impuntatura, senza alcuna mia richiesta, ha preso in bocca la longhina, e tirato con tutta la sua forza nella direzione di marcia, ha ottenuto il risultato e io ridendo le ho fatto una carezza; da quel giorno i cavalli li porta tutti lei, mi aiuta, e sta bene attenta al mio che è un burlone e cerca di darle dei morsetti sul posteriore.

Come tutti i levrieri è buffa e pigra, ma ciò che non mi aspettavo è la sua voglia spontanea di aiutarmi: se scavo una buca per mettere una pianta lei scava con me, se la pianta è incastrata nel vaso, lei la tira insieme con me, i suoi cuscini li spostiamo insieme.

Una volta ho raccolto una noce per terra, mentre eravamo in passeggiata, e poco dopo l’ho lasciata cadere, lei credendo che l’avessi persa l’ha presa e appoggiata ai miei piedi.

In casa dorme e finge di non aver voglia di uscire, ma appena arrivati in campagna corre, fa il bagno nei fossi con qualsiasi temperatura e si avvicina alle persone, anche estranee, scuotendo la testa come a dire “Ti diverti? Hai visto come si sta bene qui?”

Non ho mai voluto un cane totalmente assoggettato, mi piace che Elvira possa compiere scelte, mi piace osservarla senza disturbare, la nostra convivenza ha poche essenziali regole e voglio che lei scelga ogni giorno di restare con me perché si sente bene ed in sintonia.

Sara Scarparo

 

 

Presidente e socio fondatore di Pet levrieri dalla data di fondazione. Svolge questo ruolo in maniera totalmente gratuita. Nella vita svolge la professione di psicologa e psicoterapeuta. Per crescita personale si è formata e diplomata come educatrice cinofila presso la scuola SIUA. Ha svolto il corso professionalizzante per la gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti, organizzato da Pet Detective. Ha iniziato a scoprire quello che accade ai greyhound nel racing in seguito all’adozione della sua prima grey, Silky, nel 2008. Da qui il suo impegno civile antiracing e anticaccia in difesa dei greyhound, dei galgo e dei lurcher. Sposata con Massimo Greco, altro socio fondatore di Pet levrieri, condivide con lui questo impegno.
Insieme condividono la loro vita con sette cani, tutti adottati: Cabana, galgo spagnolo, Zen, grey salvato dal cinodromo di Macao, King, grey salvato dal mercato della carne in Cina, Babe, grey irlandese, Barney, grey irlandese, Lucy, grey irlandese, e Adhara, una meticcia. Nel cuore sempre presenti i tre grey Silky, Blackie e Rob, che sono stati straordinari amici e ambasciatori della causa.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è Direttore delle Risorse Umane di una multinazionale del settore IT. Per passione personale a luglio 2020 conseguirà il titolo di educatore cinofilo presso la scuola Il Mio Cane.net. Ha partecipato al corso di gestione della ricerca e del soccorso di animali smarriti organizzato da Pet Detective. Nel marzo 2014 adotta “per caso” Sandy, greyhound irlandese e scopre la dura realtà dei levrieri sfruttati nelle corse e nella caccia decidendo così di impegnarsi concretamente nell’Associazione.
Coordina lo Shop Online, collabora con il gruppo Adozioni nelle visite di pre-affido e nelle attività post-affido, partecipa come portavoce di Pet levrieri ad eventi di informazione e divulgazione delle attività dell’associazione. Vive a Milano con il marito Massimiliano, i figli Giorgia e Marco, la grey Sandy, la lurcher Robin e Yughi, un meticcio di oltre 15 anni. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri a titolo assolutamente gratuito.

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Vice Presidente e socio fondatore di Pet levrieri, laureata in scienze politiche internazionali, gestisce un’impresa di consulenze turistiche. In Pet Levrieri si occupa in particolare delle relazioni con la Spagna e dei profili dei galgo e si reca più volte all’anno nei rifugi spagnoli per conoscere i cani e stilarne i profili. Fa parte del team che amministra sito e pagine Fb dell’associazione.
Ha adottato la galga Debra nel 2011. Venire a contatto con la realtà dei levrieri rescue l’ha spinta ad approfondire il discorso e a impegnarsi attivamente a favore dei grey, galgo e lurcher sfruttati e maltrattati in tutto il mondo. Oltre a Debra vive con due cani meticci, salvati da situazioni di abbandono.
Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo e socio fondatore di Per levrieri, dove si occupa dell’organizzazione logistica degli eventi e del merchandising. Nella vita è titolare di un laboratorio odontotecnico dal 1990. Da sempre appassionato di cani, il suo primo cane è stato un setter irlandese. Sposato con Marianna Capurso, anche lei socia fondatrice di Pet levrieri, condivide con lei l’impegno antirancing e anticaccia in difesa dei levrieri. Accanto al presidente di Pet levrieri, ha partecipato alla prima conferenza mondiale sui greyhound in Florida nel 2016. Ha partecipato a molti corsi organizzati da Think Dog e Siua. Perle è stata la sua prima greyhound. Nella sua vita ora ci sono Peig e Inta, due lurcher, e Karim, greyhound salvato dal cinodromo di Macao, e Ricky, un pinscher, che è la mascotte di tutto il gruppo. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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Membro del consiglio direttivo di Pet levrieri. Nella vita è una pasticciera. Dal 2014 a seguito dell’adozione di Rosie, una greyhound irlandese ha conosciuto la realtà dello sfruttamento dei levrieri. Da qui l’impegno in associazione. Coordina il gruppo facebook di Pet levrieri, gestisce il canale istituzionale Twitter, ed è membro del gruppo adozioni. Condivide la vita con il compagno Stefano, socio e volontario di Pet levrieri, James greyhound salvato in Irlanda e Jasmine greyhound sopravvissuta al cinodromo di Macao, nel cuore portano Rosie e Mags greyhound salvate in Irlanda. Svolge i suoi incarichi in Pet levrieri in maniera totalmente gratuita.

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